Ironman di Klagenfurt (Austria), intervista al sergente Filippo Paolucci

27 Luglio 2022 - 12:16

 

Giancarlo Noviello
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Giancarlo Noviello

Il Sergente Filippo Paolucci, effettivo presso la Direzione d’Intendenza del Comando Forze Operative Nord di Padova, ha concluso uno degli eventi di sport estremo più importanti d’Europa, l’Ironman di Klagenfurt, con il crono di 9 ore, 56 minuti e 2 secondi. Una gara molto impegnativa, che consisteva nel percorrere, in successione, 3,8 chilometri di nuoto, 180 in bicicletta e 42 chilometri e 195 metri (una maratona intera) di corsa. I migliori atleti professionisti concludono la gara in poco più di 8 ore. Un risultato davvero apprezzabile per il sottufficiale originario di Camerino che, solo per una manciata di minuti, non è riuscito a qualificarsi per l’Ironman delle Hawaii, la più celebre competizione in assoluto, che rappresenta una sorta di “campionato del mondo” della specialità.

Paolucci, perché ha voluto affrontare una gara cosi estrema e impegnativa dal punto di vista fisico-mentale?

Erano almeno un paio d’anni che in me si era accesa una piccola fiammella, 24 mesi in cui ho coltivato segretamente un sogno “proibito” che, tuttavia, tenevo relegato in uno dei cassetti più remoti della mia mente. Per natura, sono sempre alla ricerca di esperienze non banali e un po’ fuori dal comune, di sfide apparentemente impossibili che ti mettono davvero alla prova. Così ho finalmente trovato quella “leva” che tanto mi serviva per tirare fuori il mio sogno dal cassetto e affrontarlo.

Come ha preparato l’Ironman di Klagenfurt?

Per quattro mesi, da dicembre 2021 a marzo di quest’anno, ho impostato un periodo di allenamento per testare le medie distanze con ritmi non particolarmente elevati; poi, da aprile fino a luglio, grazie ai consigli tecnici del mio preparatore atletico, ho iniziato a strutturare un modulo di allenamento “combinato” da svolgere lo stesso giorno, ovvero alternando le tre discipline del triathlon: nuoto, bicicletta e corsa, fino a due settimane prima della gara. Con il trascorrere dei mesi, mi sono impegnato in sessioni di allenamento sempre più impegnative, ma tutte accuratamente programmate di settimana in settimana, per assecondare il mio fisico senza rischiare l’over training. Per arrivare pronto al grande appuntamento, ho concluso un mezzo ironman a Lovere (1,9 di nuoto, 90 km di bici e 21 km di corsa) e la mezza maratona di Padova (1h14’). Il fine settimana percorrevo mediamente 130 chilometri in bici, sopra le pendici dei Colli Euganei e Berici, rimanendo in strada anche quattro ore. In vasca, invece, ci andavo tre volte a settimana, con 3 chilometri da percorrere in 1 ora, mentre per  la corsa ho messo a frutto e integrato la preparazione consentita dal programma addestrativo militare.

Facciamo un passo indietro. Come è stata la gara?

Innanzitutto l’unicità dell’Ironman di Klagenfurt è legata all’incomparabile scenario che offre il luogo. La prima frazione di nuoto, cominciata nelle acque turchesi del Wörthersee, l’ho terminata in 1h08’. senza particolari problemi. Dopo 3,8 chilometri in acqua, sono salito in sella percorrendo un anello di 90 chilometri a forma di “otto”, da ripetere due volte, da nord a sud di Klagenfurt, chiudendo in 5h15’. L’unico problema fisico è arrivato nella gara di corsa, dove all’altezza del 21esimo chilometro, ho avvertito forti crampi, anche a causa del caldo torrido. Con determinazione e un ottimo equilibrio mentale, sono riuscito a concludere la maratona in 3h20’08”. La gara è stata davvero emozionante per la straordinaria cornice di pubblico che ci sosteneva in continuazione, dall’inizio alla fine.

Quali sono state le difficoltà che si è trovato ad affrontare durante la preparazione di una distanza Ironman?

Sicuramente la gestione della corsa sulla lunga distanza,  alternata alla  bici, un mix che mette a dura prova le gambe. Ma del resto, lo scopo dell’allenamento è uscire dalla propria “comfort zone” e preparare il fisico ad affrontare tutte le insidie dell’endurance estrema. Per questo motivo mi sono iscritto prima con il team patavino “Padova Triathlon” e, poi, con la “Run Ran Run” di Noventa Padovana, la mia attuale società con la quale gareggio.

Quando dalla voce dello speaker si è sentito dire: “You’re an ironman”, Lei cosa ha pensato ?

Ero felicissimo.  Ho inizio ad assaporare il gusto indescrivibile del mio più grande sogno sportivo, sentivo l’euforia entrare in circolo, con l’adrenalina che saliva alle stelle. Un’emozione unica, che mi ha ripagato dei tanti sacrifici che ho dovuto affrontare per preparare al meglio questa durissima competizione.  Ho fatto un profondo respiro per fissare nella mente quell’istante e, senza dire nulla, ho iniziato a percorrere gli ultimi metri verso quel prestigioso traguardo. Ho sorriso e mi sono goduto quell’istante. Ce l’ho fatta e ne sono tremendamente felice. 

A chi la dedica questa vittoria personale?

A me stesso prima di tutto e a mia moglie che mi ha sopportato e sostenuto in tutti questi mesi, anche durante gli allenamenti.

Il prossimo Ironman che affronterà?

L’Ironman France di Nizza a giugno 2023. E’ stata definita “una delle più belle corse del mondo”. Partenza a nuoto nel Mediterraneo (3,8 km), circuito in bicicletta di 180 chilometri nell’entroterra e infine – ultima parte della competizione - una maratona di 42,195 che deve essere effettuata nel limite di 16 ore.  

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