
Alberto Malesani: “Non mi manca il calcio, adesso è il momento della tranquillità e della serenità”
Stefano Bizzotto
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Alberto Malesani, 70 anni, è stato uno degli allenatori più in conosciuti del panorama calcistico nazionale negli anni ’90 e 2000. Sono undici le squadre, record condiviso con il romano Carlo Mazzone, che Malesani ha allenato in Serie A: Fiorentina, Parma, Hellas Verona, Modena, Udinese, Empoli, Siena, Bologna, Genoa, Palermo e Sassuolo. Nel 2020, dopo sei anni di inattività, ha deciso di ritirarsi definitivamente dalla carriera di allenatore.
Ex calciatore, tecnico e oggi imprenditore agricolo ha raccontato le sue innumerevoli vite in un incontro organizzato lo scorso 6 marzo a Palazzo Moroni, sede del Comune di Padova, su iniziativa del Consigliere Davide Meneghini, pensato per la promozione e il riconoscimento del valore dei protagonisti sportivi e dell'impresa nel nostro territorio.
Una fugace carriera da giocatore e i grandi successi da allenatore
Il suo rapporto con la palla che rotola su un prato verde Malesani lo ha iniziato da calciatore, toccando il picco massimo nel 1977 con la promozione in Serie C della veronese Audace San Michele. A 23 anni si è ritirato dal calcio professionistico, dopo essersi reso conto di non poterne diventare un protagonista.
Diventa allenatore quasi per caso. Un suo caro amico ormai scomparso, Silvano Domiro, gli proponeo di allenare gli Allievi del Verona Olimpia Montorio. Da lì un progressivo crescendo gli ha permesso di allenare il Chievo Verona in C, guidandolo alla promozione in Serie B, per poi passare alla Fiorentina in Serie A. Ma è con il Parma che Alberto Malesani ha raggiunto l’apice della sua carriera. Nel maggio del 1999 ha vinto con la squadra emiliana tre trofei: la Coppa Italia, la Supercoppa Italiana, ma soprattutto la Coppa Uefa in finale contro l’Olympique Marsiglia. Sempre in quell’anno magico entrò nel podio dei migliori allenatori UEFA, dietro a due leggende come Alex Ferguson e Valerij Lobanovs'kyj.
Valori e rimpianti ...
Si è individuato un rapporto di causalità tra le caratteristiche tecniche e umane di Alberto Malesani con la sua carriera ricca di alti e bassi.
Da un punto di vista calcistico è stato considerato un innovatore. Grazie ad un’esperienza di lavoro ad Amsterdam ha potuto ammirare il “calcio totale” olandese, che ha portato in Italia prima di tutti gli altri. In molti poi hanno preso spunto dal lavoro messo in pratica dall’ex-tecnico veronese.
A livello personale è ricordato per la sua autenticità. “Ho sdoganato l’esuberanza nel mondo del calcio”, ha affermato Malesani. Ed è proprio così. È famoso il video della conferenza stampa in Grecia, quando sedeva sulla panchina del Panathinaikos, in cui si è sfogato con i giornalisti che ridevano di lui dopo una sconfitta. È iconica anche la ripresa della sua corsa verso i tifosi dell’Hellas Verona dopo una vittoria per 3-2 contro i rivali del Chievo, allenato in passato dallo stesso Malesani. Sono le montagne russe vissute in carriera uno dei temi che ritornano nella vita dell’ex-tecnico.
Tra i rimpianti di Malesani c’è il fatto di non essere riuscito ad allenare il Milan, nonostante la chiamata rossonera durante la stagione 2001/2002, terminata col passaggio alla Serie cadetta sulla panchina dell’Hellas Verona. Questi insuccessi hanno portato Malesani a rinforzarsi ed a crescere come uomo. Oltre a ciò, il mondo del pallone gli ha lasciato un grande insieme di valori, che ha provato a racchiudere in poche parole.
Tra la gloria del passato e la felicità del presente
I ricordi più belli che Alberto Malesani ha della sua carriera sono la spedizione a Carrara con il Chievo per raggiungere la Serie B, e la vittoria della Coppa Uefa con il Parma.
Ora l’ex-allenatore è diventato da due anni anche ex-imprenditore perché ha ceduto l’azienda agricola, chiamata GiuVa in onore delle figlie Giulia e Valentina, che aveva fondato nel 2003. Ora trascorre le suen giornate tra una partita a golf, un giro in bicicletta, e partite a carte con gli amici.
“Non mi manca il calcio – conclude Malesani – adesso è il momento della tranquillità e della serenità!”
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