
Blind Tennis: Ludovico De Checchi, campione e testimonial
Giuliana Valerio
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Ludovico De Checchi ha 22 anni ed è nato a Padova. A nove anni gli è stata diagnosticata una malattia genetica rara, l’otticopatia autosomica dominante, una malattia degenerativa che colpisce il nervo ottico. Da lì in poi la sua vita ha cominciato a cambiare, con difficoltà a scuola, problemi con i compagni, e una quotidianità sempre più complessa.
“Da piccolo, fino alla diagnosi la mia vita era normale – spiega – perché non ero consapevole di vedere in modo diverso dagli altri. Ma, piano piano, mentre frequentavo le elementari, sono iniziati i problemi: vedevo male la lavagna e non riuscivo a stare al passo con i miei compagni. In precedenza avevo fatto dei controlli ma non era stato rilevato nulla di cui preoccuparsi”.
Poi la diagnosi. “A nove anni durante una visita oculistica hanno capito il mio problema: non solo è emerso che vedevo male, ma anche che non ci si poteva fare nulla. La diagnosi è stata come una doccia fredda: sono affetto da una malattia genetica rara, l’otticopatia autosomica dominante, dovuta a una mutazione genetica ereditaria. È una malattia degenerativa del nervo ottico, che attualmente è stabilizzata”.
Il mondo per Ludovico è completamente cambiato.
“Improvvisamente tutto è diventato chiaro, ma estremamente più complicato. A scuola nulla era più uguale a prima, i miei compagni mi facevano sentire diverso o, almeno, quella era la mia percezione, le insegnanti faticavano a gestire la mia disabilità”.
L’aiuto è arrivato dallo sport
“Sono sempre stato spinto a fare sport – spiega Ludovico - a tre anni ho iniziato a praticare il minivolley, ma poi ho dovuto smettere. Ho provato anche l’atletica per un anno, ma senza troppo entusiasmo. Quindi ho cercato una squadra di calcio per persone con disabilità, per poter praticare uno sport che ho sempre adorato. Dal 2017 gioco nella squadra di calcio a cinque/sette Calcio Veneto For Disable, formata da atleti portatori di vari tipi di disabilità (sensoriale, relazionale, fisica)”.
Poi, il caso lo ha portato a scoprire il tennis. “Due anni fa, parlando con Antonio, un mio compagno di squadra, ho scoperto il blind tennis, sport che lui pratica da circa quattro anni. Mi sono subito entusiasmato”.
Il Blind Tennis, un tennis speciale
Il Blind tennis è nato a metà degli anni ottanta in Giappone. Richiede grandissima abilità e sensibilità, nonché la completa percezione dello spazio in cui ci si trova.
L'idea di questo sport si deve a Miyoshi Takei, studente giapponese non vedente dalla nascita con la passione per il baseball che, spinto dal desiderio di praticarlo insieme ai suoi fratelli, creò una palla di gomma con all'interno un sonaglio. In seguito, Takei pensò che tale pallina potesse essere utilizzata anche nel tennis e oggi questa disciplina è praticata in tutto il mondo.
Come si gioca
Il blind tennis si gioca con palline speciali del diametro di 9 centimetri, fatte di spugna compatta con all'interno un sonaglio per segnalarne l'arrivo. Si può utilizzare ogni tipologia di racchetta riconosciuta a livello internazionale, ma di dimensioni specifiche.
Prima di effettuare il servizio colui che serve deve pronunciarsi e attendere che colui che riceve risponda; quindi ha a disposizione 5 secondi per effettuare il servizio, durante i quali non può modificare la sua posizione in campo. Inoltre, deve pronunciare la parola “play” immediatamente prima di colpire la pallina.
I giocatori sono suddivisi in quattro livelli in base alla classificazione della disabilità visiva: il livello B1 è riservato ai ciechi totali (si gioca completamente bendati), seguono i livelli B2, B3 e B4 a seconda del crescente residuo visivo. Il B4 non è riconosciuto in Italia, ma solo a livello internazionale.
Le dimensioni del campo variano in base alla categoria di gioco e per la categoria B1 sono posizionate delle cordicelle tattili che segnalano le linee, ad eccezione che nella zona di battuta. Per le gare di atleti B1 e B2 sono ammessi tre rimbalzi e per le gare B3 due.
Il Blind Tennis non fa ancora parte del programma dei Giochi Paralimpici e a livello internazionale la disciplina è gestita dall'IBTA (International Blind Tennis Association) mentre in Italia è la Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi (FISPIC) che indice ed organizza le principali manifestazioni sportive.
Ludovico, un atleta ...mondiale e un divulgatore appassionato
“È uno sport che mi esalta – continua Ludovico - perché essendo individuale la vittoria o la sconfitta dipendono esclusivamente da me. Gioco nella categoria B4 e attualmente sono al quattordicesimo posto nella classifica mondiale. Negli ultimi due anni ho partecipato a eventi nazionali e internazionali e nel 2024 ho disputato i Campionati del Mondo di blind tennis a Cordenons, misurandomi con atleti provenienti da moltissimi Paesi”.
Ludovico si allena con un maestro qualificato per atleti ipovedenti al Centro Sportivo Vertigo di Padova. “Attualmente non ci sono atleti della mia categoria in Italia – spiega -, perché la B4 è riconosciuta solo a livello internazionale, ma mi sto impegnando a divulgare questo sport per aiutare chi come me vuole mettersi in gioco e superare le barriere sensoriali, per diffondere la pratica del blind tennis in Italia e ridurre il gap con i Paesi esteri”.
"Il Blind Tennis - conclude - è uno sport in crescita che merita visibilità per il suo valore intrinseco e per l'impatto che ha sulla vita degli atleti - La mia esperienza, come uno dei primi atleti a competere in Italia nella categoria B4, è emblematica dell'impegno, delle sfide e dei successi di uno sport che sta rompendo le barriere".
Lo scorso mese di ottobre Ludovico De Checchi ha partecipato alla “Staffetta tricolore” un evento che si è svolto al Centro Sportivo Plebiscito a Padova. Ideato dall'atleta paralimpico Alex Zanardi, l’obiettivo è sensibilizzare i ragazzi delle scuole medie e superiori alla conoscenza degli sport paralimpici.
Inoltre, in occasione della manifestazione “No borders no limits”, nell’ambito degli eventi GO2025 - Gorizia Capitale europea della Cultura, ha partecipato a una dimostrazione di blind tennis a Gorizia/Nova Gorica.
Infine, a novembre ha partecipato al torneo internazionale per il centenario della società tennistica Virtus Bologna, alla quale erano iscritti atleti provenienti da tutto il mondo.
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