
Calcio: Matteo Giora, il suo “sogno” a stelle e strisce
Giovanni Pellecchia
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Ci sono, per fortuna, ancora delle favole moderne. Molte nel mondo dello sport: specie quando si lega a esperienze di studio. Così per un neo-diplomato ragazzo padovano 19enne si è avverato... il “sogno americano”.
Matteo Giora, difensore classe 2006 (alto 1.91, 87kg), è volato in estate negli Stati Uniti con una borsa di studio.
Formatosi nel florido vivaio della Vigontina San Paolo, società nata nell’estate 2016 unendo due storiche realtà del dilettantismo padovano, la cittadina San Paolo Calcio (sorta nel 1965 nell’omonimo quartiere) e la più periferica Union Vigontina (nata trent’anni dopo, dalla fusione tra As Pionca ed Us Busa), che tra l’altro ha deciso proprio in questa stagione di dedicarsi soltanto al settore giovanile.
Ma vanta illustri trascorsi: ad esempio in serie D nella stagione 2016-17, quando il tecnico era Vincenzo Italiano attuale allenatore del Bologna in serie A.
E lo stesso Matteo, nelle giovanili completate con la Juniores elite bianconera, ha avuto compagni di squadra giocatori di primo livello: su tutti, Giovanni Leoni che ha “bruciato le tappe” passando nel giro di un paio di stagioni dal Padova alla Sampdoria e da questa al Parma in A prima di approdare, vero “pezzo pregiato” del mercato estivo, al Liverpool; dove però, proprio nella gara d’esordio in Coppa di Lega e fresco anche di convocazione nella Nazionale del Ct Gattuso, ha rimediato l’infortunio al ginocchio che lo terrà fermo tutta la stagione (rottura del crociato, già operato). Oltre a lui, diversi altri che giocano attualmente tra serie C e D.
Il salto tra i “grandi” per Giora, invece, si è concretizzato nel 2024 con l’approdo al Limena: in Eccellenza, con la formazione di Alberto Boscaro da “fuori quota” o under, ha collezionato 15 presenze.
Proseguendo il suo percorso di studi è entrato in contatto, grazie ad alcuni ragazzi che già giocavano negli Stati Uniti, con i college americani. Così, dopo aver superato gli esami di maturità all’Istituto tecnico commerciale “Calvi” di Padova (un eccellente 97 finale) è stato contattato dalla “Central Methodist University” di Fayette, Missouri.
In volo per gli USA
Non ci ha pensato due volte. Ottenuta la borsa di studio, lo scorso 5 agosto è volato negli Stati Uniti per tuffarsi in questa nuova, duplice esaltante avventura: da studente di Business Economics and Marketing e giocatore di soccer nella squadra di quel college.
"Quando ho ricevuto la proposta – rivela Matteo Giora, raggiunto via social - all’inizio mi sono trovato un po’ spaesato. L’idea di lasciare tutto mi fermava; però alla fine ho deciso di accettare, perché non voglio vivere con il rimorso di non averci nemmeno provato. A confermare la bontà della scelta, devo dire, fin qui il mio rapporto con squadra e staff è stato super!".
"La borsa di studio ha vari livelli – specifica il papà Marco -: va da una copertura totale a percentuali diverse in base alle disponibilità del coach. Quella di Matteo ha una copertura totale, con spese di vito alloggio però a suo carico".
Come nelle migliori favole, non è mancata la “ciliegina sulla torta”. La gara d’esordio è stata mercoledì 27 agosto, alle ore 2 italiane, nel “Davis Field” di Fayette: in campo la squadra del Central Methodist Men’s Soccer Team, formata in larga parte da atleti europei (con lui l’altro italiano Niccolò Cabras, dalla Sardegna) è stata battuta 2-1 dalla Harris-Stowe State University; il gol della bandiera lo ha realizzato proprio da Matteo che, su un’azione di corner, è salito più in alto di tutti (nel cielo a stelle e strisce americano) incornando la capocciata vincente.
Un “sogno americano” che dunque… si è realizzato! E per il giovane padovano, prosegue pure nel migliore dei modi.
Nella CMU, che ha intanto chiuso la stagione regolare ospitando la Baker University al “Davis Field” (1-2), e si prepara in vista del “gran ballo” finale del Campionato universitario americano, che si terrà in Alabama mettendo in palio il titolo, Matteo è risultato “fresh man” (matricola) con una percentuale del 50% di realizzazioni. Numeri che però, per lui, procedono sempre in parallelo con un brillante percorso universitario.
"La vita da college è bella, nulla da dire – riassume la sua esperienza fin qui -: forse a volte un po’ monotona; però sicuramente lo sport aiuta. Proprio oggi (mercoledì 4 novembre, ndr) inizia il torneo post campionato: speriamo di fare bene e poterci qualificare per le Finals. Il livello tecnico dei campionati universitari è paragonabile ad un’Eccellenza o Serie D, specie per Naia e Ncaa division 2; un po’ più alto, invece, per Ncaa division 1. In generale, si tratta di un gioco molto fisico e meno tattico di quanto siamo abituati a vedere sui nostri campi".*.
* La stagione, iniziata in agosto con tre settimane di preparazione atletica, è proseguita fin qui nelle singole “Conferences” (di solito, il girone in uno stato). Ai “Nationals” o Finali nazionali accede la squadra che vincerà i Play off tra le prime 8 di ciascuna “Conference”.
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