
Obesità infantile: maglia nera all’Italia
Cattive abitudini alimentari e scarsa attività fisica. Sono questi i principali fattori che favoriscono il sovrappeso nei bambini. Una condizione quest’ultima che è accentuata nelle nazioni dell’Europa mediterranea e in Italia, in particolare, dove un quinto dei bambini è oversize. E’ quanto emerge da un’indagine condotta nel 2019 da Okkio alla Salute, il sistema di videosorveglianza coordinato dal Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (CNaPPS) dell’Istituto Superiore di Sanità.
I risultati, diffusi dalla European Childhood Obesity Surveillance Initiative dell’Oms, mostrano che in Europa una proporzione crescente di bambini e giovani vive in situazione di sovrappeso o obesità. I valori più alti sono stati riscontrati nei Paesi del sud Europa e l’Italia è tra gli stati con i livelli più elevati di eccesso ponderale. L’indagine, condotta su un campione di oltre 50 mila bambini e altrettanti genitori, ha evidenziato che ben il 20,4% dei bambini è in sovrappeso, il 9,4% obeso e il 2,4% gravemente obeso.
Tra le cause di quello che oggi è considerato dalla comunità scientifica come un grave problema di salute pubblica a livello globale, ci sono gli stili alimentari, scarsi di frutta e verdura e troppo orientati a merendine e prodotti confezionati ad alto contenuto di grassi e zuccheri, l’eccessiva sedentarietà e la scarsa attività fisica.
“Questi dati ci forniscono preziose informazioni sulle tendenze e mettono in evidenza le sfide persistenti che stiamo affrontando – afferma Angela Spinelli, direttore del CNaPPS dell’Istituto Superiore di Sanità – I dati del 2019 mostrano alcuni miglioramenti, con un’ulteriore riduzione dell’eccesso di peso nei bambini in Italia ma indicano anche che c’è ancora molto da fare in termini di promozione di stili di vita sani tra i bambini e i giovani”. Tra questi, la pratica costante di uno sport è senz’altro un passo importante per un decisivo cambiamento di rotta. La promozione dell’attività fisica, al vertice dell’agenda politica sul benessere infantile, contribuisce in modo significativo ad un corretto ed armonico sviluppo non solo fisico ma anche psicologico dei ragazzi.
“Sappiamo che gli approcci audaci e globali, che potrebbero includere l’uso di politiche dei prezzi, restrizioni di marketing, in particolare nella sfera digitale, una migliore alimentazione scolastica e una maggiore attività fisica nelle scuole possono funzionare – precisa Joao Breda, capo dell’Ufficio europeo dell’Oms per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili – E’ importante che i dati raccolti da questi sistemi di sorveglianza siano la base per scegliere migliori politiche volte a promuovere stili di vita sani al fine di migliorare la salute e il benessere delle persone”.
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