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Moreno Pesce, pronto per una nuova impresa

19 Febbraio 2025 - 11:36

 

Monia Pasqualetto
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Monia Pasqualetto

“Anche su una montagna tanto difficile, esiste sempre una possibilità, una via d’accesso per chi è pronto a combattere”. Così Moreno Pesce, atleta paralimpico, esperto ed appassionato di trail, vertical race e alpinismo, commenta quella che sarà la sua ennesima sfida: la risalita della pista Olimpia delle Tofane, uno dei percorsi più impegnativi di Cortina d’Ampezzo.

L’impresa che avrà luogo sabato prossimo, 22 febbraio, all’alba, nella pista che ogni anno ospita la Coppa del Mondo di sci femminile, vedrà impegnato l’intrepido atleta di Noale (VE) a risalire la nera affrontando pendenze che superano il 56%. Un percorso impegnativo per alpinisti ed escursionisti, incastonato tra le imponenti vette delle Dolomiti d’Ampezzo e che per Moreno, che ha subito l’amputazione della gamba sinistra a seguito di un tragico incidente stradale all’età di 21 anni, presenta sicuramente qualche difficoltà in più.

Ma, come racconta il suo curriculum, carico di imprese straordinarie, al limite dell’impossibile, l’atleta paralimpico crede fermamente che nessuna vetta sia davvero irraggiungibile, nemmeno per chi è affetto da una disabilità importante come la sua. Una sfida, fra le tante che ha sostenuto, che dimostrerà ancora una volta come i limiti possano essere superati con determinazione e resilienza e come anche la montagna più difficile possa essere scalata.

Ad affiancarlo nell’impresa, che gode di un permesso esclusivo da parte di ISTA Spa, società che gestisce gli impianti e le piste di Cortina e del patrocinio del Comune di Cortina, della Fondazione Cortina, del CIP e dell’A.N.A.O.A.I., ci saranno Lio De Nes, guida alpina e Jacopo Bernard, videomaker, che documenteranno ogni passo di questa avventura. 

"Questa salita rappresenta per me una nuova, grande sfida – ha dichiarato Pesce - Ho sempre osservato il profilo di questa pista incredibile, ma mai prima d’ora avevo avuto la possibilità di affrontarla. ISTA ha reso possibile questo sogno, permettendomi di dimostrare che, anche su una montagna tanto difficile, esiste sempre una possibilità, una via d’accesso per chi è pronto a combattere. Voglio mostrare a tutti, e in particolare a chi ha subito un incidente, che nessuna montagna è troppo alta da scalare."

Pesce affronterà la salita al buio, con una lampada frontale da sci alpinismo, utilizzando le stampelle per superare l’enorme pendenza salendo dal basso, passo dopo passo, con la sua protesi femorale. L'obiettivo finale sarà il Rifugio Pomedes, dopo aver superato un dislivello di 760 metri.

Ad attenderlo, in cima, ci sarà la figlia Elisa che gli consegnerà un piccolo ma significativo trofeo: una treccina di corda colorata che l’atleta pluripremiato legherà alla sua protesi, simbolo del suo ennesimo traguardo raggiunto e di un altro importante passo in avanti verso la conquista di se stesso.

Tagliato il traguardo, Pesce accenderà anche una fiaccola, fornita dall'A.N.M.A.O.A.I. (Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d'Italia), un gesto dal valore simbolico che rappresenta il fuoco dell’ardore e della determinazione: un fuoco che non si spegne mai, nemmeno dopo un grave incidente come quello che ha stravolto la sua vita e che sarà testimonianza della sua profonda  e indomita volontà, scevra da confini fisici e mentali. Un principio, questo, che sta alla base ed anima lo stesso ambizioso progetto Team3Gambe promosso proprio per condividere la sua esperienza con altri amputati, insegnando loro che la montagna è un luogo di crescita, di superamento e di vittoria.

Come da tradizione, l’atleta, che tra i tanti riconoscimenti ha ottenuto nel giugno 2023 il titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana, porterà nello zaino anche una bottiglia di Prosecco DOC che stapperà una volta raggiunta la cima, quando il sole sarà ormai già alto e l’Olimpia un traguardo tagliato.

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