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Arrampicata sportiva: a 15 anni Leonardo Donola è già campione europeo nel Boulder U17

11 Luglio 2026 - 14:48
Giuliana Valerio
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Giuliana Valerio

A quindici anni non ha ancora la patente, ma è già tra i migliori climber d'Europa. Leonardo Donola, classe 2010, di Massanzago, continua a bruciare le tappe dell'arrampicata sportiva.

Lo scorso 14 Giugno ha conquistato la medaglia d'oro nel campionato Europeo Boulder U17 a Sukorò e la medaglia d’argento nel circuito di coppa Europa 2026, risultato ottenuto grazie alle prestazioni nelle tappe di Soure (Portogallo), Graz (Austria) e Sukoró (Ungheria). Dal 2024 veste la maglia della Nazionale italiana e ha già partecipato a 17 competizioni internazionali.

La sua crescita è stata rapidissima. Nel 2023, a soli 13 anni, diventa Campione Italiano Boulder U14, vice Campione Italiano Lead U14 e Campione Italiano Combinata U14. Nel 2024 entra in Nazionale e conquista il titolo di vice Campione Italiano Lead U16. Nel 2025 arriva la consacrazione con i titoli italiani Boulder e Lead U17.

Il 2026 è l'anno dell'esplosione internazionale: nei primi sei mesi dell’anno conferma il titolo italiano Lead U17, è vice Campione Italiano Boulder U17, conquista il bronzo in Coppa Italia Boulder U17 e sale sul primo gradino del podio europeo. E tutto questo prima di compiere 16 anni.
Ora l'obiettivo si chiama Mondiali Giovanili, che si svolgeranno a Arco (TN) dal 18 al 25 luglio: il World Climbing Youth Championship Arco 2026 che porterà in Trentino il futuro del climbing internazionale. Oltre alle gare sono previste prove gratuite per il pubblico, diretta streaming e un grande Village aperto ad atleti, famiglie e appassionati.

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Leonardo, hai solo 15 anni e indossi già la maglia dell'Italia nelle competizioni internazionali. Che effetto fa?
È una soddisfazione enorme. Gareggiare con la maglia azzurra contro i migliori atleti europei e riuscire anche a ottenere risultati importanti è qualcosa che mi rende davvero felice. È un traguardo che condivido con la mia famiglia, che mi sostiene sempre, con i miei allenatori e con la Federazione. Ogni gara mi dà ancora più fiducia: capisco che il lavoro che stiamo facendo è quello giusto e che possiamo competere alla pari con qualsiasi nazionale.

Molti immaginano lo sport di alto livello come un ambiente pieno di pressione. È davvero così?
In realtà no. Più cresce il livello, più mi accorgo di quanto l'ambiente dell'arrampicata sia bello. Si gareggia per vincere, ma tra noi c'è grande rispetto. Con i ragazzi della Nazionale italiana siamo molto uniti e anche con gli atleti degli altri Paesi si crea un bel rapporto. Viaggiare, conoscere persone nuove e confrontarmi con i migliori è una delle cose che mi piace di più e mi dà ancora più motivazione per migliorare. Insomma, anche se sul piatto c‘è un titolo europeo l’ambiente resta sempre molto bello, amichevole e stimolante.

Quanto è importante il lavoro della Federazione nella crescita di un atleta così giovane?
Tantissimo. Sono entrato in Nazionale nel 2024 quando non avevo ancora 14 anni. Da allora la FASI (Federazione Arrampicata Sportiva Italiana) segue la mia preparazione nei raduni e nel Centro federale di Arco, in particolare quando abbiamo in programma appuntamenti internazionali. Abbiamo tecnici molto preparati, molti dei quali sono stati atleti, dei fisioterapisti ed un mental coach. La preparazione mentale fa davvero la differenza quando si compete ad alto livello.
Nel Boulder U17 siamo in 14, ma il numero dei convocati alle competizioni cambia in quanto per ogni gara i posti disponibili sono limitati. In Ungheria, per esempio, eravamo 27 tra atleti di tutte le categorie e tecnici. Io sono sempre stato nella rosa dei convocati e mi sono sentito sempre seguito fin dal primo giorno. Devo dire che anche noi più giovani riceviamo molte attenzioni.

Perché tra le tre discipline dell'arrampicata sportiva hai scelto il Boulder? 
Il Boulder è la disciplina che preferisco: si arrampica senza corda su blocchi per un’altezza di 3-4 metri, protetti dai materassi. Dopo i Mondiali inizierò però a lavorare anche sulla Lead, che pratico da sempre insieme al Boulder. È la specialità con corda, imbrago e assicurazioni, con vie più lunghe obbligatorie da completare entro sei minuti. Mi piacerebbe gareggiare in entrambe. La Speed, invece, non è una disciplina che mi appassiona particolarmente.

Come si allena un ragazzo di 15 anni che compete ai massimi livelli europei? E come riesci a conciliare tutto con la scuola?
Dipende dai calendari delle gare. Quando non sono ai raduni mi alleno con la mia società, l'Opera Verticale di Scorzè (VE). Di solito faccio quattro o cinque allenamenti alla settimana, ciascuno di circa tre ore. Nei periodi di preparazione alle gare posso allenarmi anche per l'intera giornata.

Riesco a conciliare bene sport e studio. Frequento un liceo sportivo che ha attivato il progetto “Studente-Atleta”, che mi aiuta a gestire nella maniera ottimale il mio percorso scolastico, permettendomi di conciliare gli impegni scolastici con lo sport.

Tra pochi giorni arriverà il Mondiale giovanile di Arco. Ci arrivi da campione d'Europa: con quali aspettative?
Quest’anno giocheremo in casa: la competizione si svolgerà ad Arco (TN) nel nostro Centro federale dal 18 al 25 luglio. Mercoledì 22 ci sono le qualificazioni, venerdì 24 ci saranno le semifinali e le finali. Per quanto mi riguarda, gareggerò solo per il boulder U17. 
Sono concentrato soprattutto sulla gara. Ai Mondiali il livello è ovviamente sempre molto alto e quindi è difficile capire quali saranno i valori in campo. Sono nato a dicembre 2010 e quest'anno ho gareggiato con ragazzi del 2010 e del 2011, ma nell'arrampicata l'età conta fino a un certo punto. Quello che fa davvero la differenza è come riesci ad affrontare la gara e ad esprimerti in parete. Insomma, non mi pongo obiettivi particolari: voglio dare il massimo e vedere dove posso arrivare.

Dopo i mondiali ci saranno due tappe del Campionato europeo a settembre. Poi mi riposerò: le successive gare saranno a gennaio 2027.

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