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Bocce paralimpiche: le nuove abilità di Claudia Targa e Riccardo Zanella

28 Novembre 2022 - 15:42
Roberto Turetta
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Roberto Turetta

Il gioco delle bocce può far nascere talenti che superano le barriere della disabilità e fanno ottenere premi nazionali. Così è stato per i padovani Claudia Targa e Riccardo Zanella, tetraplegici e vincitori dell’ultimo campionato paralimpico nazionale, tenutosi a Roma dal 28 al 30 ottobre.

29 anni lei e 17 lui, entrambi in sedia a rotelle dalla nascita, hanno trovato nel lancio di queste palline colorate una passione che li porta in giro per l’Italia e il mondo. In forza alla società Orange Bowl di Maserà, con cui si sono allenati, ora sono passati alla neocostituita Blue Angels con sede a Vigodarzere. 

«L’idrocefalo nelle prime settimane di vita ha ridotto da subito le capacità motorie di Claudia - spiega il papà Loreno Targa, che l’ha adottata quando lei aveva solo 40 giorni -. Di conseguenza le è sempre stato difficile fare determinati tipi di attività motoria. Finché è stata introdotta in Italia la boccia paralimpica: lei è sufficientemente autonoma per lanciare le palline e calcolare le distanze. Inoltre appena ha potuto provarle, nel 2015 all’Orange Bowl nata da poco, le è piaciuto molto, è indubbiamente un’occasione di socialità. Nell’arco di pochi mesi è iniziata la sua partecipazione ai tornei». E i successi non sono tardati ad arrivare. 

Vicende molto simili quelle di Riccardo. «E’ nato prematuro a 24 settimane, pesava meno di mezzo chilo - precisa il papà Marco -. Ciò nonostante, i problemi non hanno mai fermato la sua voglia di imparare. Le bocce lo hanno appassionato da subito, appena le ha scoperte all’Orange Bowl. Ora, oltre ad allenarsi stabilmente, frequenta un istituto tecnico-linguistico a Padova». Quanto ai risultati, è finito presto sugli scudi. Al primo Europeo a Zagabria, in Croazia, ha conquistato il bronzo. Poi le medaglie nei vari tornei. E proprio per Zagabria, la prossima primavera, si sta preparando. 

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Come funzionano le bocce paralimpiche?

«Alla base c’è un regolamento molto complesso - spiega Loreno -. Si può giocare singolarmente, a coppie o a squadre di tre. Ciascun concorrente ha sei bocce a disposizione, più il boccino (jack). Sono previste inoltre cinque categorie diverse, in base al grado di disabilità». Claudia è nella C1, Riccardo nella C2. In ambedue, i gareggianti hanno un relativo grado di autonomia nel lancio e nel recupero delle bocce. «Questa disciplina esiste nel nostro Paese da neppure una decina d’anni, grazie all’interessamento di qualche atleta che ha visto disputare questi tornei in Spagna - continua -  Ha subito creato il primo gruppo a Milano per dare l'opportunità di praticarla e da lì a poco se ne sono aggiunti altri: da noi a Padova, a Torino, Trieste, Cagliari e Lecce». Così è stato possibile organizzare le prime competizioni. «All’inizio guardavamo molto al modello spagnolo. Ora però stanno sorgendo realtà molto interessanti da noi, che si faranno valere sempre più a livello internazionale».

Loreno e Marco Zanella daranno manforte con Blue Angels di cui sono fondatori. «L’abbiamo creato solo per ragioni logistiche: era troppa la strada da fare  portare i nostri figli agli allenamenti e per più volte alla settimana».  

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