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Alle Piscine di Stra e Vigonza si allena la mente

02 Maggio 2026 - 12:15
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Nel percorso di crescita di un atleta, oggi più che mai, la preparazione non passa soltanto da corsie, cronometri e carichi di lavoro. Sempre più spesso la differenza si costruisce anche nella mente: nella gestione delle emozioni, nella capacità di reagire agli errori, nella fiducia in sé stessi e nell’equilibrio da mantenere nei momenti decisivi.

È da questa visione che nasce la collaborazione con la Dott.ssa Roberta Ioppi, psicologa dello sport, mental coach ed ex atleta della Nazionale italiana di nuoto, entrata a far parte del nuovo progetto delle piscine di Stra e Vigonza. Un percorso innovativo che mette al centro la crescita completa della persona, affiancando alla preparazione tecnica uno staff multidisciplinare composto da professionisti di area psicologica, fisioterapica, medica e formativa.

L’obiettivo è accompagnare atleti e famiglie in un ambiente moderno e competente, dove il risultato sportivo è solo una parte di un cammino più ampio fatto di benessere, consapevolezza e sviluppo personale.
In questo articolo la Dott.ssa Ioppi racconta da vicino il valore del supporto mentale nello sport giovanile e spiega in cosa consiste il lavoro quotidiano svolto con gli atleti, dentro e fuori dall’acqua.

LA PSICOLOGIA DELLO SPORT NEL NUOTO: ALLENARE LA MENTE PER ESPRIMERE IL POTENZIALE
A cura di Roberta Ioppi, ex nazionale di nuoto, psicologa e mental coach

La psicologia dello sport è una disciplina che si occupa di studiare e potenziare i fattori mentali, emotivi e relazionali che influenzano la prestazione sportiva e il benessere dell’atleta. Non riguarda soltanto il “vincere” o il migliorare il risultato, ma soprattutto il modo in cui una persona vive lo sport, affronta le sfide, gestisce la pressione e sviluppa il proprio potenziale.

L’obiettivo principale della psicologia dello sport è aiutare l’atleta a raggiungere una condizione mentale ottimale nel momento della performance: uno stato in cui mente e corpo lavorano in sintonia, permettendo di esprimersi al meglio.

Per arrivare a questo, il primo passo è favorire una maggiore consapevolezza personale: conoscere come si funziona come persona e come atleta, riconoscere pensieri, emozioni, reazioni abituali e comprendere quali condizioni facilitano una prestazione efficace.

Ogni atleta, infatti, possiede un proprio “stato ideale di performance”: c’è chi rende meglio con un livello di attivazione elevato, chi necessita di maggiore calma, chi trae beneficio da routine precise, chi da una forte carica emotiva. Imparare a riconoscere questo stato significa anche accorgersi quando ci si allontana da esso e sapere quali strategie utilizzare per ritrovare equilibrio, concentrazione ed efficacia.

Un altro aspetto centrale del lavoro psicologico nello sport riguarda il rafforzamento della fiducia in sé stessi e del senso di autoefficacia, cioè la convinzione di possedere le risorse necessarie per affrontare una sfida. Questi elementi rappresentano basi fondamentali nella costruzione dell’identità sportiva e nella percezione di sé come atleta capace.

Accanto a ciò, la psicologia dello sport interviene attraverso l’allenamento delle abilità mentali, competenze che possono essere sviluppate e migliorate nel tempo proprio come le abilità tecniche e fisiche.

Tra queste troviamo:
● il dialogo interno (self-talk), ovvero la capacità di controllare i pensieri;
● la capacità di porsi obiettivi (goal setting);
● la modulazione dell’arousal, cioè del livello di attivazione psicofisica;
● la gestione delle emozioni;
● la visualizzazione mentale e l’uso delle immagini;
● la concentrazione e il mantenimento del focus attentivo;
● la gestione dello stress
Quando queste competenze vengono conosciute, allenate e integrate nella routine sportiva, diventano strumenti concreti per affrontare allenamenti e competizioni con maggiore equilibrio ed efficacia.
Il lavoro individuale con gli atleti

Il percorso individuale

Nel percorso individuale, il lavoro è personalizzato sulle caratteristiche, sugli obiettivi e sui bisogni specifici dell’atleta. Ogni percorso mira a sviluppare maggiore consapevolezza, sicurezza personale e strumenti mentali utili per affrontare sia la quotidianità dell’allenamento sia il momento della gara.
L’obiettivo non è soltanto migliorare la prestazione, ma aiutare l’atleta a crescere come persona, imparando a gestire meglio stress, aspettative, errori e sfide.

Il lavoro con il gruppo squadra

All’interno di una squadra di nuoto, il lavoro si estende anche alla dimensione collettiva. Vengono proposti incontri di gruppo a carattere formativo ed esperienziale, durante i quali gli atleti possono approfondire temi legati alla mentalità sportiva e alle abilità psicologiche utili nella pratica quotidiana.

Durante questi incontri vengono forniti spunti concreti, strategie applicabili in allenamento e semplici esercizi da svolgere anche insieme, con l’obiettivo di creare una cultura mentale condivisa all’interno del gruppo. Questo permette agli atleti di familiarizzare con questi strumenti e, per chi lo desidera o ne sente il bisogno, rappresenta spesso il primo passo verso un successivo percorso individuale.

Il coinvolgimento dei genitori

Un ulteriore aspetto importante del lavoro riguarda il coinvolgimento delle famiglie. È già stato organizzato un incontro dedicati ai genitori, con l’obiettivo di chiarire innanzitutto di cosa si occupano lo psicologo dello sport e il mental coach, spesso figure percepite in modo poco definito.

In questi momenti è stato affrontato anche il tema della differenziazione dei ruoli: atleta, allenatore, genitore e professionista mentale hanno funzioni diverse ma complementari. Comprendere questi confini è fondamentale per creare un ambiente sano e favorevole alla crescita sportiva.

Particolare attenzione viene data al ruolo del genitore come figura di supporto al benessere psicofisico dell’atleta: non come fonte di pressione o aspettative, ma come presenza capace di sostenere il percorso sportivo in modo equilibrato, promuovendo serenità, autonomia e fiducia.

Conclusione

La psicologia dello sport rappresenta quindi un valore aggiunto all’interno di una realtà sportiva come il nuoto. Non si limita a intervenire nei momenti di difficoltà, ma lavora in ottica preventiva, educativa e di sviluppo. Aiuta gli atleti a conoscersi meglio, a stare bene nello sport e a creare le condizioni mentali migliori per esprimere il proprio potenziale, dentro e fuori dall’acqua.

Bibliografia
Robazza, Bortoli, Gramaccioni. La preparazione mentale nello sport. Edizioni Luigi Pozzi, 1994
Alberto Cei. Fondamenti di psicologia dello sport. Il Mulino, 2021

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