
Al Checco Rugby si placca la violenza contro le donne
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Roberto Turetta
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Se per fermare la violenza di genere occorre soprattutto un massiccio cambio culturale, alla società Checco Rugby di Camposampiero vogliono darne impulso con una scritta in evidenza sulle magliette. L’iniziativa, partita nel 2019 per la categoria Seniores e in seguito diffusa anche tra le squadre giovanili, è stata chiamata “Placchiamo la violenza sulle donne”: parole queste che appaiono sulle divise dei giocatori, all’interno di uno sfondo rigorosamente rosa.
«Alla fine di ogni partita sentivo sempre i miei ragazzi intonare slogan e motti sessisti -spiega Antonio Cavallin, che fondò Checco Rugby nel 2007 e ne è l’attuale presidente-. Ero veramente stufo di tutto questo. E, visto che lo sport dovrebbe essere luogo di educazione e il rugby in particolar modo, ho pensato che fosse il momento di una svolta: bisognava partire dal linguaggio e dai gesti quotidiani, con qualcosa che fosse ben visibile come le uniformi che si indossano durante i match e che tutti vedono. All’inizio erano solo le maglie per il riscaldamento, poi abbiamo stampato anche quelle ufficiali. Quindi, siamo passati alla vendita delle stesse divise, il cui ricavato sarebbe stato destinato a qualche struttura a supporto delle donne vittima di violenza. I primi anni sono andati a Casa Viola di Rubano, poi abbiamo cercato anche altre realtà come la Fondazione Cecchettin nei mesi scorsi o il Centro Veneto Donna. Purtroppo, non è facile neanche fare del bene in questa maniera, la burocrazia spesso frena tutto».

Non è un problema soltanto di Cavallin e del suo Checco Rugby. «Peraltro, avevamo pensato ad altre iniziative in direzione del contrasto alla violenza, come la vendita di birre autoprodotte per tutto l'anno; anche in questo caso, assegnando i proventi a qualche associazione o struttura per il sociale».
In ogni caso, si va avanti con l'attività di sensibilizzazione. «La corrente domenica 15 dicembre abbiamo la "festa del rugby" dedicata ai piccoli del minirugby». Che vuol dire inculcare tanti valori sani fin dalla prima infanzia.
Tra l'altro, al Checco Rugby non mancano le rappresentative femminile. «Abbiamo un'under 14 solo di ragazze e pure una squadra di Rugby al tocco. Molto spesso ci ascoltano più facilmente» scherza Cavallin, lui stesso papà di due femmine e un maschio.
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