
Il raduno del campioni delle Fiamme Oro ad Abano e Montegrotto Terme
Giuliana Valerio
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Una riduzione dello stress percepito, un aumento del benessere generale e un miglioramento dello stato emotivo: sono questi gli effetti dei trattamenti termali nel bacino Euganeo per gli atleti secondo uno studio dell’Università di Padova condotto in collaborazione con altri soggetti.
Uno studio avviato nel 2025 che continua anche quest’anno, con gli atleti d’élite del Centro sportivo nazionale - Fiamme Oro Atletica, una trentina, che trascorreranno il raduno nazionale proprio tra Abano e Montegrotto Terme. Tra questi Larissa Iapichino, Massimo Stano, Pietro Riva, Alexandrina Mihai, Rebecca Lonedo, medagliati agli Europei 2026, Yeman Crippa, vincitore della maratona di Parigi 2026 e giovani talenti come Elisa Valensin, oro mondiale U20 nella staffetta mista 4X400.
Reduci dagli europei di Birmingham, dai Giochi del Mediterraneo e dagli Ultimate Championship, saranno alle Terme Euganee dal 28 settembre al 3 ottobre: un ritorno, per il secondo anno consecutivo, che li vede protagonisti di una ricerca scientifica volta a misurare in modo strutturato e innovativo gli effetti del soggiorno termale sul recupero fisico, psicologico e psicofisiologico di atleti e atlete di alto livello, con la prospettiva di estendere i risultati a tutta la “popolazione” degli sportivi e sportive, agonisti e non.
La ricerca
La ricerca, che ora entra nel vivo dopo una prima fase sperimentale condotta nel 2025, nasce dalla collaborazione fra Centro Studi Termali Pietro D’Abano, Centro Nazionale Fiamme Oro - Atletica Leggera e Università di Padova nell’ambito di un protocollo d’intesa che vede come capofila Federalberghi Terme Abano Montegrotto e coinvolge i Comuni di Abano Terme e Montegrotto Terme insieme a una rete di attori del territorio. Il coordinamento dell’attività scientifica è affidato a Fabrizio Caldara, direttore del Centro Studi Termali Pietro D’Abano e Irene Leo, professoressa del dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione (DPSS) dell’Università degli Studi di Padova.
I primi risultati
La fase pilota realizzata ha già fornito alcune prime indicazioni interessanti: dopo il periodo di trattamenti termali i ricercatori hanno osservato negli atleti una riduzione dello stress percepito, un aumento del benessere generale e un miglioramento dello stato emotivo.
Si tratta di risultati preliminari, ottenuti su un piccolo campione, ma che hanno permesso di formulare nuove domande e di progettare una seconda fase di ricerca più strutturata.
Quest’anno verrà ampliato il numero degli atleti coinvolti e nel nuovo protocollo saranno integrati questionari validati e biomarcatori utili a descrivere diverse componenti della risposta allo stress e del recupero, mettendo in relazione dati psicologici, fisiologici, cognitivi e psicofisiologici.
La sfida è passare da una fotografia del recupero - fase fondamentale anche per la prevenzione degli infortuni - a una sua lettura più dinamica e multidimensionale, per comprendere meglio che cosa accade all’atleta durante un periodo dedicato alla rigenerazione attraverso i trattamenti termali.
La prospettiva futura è costruire, attraverso questa collaborazione, una linea di ricerca sempre più solida sul rapporto tra termalismo e recupero, partendo dallo sport di alto livello - con atleti che in genere durante le competizioni vengono sottoposti a forti stress fisici ma anche emotivi - come contesto privilegiato di osservazione, per ampliare progressivamente lo sguardo e comprendere quale ruolo le risorse termali possano avere nei processi di recupero e, più in generale, nella promozione del benessere.
Le attività nel territorio, fra escape room e visite in frantoio
Alle attività legate alla ricerca per gli atleti si affiancheranno momenti pubblici e occasioni di incontro nel territorio e attività di team building.
Si va dall’escape room nella cornice del Castello del Catajo alla visita con degustazione di olio in un frantoio dei Colli Euganei fino alla competizione di orienteering organizzata dalla FISO - Federazione nazionale sport orientamento, con gli atleti che attraverseranno il territorio facendo tappa in alcuni luoghi “iconici”, alla sfida a pallanuoto o alla gara di dragon boat. In programma anche incontri con i giovani atleti delle società sportive locali, in particolare con la VIS Abano.
"Il raduno 2026 - spiega Sergio Baldo, Coordinatore e Direttore Tecnico del Centro Nazionale Fiamme Oro - Atletica Leggera - segna un ulteriore salto di qualità. Dopo la fase pilota dello scorso anno, entra nel vivo una nuova fase della ricerca scientifica sugli effetti del soggiorno termale e della fangoterapia sul recupero psicofisico degli atleti d’élite. Accanto alla ricerca restano centrali il lavoro di squadra, la formazione e il rapporto con i giovani e con la comunità: elementi che rendono questo raduno un momento davvero importante per le Fiamme Oro».
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