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Tutto sul Retrorunning: Giorgio Calore presenta il suo libro "Retrorunning, la Corsa all’Indietro"

03 Novembre 2021 - 00:00
Giancarlo Noviello
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Giancarlo Noviello

Padova è diventata la capitale del running. In tutte le sue forme e direzioni: in avanti e all'indietro! Parliamo del retro running, la corsa all'indietro, una disciplina che in Italia stenta ancora a decollare, ma che ha avuto il suo esordio 18 anni fa proprio nel padovano, precisamente ad Albignasego. Una disciplina che ha molti effetti benefici sulla schiena, sulla postura, e che può aiutare in caso di traumi articolari. E in più, diverte!

Oggi sono moltissimi gli appassionati e nel nostro territrorio il retro running si è ormai consolidato, al punto di offrire agli atleti appuntamenti amatoriale e gare competitive.

Ne parliamo con Giorgio Calore, vecchia conoscenza nel mondo delle marce, attivo nel volontariato sociale, amministratore locale, segretario e dirigente sportivo, oltre che atleta. Ma, soprattutto appassionato ed esperto di Retro running, disciplina che è l'argomento del suo ultimo libro “Retrorunning la Corsa all’Indietro" (2020 - Brtato Ars et Religio edizioni)

Calore è un instancabile divulgatore e praticante della corsa all’indietro, promuove lo sport nelle scuole ed è un consulente esperto e referente didattico. Nel 2006 è stato insignito del premio “Quercia al merito atletico” e detiene il titolo di “Finishing man of the top five world marathon”. E' autore di diverse pubblicazioni tra cui: "Vent’anni di corsa: storie di vita in amicizia", "Divieto di sosta", "San Giorgio delle Pertiche – Cima Grappa e ritorno". 

Giorgio Calore, perché ha deciso di scrivere un libro sul retrorunning ?

Questo libro vuole offrire un primo approccio conoscitivo di un gesto naturale che nasce con l’uomo e fino poco tempo fa era scarsamente considerato nell’ambiente sportivo: la corsa all’indietro, una pratica che fa bene alla salute e che non costa nulla. Grazie ai livelli di benessere cui è giunta la nostra società e alla consapevolezza, tutti tendiamo a mantenere un tenore di vita equilibrato, ma spesso siamo sopraffatti da ensioni e ansie, che ci logorano. Il "farmaco" perfetto, da somministrare in piccole dosi giornaliere, sta anche nella pratica dell’attività sportiva; le endorfine prodotte sono ossigeno per il ripristino psico-fisico. Mens sana in corpore sano, recitava il detto latino. Taluni spunti di questo libro potranno diventare un’opportunità, un punto di partenza, per condividere un’insolita novità della corsa all’indietro. Non sarà sicuramente la retro corsa una panacea capace di risolvere tutti i mali, ma mi auguro possa aiutare i runners a ritrovare l’autostima e il giusto equilibrio per poter affrontare i problemi e le insidie di ogni giorno. 

Fa davvero bene svolgere la disciplina sportiva del retrorunning ?

Il retrorunning può avere effetti molto benefici sul nostro organismo. Innanzitutto è una terapia efficace contro il mal di schiena e una cura per la cattiva postura. Inoltre, può portare benefici in campo riabilitativo a chi ha subito traumi articolari.

Gli esperti affermano che correre all’indietro è addirittura più salutare della corsa normale, questo perché quando si corre in avanti si tende a rilassare la pancia e a contrarre la schiena. Camminando o correndo all’indietro, invece, si ottiene l’effetto opposto, raggiungendo un perfetto equilibrio muscolare. Secondo una ricerca, fare cento passi all’indietro equivale a farne mille in avanti. In più, il retrorunning migliora le capacità cognitive e accelera la velocità di reazione. Migliora il sistema cardiovascolare e rinforza le difese immunitarie. È utilissimo anche per rassodare glutei e cosce. Questo particolare esercizio fisico si può praticare anche in coppia, uno corre in avanti e l’altro all’indietro. Questa modalità può risultare utile, perché permette di evitare di scontarsi con un altro corridore o passante o di finire contro un ostacolo.

Ma è davvero uno sport alla portata di tutti ? Che consigli può dare per chi si vuole approcciare a questa singolare disciplina ?

Per i principianti non è facile iniziare questo sport perché istintivamente siamo portati a correre in avanti e non all’indietro, ma è sufficiente allenarsi su brevi tratti di strada, alternando retrorunning a corsa classica per non avere problemi. Durante i primi allenamenti è normale sentire le gambe pesanti e stancarsi facilmente. Per questo bisogna seguire un programma graduale. Bisogna dare all’organismo il tempo di adattarsi al nuovo tipo di movimento.

È importante ricordare alcuni piccoli accorgimenti: mantenere la schiena dritta, piegare poco le gambe, appoggiare la punta dei piedi e aiutarsi con il movimento delle braccia. I gesti del Retrorunning non sono molto diversi da quelli della corsa in avanti. Le braccia, ad esempio, oltre a mantenere l’equilibrio, funzionano da acceleratore del movimento.Infine, per praticare questo sport non occorrono accessori particolari ad eccezione delle scarpe che, come quelle da corsa, devono essere stabili, in grado di sostenere adeguatamente il piede e la caviglia.

Ci sono atleti affermati nel padovano ?

Certamente. Abbiamo Carla Caregnato, considerata l’icona del retrorunning femminile. Assieme a suo marito Dario Vettorato, è stata tra i primi italiani a collaborare con Edith e Cristian Grollè per promuovere e divulgare la retro corsa in tutte le sue derivazioni e peculiarità. Carla Caregnato risulta l’incontrastata vincitrice di categoria nel Campionato Nazionale Retro Challenge, promossi dall’AIRR e FIASP fin dalla sua istituzione. Le imprese e il medagliere della podista raggiungono numeri in tripla cifra.

L’altro grande atleta, oltre a Dario Vettorato, è Luciano Morandin, un runner atipico, che da oltre vent’anni corre a tutte le ore. Dopo il suo forzato pre-pensionamento, Luciano Morandin è entrato nel guiness dei primati e della storia per ciò che è riuscito ad ottenere nel corso delle sue performance sportive, pur in presenza di una cruenta malattia professionale, l’asbestosi pleurica. Ha corso per ben sei volte all’indietro la Maratona di Sant’Antonio a Padova. Ha ottenuto la sua miglior performance sportiva in retrorunning il 7 giugno 2015 a conclusione della “24 ore di Padova” , percorrendo ininterrottamente, all’interno di una pista di atletica, ben 93 chilometri e 870 metri. 

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