Mattia, 15 anni e una grande passione per la boxe “In palestra ho trovato una seconda famiglia”

06 Marzo 2021 - 15:22
Monia Pasqualetto
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Monia Pasqualetto

Sguardo sicuro, portamento deciso, risposte precise e pacate. Ha solo 15 anni Mattia Seferi, studente all’IIS Levi-Ponti di Mirano, ma dimostra una maturità e un self control da adulto. Un atteggiamento che, come ammette l’adolescente, ha sviluppato in questi ultimi due anni anche grazie alla pratica costante della boxe. Uno sport che gli permette non solo di tenersi in forma fisicamente ma anche e soprattutto di allenarsi mentalmente a valori quali l’autodisciplina, il controllo, il rispetto di se stesso e degli altri, l’impegno e la costanza di lavorare duramente per raggiungere degli obiettivi, il coraggio di accettare ed affrontare sfide via via crescenti.

Mattia, la boxe è stata il tuo primo sport?

No. Prima del pugilato ho fatto calcio per cinque anni. Due infortuni in poco tempo mi hanno convinto poi a cambiare sport. La boxe mi è sempre piaciuta. E’ un mondo che mi affascina. Ho accettato l’invito di un mio amico che già la praticava e mi sono iscritto ai corsi organizzati dal Team Boxe Camposampiero.

Come è stato l’approccio iniziale?

Mi è piaciuto subito. In palestra, tra atleti e insegnanti, siamo come una famiglia. E’ uno sport che mi consente di mantenermi in forma fisicamente, potenziare la muscolatura, migliorare la coordinazione e i riflessi nei movimenti. Ma soprattutto è un’attività che presuppone un atteggiamento mentale positivo e, anche se non sembra, non violento. Alla base di questo sport ci sono valori come il rispetto per gli altri, l’educazione, la disciplina e l’autocontrollo. Si impara a lavorare, accettando gli insegnamenti e le correzioni, senza prendere nulla sul personale. Tutti valori che mi hanno insegnato anche i miei genitori fin da piccolo e che ora sto sperimentando anche in palestra.

Qual è stata la reazione dei tuoi genitori quando hai comunicato la tua intenzione di dedicarti al pugilato?

All’inizio erano un po’ diffidenti. Come tante altre persone non conoscevano questo mondo e, forse, avevano il timore che potesse incitarmi alla violenza. Sono bastati pochi allenamenti, le prime gare, le cene a seguire con tutta la squadra per capire che non era così. Il gruppo è di fatto una seconda famiglia. Sul ring siamo competitivi ma in palestra ci aiutiamo e rispettiamo l’un l’altro.

Hai già fatto tre incontri ufficiali, uno dei quali in un contesto importante come i Campionati italiani che si sono svolti a Pescara. Cosa si prova prima di salire sul ring?

L’adrenalina è a mille. C’è sicuramente un po’ di agitazione per la sfida che si dovrà affrontare ma allo stesso tempo c’è molta fermezza e la volontà di conquistare la vittoria.

Questo atteggiamento ti aiuta anche nella tua vita personale, al di fuori della palestra?

Sicuramente sì. Praticando boxe ho aumentato la fiducia in me stesso e la sicurezza di potercela fare anche in situazioni difficili. Ho imparato che con l’impegno e la costanza si possono raggiungere gli obiettivi che ci si prefiggono. Mi è stato e mi sarà molto utile anche per l’autocontrollo e la gestione della rabbia. L’aggressività si scarica sul ring. Fuori dalla palestra non si attacca mai.

Consiglieresti questo sport ad un ragazzo della tua età?

Certamente. E se devo essere sincero lo consiglierei ancora di più ad una ragazza. Non è uno sport assolutamente violento o solo per maschi. E’ veramente adatto a tutti e sviluppa tante capacità personali. Lo consiglierei anche ad una persona che ha bisogno di scaricare rabbia, ira o che è maleducato o, al contrario, che non ha il coraggio di reagire a situazioni negative perché non ha fiducia in se stesso.

Ora ti stai preparando per le prossime gare che si terranno in primavera. Quante ore ti alleni alla settimana?

In palestra, durante il periodo invernale, faccio tre allenamenti alla settimana di un’ora ciascuno. Inizierò anche un programma di corsa da abbinare agli allenamenti per rientrare nella categoria di peso in vista dei prossimi incontri. Nel periodo estivo, quando non c’è l’impegno della scuola, gli allenamenti sono intensificati. 

Un’ultima domanda Mattia. Se ti chiedo un momento che ti è rimasto nel cuore in questi due primi anni di boxe, cosa rispondi?

I Campionati di Pescara. Non ho vinto ma è stata un’esperienza fantastica!

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