
Pallavolo Padova: forti, ma non ancora abbastanza
Roberto Guidetti
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Lo sport è spietato, nel senso che parla esclusivamente con i numeri. Che sono quelli del tabellino e non della narrazione dell'evento.
Prendete - ad esempio - la gara dell'ultimo turno di Superlega, disputata in una (come di consueto) affollata Kioene Arena di Padova. Reduce da due trasferte consecutive, Sonepar Padova ha affrontato una delle "corazzate" della pallavolo italiana, Gas Sales Blu Energy Piacenza, guidata da Andrea Anastasi.
La capolista, con 12 punti in 4 gare, è giunta ad affrontare la squadra di Cuttini per proseguire il suo trionfale cammino, come avrà pensato anche al termine del primo set, vinto non senza qualche affanno. Ma Padova quest'anno è (rispetto agli ultimi anni) una squadra diversa, che - come ha dimostrato anche contro un'altra super-avversaria del calibro di Perugia - sa tenere testa a compagini di livello, esprimendo un'ottima pallavolo.
Diversamente dalla gara contro Simone Giannelli e compagni, con Piacenza i bianconeri non solo si sono portati sul 2 a 1, ma hanno avuto anche la palla del match, annullata da un colpo di coda degli emiliani, trascinati dal canadese Maar (al termine, mvp della gara) e da un convincente Alessandro Bovolenta, figlio del compianto pallavolista bassopolesano Vigor, fino al successo al tie break dopo oltre due ore e mezza di gioco.
Ormai, il sestetto veneto non può più nascondersi: è una compagine equilibrata con giocatori di talento, tra cui spiccano Luca Porro e Velijko Masulovic, schiacciatore serbo (new entry stagionale), che ha confermato il suo assoluto valore. Coach Jacopo Cuttini può contare - oltretutto - su una panchina "lunga", forte di Stefani, Truocchio, il giovane Orioli e il brasiliano-israeliano Lieberman, ancora tutto da scoprire.
Nei prossimi due turni, Falaschi e compagni sono chiamati ad affrontare Cisterna (in trasferta) e Monza (ancora alla Kioene), che finora non sono riuscite a spiccare il volo, costrette nei bassifondi della graduatoria generale. Un'occasione propizia per tentare di incrementare il bottino in classifica, anche se il coach euganeo predica prudenza dopo sole 5 giornate. 7 punti sono un "tesoretto" discreto, anche se le occasioni mancate già fanno rimpiangere di non essere più in alto. Ma il dato importante resta: i nuovi acquisti si stanno comportando egregiamente, garantendo una competitività, che ha solo bisogno di alcune piccole correzioni non solo sul piano tecnico, ma anche dal punto di vista mentale.
Del resto, la differenza l'ha fatta - nel caso della gara di domenica, ma anche contro Civitanova e Perugia - l'attitudine della squadra di alto livello a vivere situazioni emotive di etrema intensità. E il pubblico è stato come sempre all'altezza, numeroso e entusiasta.
Il bilancio rimane comunque positivo - come si diceva - alla luce dello straordinario lavoro di preparazione, che la squadra ha seguito agli ordini di coach Cuttini, alla quinta stagione consecutiva sulla panchina euganea come primo allenatore. Ed è proprio il tecnico lombardo la prima certificazione di qualità del sestetto padovano, l'uomo che ha saputo crescere e formare giocatori di assoluto livello. Una stagione, quella in corso, destinata a riservare ancora grosse soddisfazioni a Sonepar Padova, destinata - crediamo - ad aprire un nuovo ciclo dopo tante stagioni di sofferenza.
I complimenti alla squadra euganea da parte di uno dei protagonisti del match di domenica 27, lo schiacciatore di Piacenza, Alessandro Bovolenta, nato a Roma, primo dei 5 figli del compianto Vigor, classe 1974, soprannominato il "gigante del Polesine", accasciatosi in campo a Macerata per un infarto il 24 marzo del 2012.
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