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L'ex calciatore Giancarlo Pasinato: "Ho vinto ovunque, ora penso alla famiglia e agli amici"

08 Settembre 2025 - 11:50
Stefano Bizzotto
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Stefano Bizzotto

Tir. Carro armato. “Gondrand”. Sono questi i soprannomi collezionati nella lunga carriera da Giancarlo Pasinato, che il 20 settembre compirà 69 anni. L’ex-calciatore cittadellese classe 1956, si è raccontato a Palazzo Moroni, sede del Comune di Padova, in un incontro, promosso dal consigliere Davide Meneghini.

Cittadella, Treviso, Ascoli, Inter, Milan. Queste sono le cinque squadre in cui ha militato Giancarlo Pasinato. In ciascuna di esse è riuscito a vincere da protagonista almeno un campionato (una Serie A, tre Serie B, una Serie D e un Interregionale)…impresa non da poco! Anche i numeri parlano: 141 presenze e 8 reti nella massima divisione, 97 apparizioni e 15 gol nella cadetteria.

La gioventù e i primi anni della carriera 
La giovinezza di Pasinato è quella di una normale famiglia operaia del cittadellese, dedita al lavoro e senza grandi ambizioni. Grazie al cugino Antonio si avvicina al calcio, e fin da subito dmostra di essere dotato.

La sua strada comincia nel ruolo di centrocampista, imponendosi ad appena 16 anni in Promozione con l’allora neonata Cittadella Padova. Quindi, grazie al supporto da parte dei genitori, passa al Treviso, dove vince nel 1974-75 la Serie D.

Pasinato ricorda queste prime squadre come gruppi di calciatori che svolgevano altri lavori per guadagnarsi da vivere, e spesso iniziavano ad allenarsi alle 19. Impensabile al giorno d’oggi. Molti, infatti, riescono a sostenersi con la sola attività calcistica, anche se frequentano categorie minori.

Il grande salto lo fa dopo aver vinto la Serie B con l’Ascoli nel 1977-78. Lo acquista, infatti, l’Inter, dove riesce a vincere lo Scudetto nel 1979-80 ed una Coppa Italia due anni dopo.

Pasinato ha raccontato che è questo il periodo in cui sono nati i suoi famosi soprannomi.
"Tir" è dovuto alla compianta attrice Laura Antonelli, che lo ha definito in questo modo durante una partita del Treviso contro il Monza guardata in un momento di pausa dalle riprese cinematografiche.
"Carro armato" gli è stato affibbiato, invece, dai tifosi bianconeri dell’Ascoli.
“Gondrand” è nato, infine, dalla penna dello storico giornalista Gianni Brera, che ha preso come riferimento il nome di una famosa ditta di trasporti per rappresentare metaforicamente il cittadellese, calciatore potente e grande fisicamente.

L'incidente e lo stop di due anni
Dopo alcune stagioni tra Milan, Inter ed Ascoli (con i rossoneri ha vinto la Serie B nel 1982-83), nel 1986 accadde un fatto traumatico, di cui l’ex-calciatore parla ancora oggi con un po’ di ansia negli occhi. Nel tratto autostradale che porta all’uscita di Pesaro, la macchina di Pasinato finì fuori strada a causa di una forte pioggia. Un incidente che gli causò due fratture e diverse lesioni, mentre rimasero quasi del tutto illese la moglie Gabriella e le tre figlie che viaggiavano con lui.
Le speranze di giocare ancora a calcio, però, non vennero completamente cancellate. Dopo due anni di pausa, infatti, il ritorno al Cittadella, dove da capitano ottenne la promozione in Serie C2 grazie alla vittoria dell’Interregionale 1988-89.

Il post-carriera di Pasinato: tra allenamenti, famiglia ed un rimpianto milanista
Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Giancarlo Pasinato ha iniziato il percorso da allenatore. Ha guidato sia alcune prime squadre, e per più di vent’anni è stato mister del settore giovanile dell’Union Campo San Martino, società del padovano.
A maggio 2025 ha terminato l’ultima stagione, con gli Esordienti provinciali del Fontanivese Calcio. Ora si è detto pronto a lasciare il calcio e dedicarsi completamente a famiglia ed amici. Ma chissà cosa gli riserverà il futuro.
L’unico rimpianto della sua carriera: non aver giocato qualche anno in più al Milan. Non si rammarica, invece, della mancata convocazione della nazionale maggiore e di aver giocato “solo” due partite con la Nazionale B, contro Svizzera e Germania Ovest.

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