
Formula 1: l'ex pilota Riccardo Patrese si racconta a Palazzo Moroni
Stefano Bizzotto
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256 partecipazioni in Formula 1 dal 1977 al 1993 con sei Gran Premi vinti, un mondiale di Kart nel 1974, campione italiano ed europeo di Formula 3. Sono i numeri della lunga carriera di Riccardo Patrese, padovano ha raccontato la sua vita sportiva nel corso di un incontro a Padova promosso dal consigliere Davide Meneghini.
Ora l’ex-pilota ha 71 anni e da diverso tempo è tornato a vivere stabilmente nella città del Santo dedicandosi alla famiglia. In quello che ritiene il “posto più bello del mondo”, che ha rappresentato il luogo felice della sua infanzia e dove poter crescere serenamente i figli, Elena e Lorenzo.
Dal Kart ai meravigliosi anni in Formula 1, con qualche rimpianto
Riccardo Patrese, nato a Padova il 17 aprile 1954, vive la sua giovinezza in maniera spensierata, tra scuola, nuoto e sci agonistico. In particolare, ha confidato, il suo percorso sclastico lo ha aiutato a costruire delle solide basi per la sua vita fuori, ma soprattutto dentro la monoposto.
Inizia a 11 anni a gareggiare con un kart costruito artigianalmente dal fratello. Grazie alle sue abilità e al supporto costante della famiglia vince numerosi trofei italiani ed europei, arrivando ad ottenere il “World Karting Championship” nel 1974.
Dopo tre anni in Formula 2 e 3, arriva nel 1977 l’agognata Formula 1, nella quale gareggia fino al 1993. Corre ben 256 Gran Premi (un record durato per 15 anni), vincendone sei. I migliori risultati sono arrivati alla fine della carriera, nella scuderia Williams: due terzi posti nel 1989 e 1991 e vice-campione del mondo nel 1992 alle spalle di Nigel Mansell, ma davanti ai due piloti che lui ha più ammirato: Michael Schumacher e Ayrton Senna.
Tra i rimpianti della sua carriera ci sono gli oltre dieci ritiri che è stato costretto ad effettuare, spesso dalla prima posizione. Ma soprattutto non aver gareggiato in Formula 1 con la Ferrari, nonostante più di un contatto con il Cavallino Rampante. Probabilmente, il più noto è quello nel 1978, quando l’ingegnere Enzo Ferrari offrì a Patrese un pre-contratto per la stagione successiva, ma alla fine scelse di tenere il canadese Gilles Villeneuve.
Il ritiro dopo l'incidente mortale di Senna
Estoril (Portogallo), 27 settembre 1992: dopo lo scontro con l’austriaco Gerhard Berger, Patrese comincia a pensare seriamente al ritiro, ma è il 1° maggio 1994, data dell’incidente fatale di Ayrton Senna sul circuito di San Marino, che decide di chiudere per sempre la carriera in Formula 1.
Il padovano avrebbe dovuto prendere, a 40 anni compiuti, il posto della leggenda brasiliana in Williams, ma decide di ritirarsi e passare ad una nuova fase della propria vita.
Oggi l’ex-pilota partecipa talvolta a manifestazioni legate al mondo automobilistico, ma il suo primo interesse rimane la famiglia. E, in particolare, suo figlio Lorenzo, chem, a 20 anni, corre con una Ferrari 296 GT3 per il team Cetilar Racing di Endurance. E l’anno prossimo, tra le varie gare in programma, correrà la famosissima 24 ore nel comune francese di Le Mans. E papà Riccardo, nonostante i tentennamenti iniziali, si sta sempre più convincendo che suo figlio abbia buone capacità e che stia facendo la scelta giusta. Insomma, la passione per le corse rimane, e la sua gioa è quella di vedere un Patrese vivere l’esperienza della Rossa.
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