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I disturbi del corridore: come prevenirli e le buone pratiche

04 Dicembre 2021 - 00:00
Giancarlo Noviello
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Giancarlo Noviello

Nonostante sport sia innanzitutto prevenzione, chi lo pratica sa che prima o poi l’infortunio purtroppo arriva. Ovviamente, la strategia migliore è riuscire a rimandare il più possibile quel momento. Per farcela è bene considerare diversi aspetti che, se si è grandi atleti possono essere delegati al preparatore atletico, all’allenatore e al medico sportivo, diversamente, nel caso si pratichi uno sport come l’Atletica Leggera, in assoluta autonomia, per salvaguardarsi e godere a pieno di tutti i benefici che un’attività motoria può dare, dovranno far parte del proprio bagaglio di conoscenze.

Ed è proprio questa seconda categoria, che comprende giovanissimi e adolescenti, over 40, senior e sempre più donne di qualsiasi età, che anno dopo anno, infoltendosi sempre più, rappresenta il gruppo più numeroso di potenziali “pazienti”. Il motivo? Ce lo spiega Roberto Bordin, medico-ortopedico all’ospedale di Cittadella e consulente del Cittadella Calcio. 

Dottor Bordin, nell’Atletica Leggera come in tutti gli sport, il ginocchio è la parte più soggetta agli infortuni. Ce lo spiega?

Oggi si assiste a una intensità di allenamento e a una aggressività esasperata. L’agonismo eccessivo nelle fasce under o in adulti con una insufficiente preparazione atletica facilita l’insorgere di traumi, vedi rottura del crociato anteriore, un tipo di lesione che sino a poco tempo fa era prerogativa solo, o comunque in gran parte, di atleti agonisti nella fascia di età 20-40 anni sottoposti a enormi carichi di lavoro. E questa e l’altra causa piu evidente della attuale epidemiologia traumatica: l’eccessiva enfasi che si pone nello sviluppo della forza esplosiva e resistente. I muscoli si adattano molto bene a qualsiasi tipo di sollecitazione, non altrettanto i legamenti, tendini e cartilagini. Da qui tutte le numerose e statisticamente sempre più presenti patologie da sovraccarico, quali ad esempio le tendinopatie e le conseguenti rotture tendinee o l’usura precoce della cartilagine articolare. 

Nel mondo dell’atletica esistono diversi disturbi del “corridore”.

I disturbi del corridore possono essere svariati. Per esempio la tendinite e tra i piu frequenti (vedi quella dell’Achilleo). I tendini sono robuste strutture fibrose che connettono i muscoli alle ossa e possono infiammarsi prevalentemente a causa di un sovraccarico funzionale: sforzi fisici troppo impegnativi, cambi radicali di allenamento, sovrallenamento, tali da indurre sia in modo acuto che cronico l'insorgere della infiammazione. La patologia puo interessare sia il tendine che la guaina sinoviale che lo avvolge (tenosinovite) e talvolta le strutture anatomiche adiacenti (borsiti). Vi sono tuttavia numerosi fattori congeniti predisponenticome le dismetrie tra gli arti, difetti dell'asse dell'arto inferiore (varismo o valgismo delle ginocchia) e dell'appoggio del piede (cavo, piatto, pronato). Infine non possiamo non ricordare tra i fattori di rischio l’abbigliamento e calzature non adeguate. 

I disturbi più frequenti per chi pratica l’Atletica Leggera quali potrebbero essere?

L'infiammazione del tendine d'Achille e tra i disturbi più frequenti tra i maratoneti. Quando il muscolo del polpaccio si contrae il tendine agisce energicamente sul calcagno portando in estensione il piede e lo prepara ad una forte spinta. Con il normale sforzo della corsa si possono produrre piccoli stiramenti o lesioni nel tessuto del tendine. Altro disturbo frequente e la “ fascite plantare”. Le sollecitazioni della corsa sul piede possono generare infiammazioni che si manifestano in genere con un dolore inserzionale al calcagno e sulla fascia plantare con sensazione di strappo. Ricordiamo inoltre la “periostite tibiale”, la più frequente, che coinvolge le aree di inserzione dei muscoli soleo e tibiale.  Particolarmente predisposti sono atleti con piede cavo-pronato che di dedicano alla corsa, basket e salto. 

Le cause di infortuni al ginocchio per un maratoneta quali potrebbero essere?

Le cause di infortunio si associano generalmente al chilometraggio troppo lungo talvolta associato ad abbigliamento o calzatura non adeguata e dando sempre per scontato un corretto programma di allenamento. Se consideriamo i traumatismi acuti del ginocchio, quali i traumi da caduta o distorsioni, come evenienze più rare, una causa invece molto diffusa tra i runner è la cosiddetta “sindrome del corridore” o “Sindrome della Bandelletta Ileotibiale”. E’ sempre legata ad un sovraccarico funzionale in atleti con fattori talvolta predisponenti quali varismo del ginocchio, piede tendente alla pronazione, dismetria degli arti inferiori, prominenza dell’epicondilo femorale esterno. I dolori si manifestano generalmente in modo subdolo specie sulla faccia laterale del ginocchio e si accentuano con la flessione oltre i 30°. In questi casi si consiglia riposo per circa 30 giorni, crioterapia, specifici esercizi di stretching associati a FKT strumentale. 

È favorevole alla Tecarterapia?

La Tecarterapia fornisce una nuova energia biocompatibile che si basa sulla possibilita di trasferire tale energia ai tessuti lesi, inducendo nel loro interno le cosiddette correnti di spostamento. Ripristina cioè la fisiologia tissutale mediante “l'ipertermia profonda” favorendo la stimolazione delle capacita riparative dei tessuti. Il vantaggio della Tecarterapia rispetto alle altre terapie energetiche è che, poiché l’energia proviene dall’interno, è possibile interessare anche strati profondi, non trattabili con trasferimenti esterni di energia per i danni alla cute causati dalle energie emesse. Sono inoltre favorevole alla terapia con RS25 che utilizza radiazioni elettromagnetiche secondarie ad ampio spettro, bassa energia e bassissima intensità. Essa viene considerata antinfiammatoria, ed è in grado di fornire una più rapida risoluzione degli infortuni acuti, e possiede inoltre un significativo effetto nella rigenerazione tessutale. Un piccolo accenno, a questo punto, va fatto anche all’utilizzo dei fattori di crescita piastrinici (PRP) nella rigenerazione tissutale e in particolare nella traumatologia dello sport. L’esperienza clinica di questi ultimi anni ha evidenziato come in particolare le lesioni acute di tendini, muscoli e apparati articolari, beneficino sensibilmente del trattamento con PRP specie in atleti professionisti, riducendo il periodo di danno funzionale con una guarigione più rapida dal traumatismo. 

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