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Benedetta Boscaro, promessa del nuoto: tutta la caparbietà di un sogno

21 Aprile 2024 - 11:36
Giancarlo Noviello
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Giancarlo Noviello

Un aspetto frizzante e leggero, occhi azzurri che brillano di spensieratezza, ma che sanno anche accendersi, ardere di determinazione e agonismo, tra le corsie di una piscina olimpionica: parliamo di Benedetta Boscaro, classe 2008, talento in rapida ascesa nel panorama del nuoto agonistico che recentemente ai Criteria giovanili 2024 a Riccione, ovvero i Campionati Italiani di Nuoto riservati al settore giovanile, ha messo il sigillo su tutte le distanze del dorso della sua categoria, compiendo la tripletta juniores 2008 nei 50, 100 e 200 metri.

Tre successi che ci offrono lo spunto per conoscere più da vicino questa giovanissima atleta di Fossò e del Team Veneto, una realtà sportiva diventata la più forte a livello giovanile in Italia, che raggruppa sei impianti sportivi. Benedetta è il frutto del vivaio e del programma di ristrutturazione sportiva in atto a Stra fortemente voluto dalla gestione delle piscine di Stra e Vigonza, che riporta in alto il nome della società sportiva.

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Benedetta quando hai iniziato a nuotare seriamente?
Ho iniziato a frequentare la scuola nuoto, poi mi hanno presa per fare propaganda, il pre-agonismo. Da lì ho continuato e sono passata alla categoria esordienti, quindi l’inizio dell’agonismo, per poi salire alla categoria ragazzi nella stagione 2020-21. Nel periodo post covid non si svolsero i campionati italiani del 2021 in vasca corta, e il primo campionato cui partecipai fu a Roma nell’agosto del 2021 in vasca lunga al Foro Italico. Nuoto perché amo l'acqua, perché mi piace da morire, perché mi fa sentire viva e mi permette di sfogarmi: nuoto perché provo delle emozioni che sono sicura nient'altro riuscirà a farmi provare in tutta la mia vita.

Poi hai intrapreso una scelta importante. Quella di tesserarti per il Team Veneto.
Mi hanno selezionata e la mia sede di allenamento è passata a Vigonza sotto l’allenatore Igor Santinello che mi segue da giugno dell’anno scorso; normalmente svolgo tre allenamenti a Vigonza, due alla piscina Gabbiano di Campodarsego e uno agli impianti natatori di Stra. Sono contenta di essere entrata a far parte di un sodalizio così importante come il Team Veneto che mi stimola ogni giorno sempre di più per raggiungere risultati ambiziosi. Con Igor ho iniziato a lavorare subito con la giusta empatia e grazie alla sua grande capacità motivazionale sono riuscita a migliorare l’ansia che mi portavo dietro da troppo tempo prima di affrontare le gare. Da piccola vivevo male questa situazione, soprattutto alla vigilia di una gara. Con lui ho lavorato molto per migliorare questo aspetto e ci sono riuscita.

Cosa rappresenta per te il nuoto? Riesci a coniugarlo con lo studio?
E’ uno sport che mi libera la mente, specialmente quando sono arrabbiata, triste e stanca. Quando ritorno a casa trovo subito le energie per rimettermi sui libri, perché lo studio è un altro obiettivo importante che non voglio trascurare. Attualmente frequento il secondo anno all’Istituto Liceo scientifico opzione scienze applicate “Galileo Galilei” di Dolo. Sono una ragazza che ci tiene molto alla scuola perché nella vita bisogna cercare di costruirti bene il futuro, non solo sportivo, ma anche lavorativo.

Quanto ti alleni in vasca?
Sei giorni su sette. Con Igor ho iniziato un percorso di crescita e mi sono subito accorta che avevo del potenziale. Il tutto senza forzare i tempi, per permettermi di costruire un bagaglio generale. Lavoriamo in vasca corta per tenere un margine di crescita per il futuro. Tecnica e talento contano, ovviamente. La salute mentale, in questo sport è fondamentale. Cerco ogni giorno di dare il massimo senza risparmiarmi e il fatto che mi alleno in un ambiente altamente stimolante mi trasmette ancora più concentrazione e resilienza, due elementi imprescindibili che mi hanno fatto superare brillantemente l’ansia che mi portavo dentro. Il tempo che sono riuscita a fare agli assoluti era il mio obiettivo stagionale e il merito va senz’altro al mio allenatore e a tutta la squadra che mi sostiene in ogni gara. E’ un gruppo meraviglioso il nostro, tutti siamo concentrati al massimo per raggiungere ogni singolo obiettivo.

