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Storie di Olimpiadi: Patrizio Viero, dalla Spartan Race alla Torcia olimpica

06 Febbraio 2026 - 10:58
Giuliana Valerio
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Giuliana Valerio

“Mi chiamo Patrizio Viero, ho 47 anni e di recente ho coronato uno dei miei sogni di ragazzino: ho vissuto una delle esperienze più belle della mia vita”. Inizia così la testimonianza di Patrizio, praticante della disciplina estrema Spartan Race, che il 28 gennaio ha portato la Torcia Olimpica delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.

“Quando mi è arrivata la mail di conferma che ero stato selezionato ho iniziato a saltare in giro per la strada (ero in vacanza all’estero) – ha spiegato - Una gioia incontrollabile. Non ci credevo, ma era scritto nero su bianco. Ho riletto più volte il messaggio, perché l’emozione si rinnovava ogni volta”.

Poi i mesi di avvicinamento al giorno stabilito, l’attesa...

“Finalmente il 28 gennaio 2026 è arrivato – continua - Ci hanno accolto in una struttura nel paesino di Soraga (TN). Ci hanno dato l’abbigliamento che poi ci è stato lasciato in ricordo. Ci hanno spiegato come si sarebbe svolta la nostra frazione, come tenere la torcia, cosa fare e non fare. Lo spirito olimpico era forte nell’aria”.

Nella mia stessa giornata erano presenti anche una sciatrice medaglia d’oro olimpica a Salt Lake City e un altro olimpionico.

“Nel gruppo dei Tedofori e degli organizzatori erano tutti gentili, simpatici e accomunati dalla passione olimpica – spiega -. Ci hanno portato con il pulmino alle rispettive zone di partenza. Uno alla volta siamo usciti e ci siamo posizionati nel punto stabilito. Io ero verso la fine del tratto, con altri 17 Tedofori partecipanti in quella frazione. Ho atteso felice, sorridendo ai presenti con la mia Torcia in mano in attesa di accenderla, orgoglioso di essere stato selezionato e di quello che stavo per fare. È arrivata la carovana che precedeva la Fiamma Olimpica e dal bus dei main sponsor ma hanno chiamato e mi hanno fatto dire al microfono come mi sentivo. Il cuore si è riempito, l’emozione è salita”.

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Un’esperienza che ha completato il suo essere atleta

"Per uno sportivo come me questa opportunità è stata, oltre al sogno di ragazzino che si è avverato, un altro tassello che ha completato ulteriormente il mio essere stato un atleta a tutto tondo – commenta -. I metri da percorrere erano pochi, 200 in tutto, ma me li sono goduti appieno, seguito dalla mia famiglia, dai presenti che chiedevano di farsi una foto insieme, dai Flame Angels che mi hanno scortato lungo il percorso. In quei metri, in quegli istanti, ero l’unico al mondo a portare la Torcia Olimpica, che emozione! Tutto è stato perfetto, tutto è stato intenso”.

Alla fine della sua frazione Patrizio Viero ha passato la Fiamma con il Torch Kiss, il momento in cui la Torcia si avvicina a quella del Tedoforo successivo, senza che si debbano toccare, perché la Fiamma passa solo ad avvicinarla. “Ho riconsegnato la mia Torcia, la carovana ha proseguito con il successivo Tedoforo. La gioia dentro di me non si è più esaurita e in quel momento non ho più voluto trattenere lacrime di felicità”.

E per chi volesse esserci...

L’accensione dei Bracieri, il 6 febbraio, è il momento culminante e conclusivo del Viaggio della Fiamma Olimpica, dopo 63 giorni attraverso l’Italia, e segna l’inizio ufficiale dei Giochi Olimpici Invernali.

A partire dal 7 febbraio, il Braciere all’Arco della Pace di Milano sarà protagonista di un appuntamento quotidiano aperto a cittadini e visitatori: uno show suggestivo della durata di 3–5 minuti, che si terrà allo scoccare di ogni ora, dalle 17 alle 23, fino allo spegnimento della Fiamma Olimpica, previsto per il 22 febbraio.

I Bracieri sono collocati in due luoghi pubblici e fortemente simbolici: all’Arco della Pace a Milano e in Piazza Dibona a Cortina d’Ampezzo.
Il design dei Bracieri è un omaggio al sole, fonte primaria di vita, energia e rinnovamento, e richiama il genio di Leonardo da Vinci attraverso i suoi celebri Nodi: intrecci geometrici che simboleggiano l’armonia tra natura e ingegno umano e rafforzano il legame con Milano, città simbolo di creatività e innovazione.

All’interno, la Fiamma Olimpica è racchiusa in un contenitore di vetro e metallo e utilizza effetti scenici sostenibili, progettati per garantire la massima sicurezza in spazi aperti al pubblico: nessuna ricaduta di materiali, basso impatto acustico, minime emissioni di fumo.

 

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