
Consulente in comunicazione, mamma e sportiva: Sara Armellin, una donna a tutto sprint
Monia Pasqualetto
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Guidare un’impresa richiede sicuramente molte doti. Essere mamma, donna e professionista ne richiede una in più: la capacità di trasformare una certosina pianificazione delle giornate in veri e propri equilibrismi organizzativi. La difficoltà di conciliare lavoro ed impegni familiari porta spesso le donne a rinunciare alle proprie passioni e, in primis, a curare il proprio benessere fisico attraverso una regolare attività sportiva.
Mancanza di tempo, stanchezza ed impegni in diversi contesti sono tra i fattori che incidono maggiormente su questa scelta. E questo, nonostante, sia ampiamente dimostrato che una donna realizzata, in grado di ritagliarsi il giusto tempo per se stessa, è, non solo una donna più felice, ma anche una mamma più serena nel rapporto con i figli. Conciliare professione, famiglia ed attività sportiva è pertanto non solo possibile ma anche auspicabile. E’ sufficiente mettere in campo organizzazione, obiettivi calibrati, volontà e flessibilità nell’adattare le esigenze ai ritmi di vita familiari.
L’esperienza di Sara Armellin, 41 anni, mamma di tre bambini, rispettivamente di sette, nove e dieci anni, è un ottimo esempio di donna in carriera che è riuscita a mantenere viva la propria passione per lo sport, prima il trekking oggi la corsa. Addetta stampa, consulente in comunicazione per diverse aziende, Sara riesce ad allenarsi regolarmente durante la settimana e negli ultimi anni ha partecipato anche a diverse gare.

Sara il tuo lavoro è impegnativo soprattutto quando una professionista è anche mamma. Come riesci a ricavarti spazi per lo sport?
Adoro il mio lavoro. Lavorare mi ricarica e mi dà energia. Ho scelto la figura professionale della consulente in comunicazione perché è un’attività che mi permette di gestire i tempi conciliando lavoro e famiglia. Dal punto di vista sportivo sono sempre stata attiva. Ho sempre amato fare trekking all’aria aperta, soprattutto in montagna. Mi piace affrontare la fatica delle salite. Prima della nascita dei bambini andavo in montagna con un gruppo organizzato una volta alla settimana. Da quando sono mamma non ho più potuto fare queste escursioni ma non ho rinunciato a camminare. Al mattino mi sveglio verso le 5,30. Mi alleno e ritorno in tempo per preparare e portare i ragazzi a scuola. Se per qualche motivo non riesco a correre il mattino presto, recupero l’allenamento in tarda mattinata o in pausa pranzo.
Ti alleni da sola o sei seguita da un personal trainer?
Sono uno spirito libero e soffro ad avere orari di allenamenti o sessioni organizzate in palestra. Ci ho provato ma alla fine ho sempre rinunciato. Mi piace molto stare all’aria aperta, a contatto con la natura e con il silenzio della campagna. Mi prefiggo degli obiettivi sportivi che cerco di raggiungere con una programmazione del tutto personale, tarata su me stessa e sulle mie capacità, senza cronometri in mano.
Hai iniziato con il trekking ora ti stai specializzando nella corsa e hai partecipato anche ad alcune maratone.
Mio fratello è un maratoneta e qualche anno fa mi ha proposto di fare il trail del ricordo a Cison di Valmarin, una corsa in montagna di 18 km con un dislivello impegnativo. Mi sono lanciata in questa impresa sportiva e da lì è iniziata la passione per la corsa. Sono partita con allenamenti graduali: cinque minuti di corsa e dieci di camminata. Via via ho aumentato il tempo della corsa. Oggi riesco a coprire un percorso di 25 km. Nel giro di un anno ero preparata per affrontare la mezza maratona di Treviso e la Venice Marathon. Un bel traguardo in termini personali che ho raggiunto grazie a tanta forza di volontà e al piacere di correre all’aria aperta, immersa nel silenzio della natura.

Nonostante i mille impegni quotidiani non hai mai rinunciato a praticare una regolare attività fisica. Perché è così importante per te fare sport?
Correre è un modo per ricaricarmi, riordinare le idee, liberare la mente. Anche l’attacco di un pezzo difficoltoso alle volte mi viene spontaneamente mentre corro circondata dal verde. Non ascolto musica mentre faccio attività fisica. Una questione di sicurezza ma anche un modo per vivermi la natura, il suo silenzio e i suoi delicati suoni. La corsa mi dà serenità e mi consente di affrontare al meglio la giornata e di stare bene, fisicamente e psicologicamente.
L’agonismo non è tra i tuoi obiettivi ma partecipare a qualche maratona ti permette di metterti in gioco e di sfidare te stessa più che gli altri atleti. Programmi per il futuro?
A marzo riprovo con la Maratona di Treviso. Ogni due settimane aggiungo due chilometri sul lungo. Vediamo se per i miei 42 anni riesco a regalarmi una 42 chilometri.
© chesport.infoTutti i diritti riservati
Le più lette

Fare sport piace sempre di più
Un'analisi intergenerazionale rivela la crescita progressiva della popolazione che sceglie di praticare regolarmente un’attività sportiva

Troppo caldo? Non hai voglia di uscire? Fai sport in casa con il tuo cane
Gli esercizi da fare...insieme (anche lo yoga)

Stop all’hate speech
Provincia di Padova, Corecom ed Esu sottoscrivono una dichiarazione d’intenti contro il linguaggio d’odio nello sport

Basket in Carrozzina: nell’Italia che ha fatto la storia (2° posto ai Mondiali), anche due “padovani”
Sono Ahmed Raourahi, veterano e punto di forza sul parquet e in panchina il nuovo Ct Fabio Castellucci (dal 31 luglio)

Catia Scanferla, il tiro a segno per colpire gli effetti della sclerosi multipla
Vicampionessa in due specialità, l’atleta padovana è anche falconiera e danzatrice del ventre

La nuova vita di Serena Banzato, oggi atleta paralimpica
"Dopo la seconda laurea il Cammino di Santiago, il viaggio dei miei sogni. In Galizia un'infezione terribile ed è cambiata la mia vita"



