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Piscine di Stra e Vigonza: si allena anche la comunicazione

20 Settembre 2026 - 12:38
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Non basta allenarsi per diventare atleti consapevoli. Bisogna imparare a riconoscere ciò che si prova, comprendere il contesto nel quale ci si muove e trovare le parole giuste per raccontare il proprio percorso.
Anche la comunicazione fa parte della crescita sportiva. Per questo, all’interno del progetto “Crescere per continuare a crescere” delle Piscine di Stra e Vigonza, gli atleti vengono accompagnati alla scoperta del mondo della stampa e dei social media, due realtà con le quali anche i più giovani possono trovarsi a interagire.

A guidarli è Aglaia Pezzato, ex nuotatrice della squadra, finalista olimpica a Rio 2016 e oggi giornalista ed esperta di comunicazione sportiva. Un percorso che le permette di osservare questo tema da entrambe le prospettive: quella dell’atleta chiamato a raccontarsi e quella del professionista che deve trasformare risultati ed esperienze in una storia capace di raggiungere il pubblico.

Perché è importante insegnare la comunicazione a un giovane atleta?
"Saper comunicare significa innanzitutto avere gli strumenti per comprendere ciò che ci circonda. Un atleta, anche quando è molto giovane, può trovarsi davanti a un giornalista, ricevere una domanda dopo una gara o vedere il proprio nome e la propria immagine pubblicati sui social. Conoscere questi meccanismi lo aiuta ad affrontarli con maggiore serenità e consapevolezza".
Comunicare bene, quindi, non significa soltanto parlare correttamente davanti a un microfono. Significa imparare a riconoscere il valore del proprio percorso, ordinare i pensieri e scegliere che cosa si desidera condividere.
"Non si tratta di costruire un personaggio o di insegnare ai ragazzi delle risposte preconfezionate. Al contrario, l’obiettivo è aiutarli a esprimersi in maniera autentica. Raccontare una gara non vuol dire limitarsi al tempo ottenuto o alla posizione in classifica. Dietro quel risultato ci sono il lavoro quotidiano, le difficoltà, le emozioni e le persone che hanno contribuito a renderlo possibile".

Il rapporto con la stampa
Un’intervista può rappresentare un’opportunità per far conoscere l’atleta, la squadra e la disciplina praticata. Per viverla positivamente è però necessario capire come funziona il lavoro giornalistico e imparare a gestire anche l’emozione del momento.
"Rispondere a una domanda subito dopo una gara non è sempre semplice. Si può essere molto felici, delusi o ancora carichi di adrenalina. Avere già riflettuto su come esprimere le proprie sensazioni aiuta a non sentirsi impreparati e a trasmettere con chiarezza ciò che si vuole dire".
Conoscere il funzionamento di un’intervista permette inoltre ai ragazzi di comprendere che le loro parole possono uscire dal contesto ristretto della piscina e raggiungere un pubblico più ampio.
"Una dichiarazione non appartiene più soltanto al momento in cui viene pronunciata. Può diventare un titolo, essere ripresa sui social o letta da persone che non conoscono direttamente l’atleta. Non deve essere vissuto come qualcosa di cui avere paura, ma come una responsabilità da conoscere".

Un uso più consapevole dei social media
Per gli atleti più giovani il primo contatto con la comunicazione non avviene necessariamente attraverso la stampa, ma molto spesso sui social. Sono strumenti quotidiani, immediati e apparentemente spontanei, che possono però amplificare rapidamente immagini e parole.
"I social possono offrire opportunità importanti: permettono agli atleti di condividere il proprio percorso, far conoscere sport meno visibili e creare un legame con chi li segue. Allo stesso tempo, richiedono attenzione. Pubblicare un contenuto significa scegliere di mostrare qualcosa a un pubblico potenzialmente molto vasto".
Consapevolezza non significa rinunciare alla spontaneità, ma comprendere che anche online ogni atleta rappresenta, oltre a se stesso, la squadra alla quale appartiene.
"Indossare i colori di una società significa entrare a far parte di una comunità. Quello che un atleta comunica può contribuire a rafforzare l’identità del gruppo, valorizzare i compagni e trasmettere i principi che stanno alla base del lavoro quotidiano".

Raccontarsi per far crescere il movimento
La comunicazione non serve soltanto a valorizzare il singolo. Ogni storia ben raccontata può avvicinare nuove persone allo sport, rendere visibile il lavoro delle associazioni e permettere al pubblico di riconoscersi negli atleti.
"Le persone si appassionano ai risultati, ma si legano soprattutto alle storie. Conoscere i sacrifici, le emozioni e il percorso di un atleta permette di comprendere meglio quello che accade in gara. Quando un ragazzo impara a raccontarsi, non sta parlando soltanto di sé: sta offrendo visibilità alla propria squadra e contribuendo alla crescita di tutto il movimento".

Imparare a comunicare significa quindi acquisire uno strumento utile anche al di fuori dello sport. Organizzare un pensiero, parlare davanti agli altri, gestire una domanda inattesa e scegliere consapevolmente come presentarsi sono competenze che accompagneranno i ragazzi nello studio, nel lavoro e nelle relazioni.
"Lo sport insegna moltissimo, ma ciò che si impara deve anche essere riconosciuto e tradotto in parole. Aiutare un giovane atleta a raccontare il proprio percorso significa renderlo più consapevole di ciò che sta costruendo, dentro e fuori dalla piscina".
Con questo nuovo momento di formazione prosegue il progetto “Crescere per continuare a crescere”, nato per offrire agli atleti delle Piscine di Stra e Vigonza un ambiente nel quale preparazione sportiva, benessere e sviluppo personale procedano nella stessa direzione.

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