
Bassa Padovana: nuovi itinerari cicloturistici e una App
Giuliana Valerio
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Valorizzare le aree del Patto Territoriale della Bassa Padovana, di cui fanno parte 44 Comuni, attraverso la progettazione di una serie di itinerari tematici destinati alla moblità ‘lenta’, e la realizzazione di una App per potenziarne la fruizione.
È questo l’obiettivo di un accordo Provincia di Padova e Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova nell’ambito del progetto denominato “Padova Next Generation-Digitalizzazione e mobilità sostenibile nella Bassa Padovana” che ha ottenuto un finanziamento da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Provincia di Padova e Dipartimento dei Beni Culturali avevano già collaborato per un progetto comune, che aveva permesso di digitalizzare i tracciati degli itinerari ciclabili di competenza provinciale e schedare i beni culturali di maggiore rilevanza entro una fascia di cinque chilometri lungo i percorsi. Gli esiti del lavoro sono stati pubblicati nel sito web www.cicloculturando.it e all’interno della guida cartacea “Pedalando s’impara. Alla scoperta del patrimonio culturale attraverso le ciclovie della Provincia di Padova del 2021”.
Il nuovo progetto
La Provincia di Padova gestisce un patrimonio di quasi 500 chilometri di piste ciclabili che costituiscono i 15 itinerari individuati nel piano provinciale delle piste ciclabili, cui si aggiungono alcuni collegamenti in fase di realizzazione.
Nell’ambito del Patto Territoriale della Bassa Padovana rientrano
- la Ciclovia del fiume Bacchiglione (parte sud),
- l’Anello Colli Euganei,
- gli itinerari dell’antico Dogado (ville di Candiana, casoni veneti e bonifiche benedettine),
- il percorso delle città murate,
- l’antica Via del Sale e dello Zucchero.
I percorsi già delineati riguardano però soltanto una parte di tale ambito.
Storia e specifiche vocazioni offrono lo spunto per creare ulteriori e molteplici itinerari che saranno definiti sulla scorta di valutazioni e ricerche che si riferiscono ad aree archeologiche, complessi storico-religiosi, castelli, città murate, musei, residenze storiche, ville venete, realtà storico-produttive e storico-industriali. Insomma, le piste ciclabili continuano a costituire delle vere e proprie porte d'accesso alla storia e alla cultura del territorio.
Inoltre, verranno implementate tecnologie basate sull’elaborazione di immagini a 360 gradi e rappresentazioni virtuali: un’App consentirà di accedere a contenuti informativi multimediali.
«L’impegno del Dipartimento dei Beni Culturali sarà rivolto alla catalogazione, alla mappatura e allo studio delle emergenze culturali del territorio, rappresentate da siti archeologici, fortificazioni medievali, realtà religiose, grandi residenze di campagna, musei e molto altro – ha spiegato Jacopo Bonetto, professore del Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova - La loro conoscenza costituirà la base per costruire una serie di percorsi di mobilità lenta, attraverso i quali esplorare uno spazio geografico dove l’urbanizzazione appare meno densa di altre aree ed è possibile costruire una relazione più intensa tra gli escursionisti, il paesaggio naturale e le testimonianze storiche della vita delle comunità».
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