Quello del nuoto è un mondo così immersivo, soprattutto vivendo a stretto contatto con persone che lo praticano al tuo stesso livello. Cosa fai nei tuoi spazi liberi durante la giornata? Hai qualche hobby?
Mi piace ascoltare la musica in generale. Poi leggo molto i libri di sport e le storie per ragazzi.

Tu sei ancora molto giovane, ma sei diventata già una grande promessa del Team Veneto. Quali sono i tuoi futuri progetti personali agonistici ?
Sicuramente il mio obiettivo stagionale rimane l’Europeo in Lituania. Con Igor siamo partiti proprio con l’idea di partecipare all’Europeo, per cercare di dare continuità al nostro lavoro. Le aspettative che abbiamo sono quelle di rappresentare nel miglior modo possibile l’Italia. Mi piacerebbe centrare la finale dei 100 dorso.

Ti vedresti nelle vesti di allenatrice a bordo vasca?
Mi piacerebbe rimanere in questo ambiente. In questo momento, però, penso al presente e a stare bene con me stessa.

A chi ti ispiri?
A Mckeon Kaylee, la nuotatrice australiana. Un grandissimo esempio di atleta. Da grande vorrei diventare come lei, con i risultati che ha raggiunto a livello agonistico.

A chi dedichi i tuoi più grandi successi agonistici?
Al mio allenatore Igor Santinello, alla mia squadra, al Team Veneto e alla mia famiglia.

Cosa ti rende più orgogliosa in questo sport, al di là dei tuoi risultati in vasca?
La costanza, perché ti insegna a vivere questo sport con la giusta motivazione. Sono una ragazza testarda, perché se decido fino in fondo di raggiungere un obiettivo, in qualsiasi ambito, nella stragrande maggioranza dei casi ci riesco molto bene. Di fatto sono cresciuta con il nuoto e l’agonismo mi ha cambiata totalmente: mi ha temprato e fortificato il carattere, perché in vasca sei da sola con le tue forze, e nessuno può aiutarti. Ci si allena poco più di due ore al giorno, si nuota come forsennati, senza contare le ore passate in palestra: tutto questo per una gara che dura trenta secondi o un minuto, e che magari hai preparato ininterrottamente per sei mesi. E se va male, magari per pochi centesimi di secondo, praticamente un battito di ciglia, il giorno dopo la batosta pesa davvero tanto, e può essere difficile da digerire, ma bisogna rimettere la testa in acqua e prepararsi ad altri mesi di duro lavoro per affrontare al massimo le gare.

Un consiglio che vorresti dare ai giovani della tua età?
Di venire in vasca da noi e divertirsi prima di tutto, perché la salute e il benessere fisico sono la cosa più importante. Poi, per misurare le proprie ambizioni, c’è sempre tempo.

Utilizzi i canali social ?
Pochissimo. Ho un profilo instagram e niente di più.

Come hai vissuto il periodo del Covid?
E’ stato uno dei periodi più difficili della mia vita adolescenziale. Continuavo gli allenamenti, poi quando la situazione emergenziale aumentò in maniera esponenziale, chiusero gli impianti. Fu un’esperienza terribile. Mi facevo tanti pianti da sola, facevo videochiamate con le mie compagne di squadra per allenarmi con loro a distanza, cercando di adattarmi agli esercizi da svolgere a casa ogni giorno, secondo le indicazioni della nostra allenatrice. Ricorderò sempre la ripresa degli allenamenti in vasca, quando rividi dopo tanto tempo i miei compagni di squadra. Fu una felicità unica e appagabile.

Ti piacerebbe entrare in qualche gruppo sportivo?
Molto. Se ci sarà la possibilità la valuterò con attenzione. Il mio sogno sarebbe entrare nelle Fiamme Oro oppure nelle Fiamme Gialle.

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