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Rimettersi in movimento con programmi graduali e senza stress

28 Maggio 2021 - 12:24

 

Monia Pasqualetto
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Monia Pasqualetto

Il mondo dello sport si è rimesso in moto. Palestre, associazioni e gruppi sportivi stanno riprendendo gradualmente le loro attività. Questo permette agli sportivi di ripartire con gli allenamenti, ritrovare amici e compagni di squadra, ritornare a prendersi cura di corpo e mente con regolarità e costanza. Un obiettivo più facile per i bambini, i giovani e i ragazzi che nello sport trovano anche uno spazio per esprimersi e socializzare, un po’ più difficile per chi durante i mesi di stop ha smesso completamente di svolgere attività fisica.

La ripresa, dopo molto tempo di inattività, non è sempre automatica ed agevole. La pigrizia, la prolungata sedentarietà, la perdita del ritmo di allenamento e della consueta prestanza fisica possono frenare la voglia di rimettersi in pista e rendere faticosa una piena ripresa.

Cosa succede al corpo quando si smette di fare attività fisica?

Il primo e più evidente effetto che si produce dopo un periodo di pausa dallo sport è la perdita di forza e resistenza. Questo è dovuto ad una riduzione del volume dei muscoli che non ricevendo più la giusta stimolazione si rilassano perdendo tonicità. Anche la flessibilità ne risente così come l’attività cardiovascolare dal momento che, a riposo, il cuore si abitua a pompare sangue meno efficientemente riducendone l’afflusso ai vari organi. Tra questi, il cervello e, in particolare, come dimostrano diversi studi, l’ippocampo, deputato al meccanismo della memoria, che dimostra maggiore difficoltà di concentrazione e tempi di affaticamento più rapidi.

Sul fronte estetico smettere di fare attività fisica è tra i fattori principali che favoriscono l’aumento di peso. Questo sia perché dopo che si smette di praticare sport diminuisce la massa magra e aumenta proporzionalmente quella grassa, sia perché la sedentarietà si associa spesso a regimi alimentari poco salutari.

Un altro fattore da non trascurare è un peggioramento dell’umore. Attraverso l’esercizio fisico il corpo produce infatti serotonina e dopamina, neurotrasmettitori che favoriscono sensazioni di rilassamento, euforia, benessere ed energia. Il loro abbassamento dovuto alla mancanza di sport può portare a sentirsi giù di tono, dunque, non solo a livello fisico ma anche umorale.

Rimettersi in movimento

Dopo quanto tempo di inattività fisica il corpo risente negativamente della mancanza di sport? Dipende da diversi fattori come l’età e il grado di preparazione atletica. Tanto più una persona è allenata tanto più tempo ci vorrà per compromettere forma e prestanza. Un recente studio dimostra, tuttavia, che già dopo due settimane di inattività si iniziano a perdere i benefici ottenuti in precedenza. Un processo graduale che potrà portare nell’arco di qualche mese all’azzeramento di tutti i risultati ottenuti con tanti sacrifici.

La buona notizia è che i muscoli hanno una loro memoria: basta rinvigorirla!

Ad eccezione di atleti professionisti che necessitano di uno specifico programma di recupero, per una persona mediamente sportiva è sufficiente ripartire con un carico di allenamento graduale sia in termini di tipologia di attività sia in termini di tempistiche.

La camminata sostenuta o passeggiate in bicicletta possono ad esempio essere un buon punto di partenza per rimettersi in movimento e risvegliare i muscoli. Si potrà poi passare ad attività più intense. Il processo è sicuramente più semplice per chi frequenta palestre o gruppi sportivi strutturati che dispongono di trainer preparati per valutare il livello di allenamento e gli esercizi più adeguati.

Anche il recupero di sane abitudini alimentari che aiutino a perdere peso e specifici programmi di remise en forme possono essere utili stimoli per intraprendere un graduale processo di risveglio del proprio corpo.

Non resta che partire!   

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