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Ryla Onlus: "Il cancro non ferma la voglia di vivere"

11 Aprile 2025 - 12:22
Giancarlo Noviello
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Giancarlo Noviello

Elisa Schiavon, padovana di Albignasego e membro del direttivo Ryla onlus dal 2017, ha conosciuto da vicino il progetto Run For Iov, quando da consigliera comunale del suo Comune, aveva organizzato un evento nel quale era coinvolta l’associazione. Ne è entrata a far parte grazie a Sandra Callegarin, ex paziente oncologica dello IOV, presidente e fondatrice di Ryla Onlus (cornimo di Run Your Life Again), un gruppo composto da donne motivate, con alle spalle una storia di tumore al seno, e accomunate da due elementi che si legano tra di loro: l’esperienza del cancro e la volontà di dimostrare a tutte quelle che combattono contro un tumore, che la malattia non ferma la voglia di vivere.

Elisa ha praticato in gioventù l’atletica leggera, ma non amava percorrere le lunghe distanze. Nel tempo, però, ha iniziato ad allenarsi con la squadra della Run For IOV che l’ha letteralmente trascinata a raggiungere traguardi di corsa sempre più ambiziosi, fino ad arrivare ai fatidici 42 chilometri e 195 metri. Sono arrivate le maratone di Parigi, New York e Berlino, e molte mezze maratone.

Quest’anno ricorrono i dieci anni di Ryla Onlus, ed Elisa ci spiega quali sono le finalità dell’associazione ed i prossimi obiettivi di corsa e non solo.

Il gruppo, nel corso degli anni, è cresciuto molto e, ancora oggi, porta avanti il progetto RUN FOR IOV. Ci spiega esattamente in cosa consiste?

Run For IOV unisce donne con un passato di tumore al seno e personale sanitario dell’Istituto Oncologico Veneto I.R.C.C.S. e le porta a correre una maratona, partendo praticamente da zero. Un’alleanza per sconfiggere la malattia in passato, e oggi con le scarpe da corsa ai piedi. Il tutto raccogliendo fondi per la Breast Unit dell’Istituto.

Quali sono state le maratone cui avete partecipato e che hanno permesso di finanziare con le vostre donazioni?

Le prime tre edizioni del progetto RUN FOR IOV hanno visto le tre rispettive squadre tagliare il traguardo delle maratone di New York (novembre 2016), Londra (aprile 2018) e Parigi (aprile 2022) e di numerose mezze maratone in Italia e all’estero. Ad ogni edizione di progetto viene associata una campagna di raccolta fondi e queste prime tre edizioni hanno permesso a RYLA Onlus di devolvere oltre 172 mila euro destinati a progetti concreti all’interno dell’Istituto Oncologico Veneto I.R.C.C.S.
Lo scorso anno abbiamo selezionato una quarta squadra che avrà come obiettivo la maratona di Chicago il prossimo ottobre.
Oltre a obiettivi di corsa e raccolta fondi, siamo impegnate in numerose iniziative di promozione sul tema della prevenzione e sensibilizzazione. Da diversi anni collaboriamo con aziende che hanno come obiettivo migliorare la CSR (Responsabilità Sociale di Impresa) portando la nostra testimonianza e promuovendo l’importanza di un corretto e sano stile di vita. Lo scorso anno con un format simile, ma ovviamente riadattato, abbiamo iniziato un progetto dedicato alle scuole coinvolgendo ragazzi di due Istituti Superiori di Padova.

Come si riesce a correre per la prima volta una maratona o una mezza maratona, dopo un percorso di riabilitazione post malattia?

Le componenti della squadra devono superare delle selezioni non solo dal punto di vista attitudinale, ma soprattutto medico. Le terapie spesso lasciano strascichi che interessano l’apparato cardiovascolare e le ossa. Come Direttivo e Comitato Tecnico abbiamo la responsabilità di selezionare donne che dovranno essere in grado di affrontare con serenità allenamenti importanti per vivere al meglio la preparazione e la maratona stessa.

Alcune compagne sono partite da zero (in squadra c’è chi nei suoi primi 50 anni non ha mai corso nemmeno dietro all’autobus!) e al primo allenamento non riusciva a terminare un giro di pista (400mt) correndo. Dopo un anno di allenamento quelle stesse donne sono riuscite a correre per ben 42km e 195 metri! È un onore e un privilegio per me accompagnarle in ogni traguardo, anche il più piccolo, che le avvicina al grande obiettivo e allo stesso tempo le allontana da un passato doloroso.

Quanto podiste conta oggi il gruppo e da chi siete seguite?

Ad oggi il gruppo è composto da componenti nuove (la quarta squadra) e dalle cosiddette “veterane” che hanno partecipato alle precedenti edizioni e hanno scelto di continuare a correre sostenendo le nuove compagne. Siamo  una trentina di donne, un fiume colorato (di fucsia ovviamente) e molto rumoroso!

Siamo seguite da un team di professionisti che si prendono cura di noi dentro e fuori dal campo: la Prof.ssa Chiara Arrigoni (Tecnico Fidal e Responsabile di Settore per Assindustria Sport), la Dott.ssa Stefania Zovato (Direttore UOSD Tumori Ereditari presso l’Istituto Oncologico Veneto I.R.C.C.S.), la Dott.ssa Antonella Brunello (Dirigente Medico 1° livello Oncologia Medica 1 presso l’Istituto Oncologico Veneto I.R.C.C.S.) e, infine, dalla UOC Medicina dello Sport Azienda Ospedaliera di Padova.

Qual è il messaggio di speranza e di coraggio che intendete trasmettere a chi sta affrontando la malattia o a chi, da quel tunnel è riuscita ad uscire dimostrando che nonostante cicli di terapia molto duri si può riprendere a correre?

Il messaggio che vogliamo trasmettere è insito nell’acronimo di RYLA, Run Your Life Again: dopo un momento di difficoltà si può tornare “a correre” la propria vita.
Selezioniamo la squadra almeno un anno prima per diverse ragioni. In primis per quanto riguarda l’allenamento: una maratona non si improvvisa, 42 km sono tanti e spesso abbiamo a che fare con strutture fisiche che non si sono dedicate allo sport in passato. L’obiettivo è far vivere con il sorriso la preparazione e il giorno della gara. Le nostre corse sono fatte di tante chiacchiere e sorrisi, di canti e balli (ecco perché parlavo di un gruppo colorato e rumoroso!). Per un malato oncologico, che misura il tempo in base alle date di ogni controllo medico, spostare l’asticella a un anno dopo… 12 mesi…è “tanta roba”! Tra 12 mesi sarai qui, starai bene e correrai 42 chilometri… Qualcosa che sembra incredibile…finchè non ce la fai!

Le nostre ragazze sono le testimoni che la vita può anche giocarci un brutto scherzo… ma poi, il buio della malattia lascerà spazio ad una vita colorata e tutta da vivere.

Tra due settimane si svolgerà la Padova Marathon? Che significato ha per voi correre a Padova?

Padova oltre ad essere la città dove è nata RYLA Onlus, è la città che ha ospitato la nostra primissima mezza maratona nel 2016.
Dal 2019 facciamo parte del Charity Program di Padova Marathon, il che significa che i nostri sostenitori possono correre o camminare le diverse distanze con un pettorale solidale, contribuendo alla raccolta fondi per la ricerca e cura del tumore al seno presso lo IOV di Padova (tutte le info su www.ryla.life).
Anche quest’anno il gruppo sarà impegnato nella Mezza Maratona, distanza che le componenti della quarta squadra si troveranno ad affrontare per la prima volta.

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