
Gleb Solomon, l'incubo della guerra e la grande passione per il karate
Monia Pasqualetto
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Non è padovana la storia del quindicenne ucraino Gleb Solomon. Ma ignorarla per questioni di territorialità vorrebbe dire rinunciare a diffondere i valori e la forza che lo sport, prima ancora dell’agonismo, rappresenta. Valori che possono essere di aiuto, esempio e stimolo per tanti ragazzi che hanno la fortuna di vivere in un Paese, l’Italia, nel quale l’offerta sportiva è ampia e strutturata ma a volte sottovalutata.
Gleb Solomon è un ragazzo Ucraino di 15 anni, scappato dalla guerra con sua madre, Oksana, già dai primi giorni del conflitto. Qualche giorno fa è balzato agli onori della cronaca sportiva aggiudicandosi la medaglia d’argento alla Karate 1 Youth League - Venice 2024, in scena a Jesolo tra il 4 e l’8 dicembre. È la sua seconda finale consecutiva in questo circuito di Coppa del Mondo giovanile (la precedente è stata nell’edizione svoltasi in Croazia a fine giugno scorso, ndr). Peraltro, al suo collo era finito anche l'argento ai recenti campionati nazionali ucraini cadetti.
Originario della cittadina di Chernivtsi, vicina al confine con la Romania, dal 2022 vive in un paese poco fuori Milano (Rovello Porro, in provincia di Como). Proprio lì abitava, ancor prima della guerra, una sua parente, e in Lombardia ha trovato la possibilità di continuare la sua grande passione. Era già un praticante di karate, allievo del Maestro Chobotar Valera (atleta della nazionale ucraina, ndr), ed è stato proprio il suo maestro a introdurlo al Maestro Massimiliano Ferrarini con il quale attualmente si allena presso la scuola Manara di Milano.
Da allora Gleb frequenta la palestra tutti i giorni - racconta con orgoglio di esser arrivato a Milano il 10 marzo del 2022 e di aver fatto il primo allenamento quattro giorni dopo- e il suo impegno gli ha permesso di diventare un piccolo campione nella categoria cadetti kumite 63 kg.
Gleb è particolarmente felice di aver disputato la finale di questa Youth League, insieme al suo compagno d’allenamento, che ormai considera come un fratello. Si tratta di Francesco Ferrarini, promessa del Karate Italiano, che ha invece conquistato l’oro nella categoria cadetti +70 kg. Una piccola curiosità: dopo aver battuto tutti i loro avversari nelle rispettive categorie di peso, si sono ritrovati a disputare le proprie finali uno di seguito all’altro.
“Oggi frequento la scuola superiore, mi sono iscritto all’Alberghiero”- racconta Gleb - “Cerco di tornare in Ucraina quando posso, per trovare mio papà che, come tutti gli uomini ucraini, non può lasciare il territorio, in quanto l’esercito può richiederne l’arruolamento anche con due soli giorni di preavviso. Ma il mio sogno è quello di non muovermi più e di restare in Italia: vorrei finire le superiori qui e migliorare giorno dopo giorno nel karate. Non vedo l’ora di sfidare nuovi avversari. Mi sto preparando per le imminenti gare in Slovacchia di qualificazione agli europei, come eventuale atleta della nazionale Ucraina. Il mio sogno è quello di vincere il campionato europeo, a febbraio in Polonia: mi impegnerò al massimo”.
La storia di Gleb è una delle tante che si sono vissute durante la Karate Venice Youth League, in scena a Jesolo dal 4 all’8 dicembre. Un’edizione, quella di quest’anno, che ha battuto ogni record con 921 club iscritti, provenienti da 81 nazioni. In tutto, gli atleti in gara sono stati 4.108, guidati da 908 allenatori.
Un mese prima, tra l’altro, sempre a Jesolo, si erano disputati anche i mondiali giovanili e aveva fatto scalpore a livello internazionale l’emozione della palestinese Mariam Bsharat, che aveva conquistato il primo titolo iridato per il suo Paese trionfando nella categoria cadetti Kumite 61 kg. Le immagini in cui indicava la bandiera nazionale cucita sul karategi bianco sono diventate virali tra i palestinesi e nel mondo arabo.
Sono storie, queste, nelle quali lo sport è in grado di andare davvero oltre la mera disciplina. Proprio per questo Multisport Veneto, la società che organizzerà anche la prossima Youth League (in programma a Jesolo dal 4 al 7 dicembre 2025) è orgogliosa che tra i ragazzi che vincono le medaglie ce ne siano diverse con storie tanto emozionanti.
“Il karate è utile per promuovere atteggiamenti e stili di vita inclusivi” – ha dichiarato il presidente del comitato organizzatore, Vladi Vardiero - “La grande presenza di pubblico sugli spalti, la passione delle persone del luogo e di tutti gli appassionati di questo meraviglioso sport ci ha commosso. Le storie di Miriam e Gleb sono solo due, ma ci sarebbero molti altri ragazzi che meritano visibilità per l’impegno costante, l’abnegazione e gli sforzi disciplinati ai quali si sottopongono per eccellere. Siamo grati anche a loro per l’esempio che danno. Troviamo più energia nel loro impegno che non in molti altri aspetti della vita. A Miriam e Gleb auguro di coronare i loro sogni”.
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