
Enzo Agostini, tanti anni in nome dell’atletica leggera coronati dalla Palma d’Argento del Coni
Roberto Turetta
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Tra le benemerenze assegnate dal Coni nelle scorse settimane c’è la Palma d’Argento a Enzo Agostini, dirigente della Sanp di Borgoricco. Da decenni Agostini forma nuove promesse dell’atletica leggera, senza trascurare i semplici appassionati e dopo essersi lui stesso cimentato in alcune discipline in gioventù. E da almeno 15 anni è responsabile regionale dei tecnici. Nella sua carriera ha personalmente contribuito a lanciare, a livello nazionale e internazionale, la pesista plurititolata Chiara Rosa. Ma non è l’unico nome.

«Dopo l’esperienza calcistica nella squadra di Sant’Eufemia, ho fatto atletica fino ai 21 anni per poi continuare da preparatore -spiega-. Da là non mi si sono più fermato: l’intento è sempre stato quello di formare atleti “a chilometri zero”, perché non era facile portare avanti una realtà del genere in provincia; la maggior parte di centri analoghi si trovano in città medio-grandi, vedi il Cus a Padova in cui mi allenavo prima di passare alla Sanp». I numeri sembrano dargli ragione, a lui che peraltro è “cresciuto” con quest’ultima società.
«Finora sono più di 300 i ragazzi e le ragazze seguiti, soprattutto Under 15 e Under 17. Cerco di fare amare loro queste discipline perché sono individuali, portano a confrontarsi con se stessi senza se e senza ma: oltre all’abilità, l’impegno e la costanza restano fondamentali. Non è poi un caso che molti di essi abbiano fatto bene a scuola e avuto successo a livello professionale».
Tra i tesserati di maggior successo, oltre a Chiara Rosa figurano i discoboli Andrea Nicoletti e Simone Tonin e la multiplista Maria Elena Agostini, sua figlia; anche loro gli hanno regalato belle soddisfazioni a livello italiano. «Il problema, qui come in molte altre federazioni sportive del Belpaese, è la mancanza di professionismo: nessuno può portare avanti l’attività tecnica come lavoro a tempo pieno, di conseguenza è difficile seguire tutto il giorno un potenziale atleta nel suo percorso di sviluppo. Chiara stessa, per esempio, si allenava 13 volte alla settimana, l’unica pausa era la domenica pomeriggio; purtroppo non riuscivo a seguirla in tutte le sedute». Si spera che la musica possa cambiare nel futuro. Magari grazie a un ritrovato interesse per l’atletica tra le nuove generazioni.
Lo stesso esempio di Chiara può aiutare. «E’ stata un’importante testimonial, aiuta a richiamare tesserati. Oltre che una spinta per alcune amministrazioni comunali a rinnovare gli impianti presenti» conclude Agostini.
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