Sindaco, podista e portiere della Nazionale dei Sindaci d’Italia: i mille volti di Mirko Patron

16 Ottobre 2021 - 20:19
Giancarlo Noviello
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Giancarlo Noviello

Come gestire, in una vita sola. attività sportiva, lavoro e l'attività di Amministratore pubblico. Sempre con la stessa passione. Lo abbiamo chiesto a Mirko Patron, che negli anni ha praticato il podismo e il calcio, discipline sportive che ha iniziato da bambino e che pratica ancora, e che, pur continuando a lavorare, ha trovato anche il tempo anche per fare il Sindaco di un paese della provincia di Padova, Campodarsego.

Iniziamo con la corsa

La passione della corsa parte da lontano, quando frequentavo le scuole medie a Campodarsego.  Durante i giochi studenteschi, nel 1975 ho vinto i campionati provinciali di marcia , arrivando poi terzo ai campionati regionali. Poi, gradualmente, ho iniziato a correre qualche gara non competitiva la domenica senza guardare ai tempi, ma solamente per stare bene e divertirmi. L'amore per il running è nato nel 2010 come un modo, non legato a orari predefiniti e per questo difficili da rispettare, per rilassarmi e mantenermi in forma, poi è diventata una passione quando ho cominciato a sentirne veramente i benefici e ho conosciuto altri appassionati con cui condividerla. E’ nata un po' come complemento all'amore per la montagna . Quando avevo più tempo anche d’inverno andavo spesso alla domenica a camminare e a correre. 

Cos'è per lei la corsa ?

E' un’attività che mi permette di dedicarmi a me stesso e “ascoltare” il mio corpo. Mentre corri sei sostanzialmente solo e in gara è una sfida continua con te stesso, a prescindere dai tempi realizzati. La corsa è un’attività che, essendo fisicamente impegnativa, mi permette di concentrarmi e di “staccare” dalle questioni relative al lavoro e dalle altre attività, che normalmente occupano la maggior parte della mia giornata. 

Mi racconti la sua prima esperienza in una gara agonistica

Nel 2011 ho festeggiato la mia prima mezza maratona con quel senso di pienezza e benessere che solo lo sport sa dare. Sono riuscito a raggiungere i miei obiettivi con tenacia, pianificazione e controllo di me stesso. tra questi, terminare la gara dentro le due ore, ci sono quasi riuscito impiegandoci 2 ore e 2 minuti. C’è un detto che dice: “un sassolino alla volta e si forma una montagna”. Così l’anno successivo, il 2012 ho corso la seconda mezza maratona, questa volta abbattendo il muro delle due ore e tagliando la mia “finish line” con il tempo di 1.59. Determinante è stato l’apporto psicologico dell’ex parroco di Campodarsego Don Leo Voltan, un maratoneta incallito e mio fedele compagno di avventura. Il passaggio a Campodarsego è stato bellissimo ed emozionante. La cornice di pubblico era impressionante e l’accoglienza della mia cittadinanza è stata sorprendente e straordinariamente bella. La parte di gara più emozionante è stata nell’ultimo chilometro, quando arrivato all’altezza della Basilica di Sant’Antonio, ho sentito lo speaker che “annunciava” l’arrivo del primo cittadino di Campodarsego.

Quanto tempo dedica alla corsa ?

Mi alleno tre volte alla settimana, compatibilmente con i miei impegni professionali.  Corro spesso da solo ma faccio anche parte di un gruppo di amici a Campodarsego; ho tentato di coinvolgere più volte mia moglie Valeria ma senza successo; quando “corricchia” lo fa con uno sguardo dal quale si capisce che mi sta facendo un grosso favore. I miei due figli, Matteo e Camilla  prediligono altri sport, volley e rugby. 

Come primo cittadino di Campodarsego era riuscito anche a portare all’interno del “suo” territorio la Maratona di Sant’Antonio. 

La maratona di Sant’Antonio, per dieci anni, è stato un evento globale diventato patrimonio del nostro territorio, che ha prodotto un grande indotto turistico ed economico. La maratona di Sant’Antonio ha portato l’immagine della Provincia di Padova all’estero, promuovendo il territorio dell’Alta Padovana agli expo delle più importanti manifestazioni podistiche nazionali e internazionali, da Berlino a Roma, da Parigi a New York, toccando una ventina di fiere all’anno. Per tutte queste ragioni è stato indispensabile anche per Campodarsego riuscire a fare sistema con le Istituzioni e le realtà economiche di volontariato, impegnate attivamente all’organizzazione della maratona, sentita come una festa propria. 

Padova nel corso degli anni è diventata la 'capitale' del running.

 La città di Padova non ha eguali sul fronte del podismo. Fino ad un anno e mezzo fa, nel  periodo pre covid, la Corri per Padova muoveva mediamente 3 mila persone ogni giovedì sera, oltre alle marce domenicali promosse da vari enti e associazioni di promozione sportiva. Di fronte a una situazione nazionale che presenta dei ritardi sul fronte delle politiche di promozione sportiva, Padova appare come una realtà che sta riuscendo ad attivare un insieme complesso di attività che ne fanno una sorta di progetto pilota nazionale. Tutte iniziative che favoriscono la consapevolezza che una adeguata attività fisica è un investimento primario a favore della salute della popolazione. 

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Veniamo ad un'altra delle sue passioni: il calcio. 

Sono cresciuto calcisticamente nel Reschigliano come portiere, vestendo poi le maglie di numerose società, come il Cadoneghe, la Juvenilia, il Petrarca negli allievi regionali, la Justinense. Poi nell’anno del militare sono stato convocato con la primavera del Venezia, andando in ritiro con la prima squadra, quando il Venezia giocava ancora in Serie C. In porta militava Gennari, aveva giocato nelle stagioni precedenti con la maglia del Calcio Padova.

Lei, dopo aver ricoperto negli ultimi 10 anni la carica di primo cittadino di Campodarsego, gioca ancora anche nel ruolo di portiere con la Nazionale dei Sindaci d’Italia. Cosa si prova a rappresentare i colori di un intero Paese ?

Il 22 febbraio del 2019, nel tradizione annuale appuntamento per la Nazionale Italiana Sindaci, ci siamo riuniti presso il Centro Tecnico Federale FIGC a Coverciano. L'incontro è stato l’occasione per organizzare la consueta Assemblea Annuale durante la quale sono stato riconfermato Presidente della Nazionale dei sindaci d’Italia. Quando indosso la divisa della Nazionale italiana dei sindaci, è sempre un motivo di grande orgoglio, perché rappresento i colori di una intera Nazione.  Ma il nostro vero obiettivo è quello di scendere in campo per solidarietà.  Almeno una volta all’anno siamo impegnati anche a livello internazionale, eil pallone diventa mezzo per momenti di confronto sulle problematiche amministrative e di scambi culturali con realtà straniere.

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