
Da Padova alla Nazionale: l’ex rugbista Leonardo Ghiraldini, 107 presenze con la maglia azzurra
Stefano Bizzotto
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107 “caps” nell’Italrugby, di cui 17 con la fascia da capitano al braccio. Basterebbero questi due numeri per raccontare il curriculum sportivo di Leonardo Ghiraldini, padovano doc che ha vissuto nel Petrarca tutto il settore giovanile e l’esordio in Prima squadra. A Palazzo Moroni ha raccontato i valori che lo hanno plasmato fin dalle “Under” e ciò che ha da sempre rappresentato per lui la palla ovale.
L’ex-tallonatore, che in Comune ha ricevuto dal consigliere Davide Meneghini un riconoscimento alla carriera, vanta nel suo palmarès due campionati italiani, con Calvisano e Benetton, ed uno francese, come giocatore del Tolosa. Oltre a quattro partecipazioni alla Coppa del Mondo di Rugby e tre convocazioni nei “Barbarians”, club inglese a inviti nato nel 1890.
La crescita sportiva e umana
Nato a Padova nel 1984, il quarantunenne Ghiraldini considera oggi le sue origini padovane familiari e sportive, come la base fondamentale del suo percorso di vita.
“Ho portato Padova in tutto il mondo: le sue tradizioni, le relazioni che ho costruito con i compagni, la formazione che gli allenatori delle varie giovanili mi hanno dato. Il Petrarca è stato fondamentale per il percorso e lo sviluppo che ho poi avuto a livello sportivo e professionale. E non solo, mi ha dato molto anche in merito ad aspetti ancora più importanti come quello mentale, culturale e valoriale”.
Queste le parole dell’ex-rugbista, cuiche ricorda anche la pazienza, l'impegno e la determinazione, fattori che gli sono stati essenziali per diventare un professionista e rimanere tale per quasi due decenni.
La fortuna va guadagnata, ed è stato proprio il caso dell’esordio di Ghiraldini in Nazionale maggiore.
Nel 2006, dopo diversi anni di sacrifici e tre stagioni trascorse nelle Prime squadre di Petrarca e Calvisano, ricevette una convocazione “in corsa” dall’allora commissario tecnico dell’Italia, Pierre Berbizier, per sostituire un compagno infortunato.
Ma è il 19 settembre 2007 la data che il padovano ricorda con maggiore emozione, perché rappresenta la prima volta da titolare, per giunta alla Coppa del Mondo, contro il Portogallo. Per la cronaca, l’incontro finì 31 – 5 per gli Azzurri, che in quell’edizione arrivarono ad un passo dall’approdo ai quarti di finale.
La storia in Nazionale di Ghiraldini ha rischiato di avere un finale negativo, a causa dell’infortunio al legamento crociato del ginocchio destro occorsogli il 16 marzo 2019, durante un match valevole per il Sei Nazioni, giocato a Roma contro la Francia.
Ma è grazie ai valori sportivi, come resilienza, relazioni e sostegno, che è riuscito a tornare in campo il 14 novembre 2020 contro la Scozia (terminata 17 – 28 per gli Highlanders).
L’annuncio del ritiro al rugby internazionale avvenne nel gennaio 2021, a 36 anni, dopo un rifiuto consapevole ad una convocazione in Nazionale.
I valori del rugby come elemento fondante del post-carriera
Oggi, a 41 anni compiuti, Ghiraldini si fa orientare dai valori che ha appreso in oltre 15 anni ai massimi livelli del rugby. Questi li integra con le competenze teoriche e pratiche ottenute studiando Economia a Padova e grazie ai tre Master di approfondimento in ambito manageriale tra Roma e Milano. Lavora dentro e fuori il mondo del rugby, portando però sempre con sé le regole di vita che gli insegnato lo sport, partendo da quella cultura che ha vissuto fin dalle giovanili del Petrarca Padova.
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