
Ultracycling: l'impresa del 28enne padovano Omar Martinello
Stefano Bizzotto
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È di una vera e propria impresa di ciclismo quella che ha visto come protagonista Omar Martinello, 28 anni, che lo scorso agosto è riuscito a terminare in soli 14 giorni la “Transcontinental”, un’estenuante gara di “ultracycling” in cui 400 partecipanti hanno dovuto pedalare per oltre 4.000 chilometri dall’ovest all’est Europa in meno tempo possibile. Come se non bastasse, ad attenderli c’erano oltre 55.000 metri di dislivello comprensivi di alcune delle più imponenti catene montuose europee.
Il giovane padovano è riuscito nel miracolo sportivo di essere tra i 161 arrivati, i cosiddetti “Finisher”, al traguardo dell’undicesima edizione del TCR a Costanza (in Romania). Ce l’ha fatta dopo aver toccato tutti i check-point obbligatori all’interno di un tracciato scelto in autonomia. I suoi dati ufficiali all’arrivo raccontano davvero l'impresa: 14 giorni, 4.774 chilometri percorsi, 56.000 metri di dislivello. Il tutto superando i propri limiti mentali, fisici e... senza aver mai bucato le ruote della bicicletta.
L’avvicinamento alla “Transcontinental” e il viaggio di Omar Martinello
Arrivare a chiudere questa corsa ha richiesto un lungo percorso. Per arrivare preparato gli sono serviti anni di allenamento in gare più brevi, fondamentali per accumulare l’esperienza necessaria per sapersi adattare nei momenti di maggiore difficoltà.
La prima esperienza “ultra” che ha fatto è stata tre anni fa, quando ha terminato la “Seven Serpents”, una corsa in gravel da Lubiana a Trieste di circa 800 chilometri e 15.000 metri di dislivello.
Quando si è sentito realmente pronto, si è iscritto alla Trascontinental 2025. Per potervi partecipare ha dovuto rispondere ad un questionario di oltre 50 domande ed è stato scelto tra migliaia di corridori che si erano candidati.
Partenza a Santiago di Compostela il 27 luglio 2025, quindi il passaggio a Finisterre, luogo di arrivo una delle sue precedenti imprese. Per Omar un’emozione che lo ha motivato ancora di più in vista del percorso che lo attendeva. Che non è stato tutto rose e fiori. La sempre maggiore stanchezza, relativa alla corsa ma anche al fatto che dormiva tre/quattro ore a notte, è diventata una compagna di viaggio costante. Ma, il peggio, in un contesto in cui correre in maniera efficiente almeno 300 chilometri al giorno era fondamentale, è stato sbagliare più di una volta il tragitto che aveva scelto per arrivare al traguardo.
Oltre alla sua grande maturità e forza di volontà, le risorse che lo hanno aiutato a superare queste ed altre difficoltà sono state principalmente due: il suo canale YouTube (“OMERO”, il suo soprannome) che gli ha permesso di condividere costantemente con chi lo seguiva nell'impresa le sue avventure, e gli amici, in particolare Andrea De Gruttola, un collega ciclista che stava percorrendo un differente tracciato della “Transcontinental”, con cui era sempre in contatto.
E adesso?
Nelle settimane successive alla gara Omar Martinello ha vissuto l’orgoglio e la felicità di aver realizzato un sogno, ma anche un “vuoto”, come spesso capita quando si torna alla normalità dopo un periodo trascorso in modo straordinario.
Un vuoto che l'atelta riempirà con nuovi progetti. Il 28enne padovano intende tuffarsi in altre imprese, ma anche tornare a fare gare che ha già compiuto con successo o in cui sente di aver lasciato qualcosa in sospeso. Con l’augurio per sé e per tutti di fare sempre ciò che ci piace e di continuare a “pedalare” per raggiungere i nostri obiettivi, piccoli o grandi che siano.
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