
Podismo: la “padovana d’adozione” Lucia Conca alla Marathon Pour Tous di Parigi 2024
Giovanni Pellecchia
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Una padovana d’adozione alla Marathon Pour Tous di Parigi. Lucia Conca, 53enne (classe ‘71) lucchese di nascita ma appunto a tutti gli effetti padovana , dato che in città vive con il marito e la figlia Margherita (che fa Atletica), podista amatoriale all’Asd Bomberun Podistica ha preso parte, unica padovana in un gruppo di circa 80 italiani, alla corsa svoltasi durante le recenti Olimpiadi di Parigi 2024.
La corsa podistica, sullo stesso percorso dei 42.195 chilometri di quella olimpica, si è svolta in notturna sabato 10 agosto ed esattamente nel mezzo di questa: ovvero tra quella agonistica maschile, che si è tenuta sempre nella giornata di sabato, e quella femminile della domenica.
La partenza era fissata, in otto “griglie” distinte, nella piazza dell’Hotel de Ville (Municipio) con la partecipazione di 20.024 pettorali assegnati a podisti amatori, equamente divisi tra maschi e femmine (altri 20.000, sempre in forma paritetica, hanno affrontato invece la 10km).
«L’organizzazione era a cura del Gruppo sportivo francese Timorage: per partecipare, il percorso era iniziato due anni prima - racconta -. Bisognava scaricare una App, attraverso cui venivano lanciate alcune sfide di corsa da affrontare “da remoto”: percorrere 20km in un determinato tempo o 8km in tal giorno, ecc. Tra i finalisti di tutte le sfide, sei-sette in totale, sono stati sorteggiate le 40mila persone che hanno ricevuto il pettorale ufficiale della Marathon Pour Tous. Io ho partecipato quasi per gioco solo un anno dopo nell’agosto 2023 e ho ottenuto subito la qualificazione. Quando poi mi è giunta la convocazione, ero sorpresa ed emozionata: quasi non ci credevo; anzi, per la verità ci ho creduto soltanto quando sono arrivata a Parigi!».
Ed arrivata a Parigi, com’è stato?
Tutto bellissimo e organizzato molto bene. Un’altra categoria rispetto all’Italia: soltanto la maratona di Firenze, per certi versi, si avvicina. I parigini, come mi hanno confermato gli altri partecipanti, da questo punto di vista sono sono molto sensibili: la maratona, date le alte temperature e visti anche i grandi dislivelli, è stata molto dura; ma lungo tutto il percorso un’ampia rete di volontari ha sempre saputo garantire assistenza, sostegno, il rifornimento di acqua… e perfino l’ampio servizio fotografico gratuito. Un’organizzazione davvero perfetta! La gara si è svolta in notturna: io sono partita intorno alle dieci di sera e sono arrivata alle 2.40; essere accompagnati lungo il percorso dalle bellezze di Parigi e poter correre “illuminati” dalla Tour Eiffel (con l’effetto luminoso a scintille garantito dai cinque cerchi olimpici, ndr) è stato bellissimo e ripagava di ogni fatica. Così come giunti a Versailles, dove lo stesso percorso giungeva a metà, o all’arrivo: che, illuminata a giorno, è dieventata una grande e festosa discoteca.

La partecipazione era riconosciuta dalla Federazione?
Essendo amatori, ognuno vi partecipava a livello individuale. Qualcuno ha anche provato a contattare la federazione, che io sappia ricevendo soltanto un attestato di stima. Per quanto riguarda le Olimpiadi ufficiali, era tutto “blindato” e anche pensare di poter avvicinare “Casa Italia” (vi risiedevano gli atleti agonisti, ndr) era praticamente impensabile: anche se poi, con mio marito e mia figlia, ci è capitato di incontrare alcuni atleti stranieri, non i “big”, sul metrò o alle Galere Lafayette… e di riuscire a parlare allo stadio con gli “azzurri” della 4 x 100m! Grazie ad alcuni contatti via social, però, ci siamo trovati in un gruppo di italiani, tra cui alcune ragazze del Veneto: l’altra padovana che doveva partecipare, però, alla fine non c’era. La nostra è stata davvero, come recita il nome, la maratona "per tutti", ricca di "tante storie" diverse: come chi testimoniava la propria lotta all’obesità attraverso la corsa; chi festeggiava, 13 mesi dopo l’operazione al cuore, il suo ritorno al podismo; o le donne sopravvissute al cancro. Personalmente, devo ringraziare i compagni della gruppo podistico Bomberun: che mi hanno sostenuto ed accompagnato, consentendomi così di potermi preparare al meglio. Ed anche nelle afose serate padovane, infatti, si sono allenati sulla distanza dei 30km.
E dopo un’esperienza di questo tipo, quale la prossima sfida?
Ah beh, adesso posso davvero morire felice! - scherza Lucia Conca, felice ed emozionata - Ho partecipato ad una maratona nella mia città “del cuore” e sulla distanza amata. Era la mia quarta maratona in assoluto, ma la prima all’estero. Chiaro, il “sogno” potrebbe essere la Maratona di New York: ma i costi sono tanto alti. Allora, più umilmente, dico che mi sto già preparando a qualcosa di più concreto: Roma 2025.
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