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Karate: Alvise Toniolo è vicecampione del mondo juniores

16 Ottobre 2024 - 10:49

 

Giovanni Pellecchia
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Giovanni Pellecchia

Si è fermato ad un passo il “sogno iridato” di Alvise Toniolo. Il giovane karateka padovano classe ‘97 (17 anni compiuti lo scorso luglio), che vive a Mottinello Nuovo con la famiglia (papà Fabrizio e mamma Viviana ed i tra fratelli maggiori tra cui gli altri due maschi Nicolò e Tommaso e la sorella Camilla) ed all’Itis di Bassano del Grappa studia meccanica e meccatronica, si è laureato vice-campione al Campionato del mondo giovanile di karate tenutosi a Jesolo.

Sabato 12 ottobre nel kumite (termine giapponese tradotto con “combattimento”, una delle tre componenti dell’allenamento nel karate insieme a kata e kihon, che prevede l’avversario), nella finale Juniores per il titolo mondiale classe di peso 68 kg, Toniolo si è arreso all’egiziano Mohamed Ashraf che si è imposto 11-1. Risultato forse fin troppo severo: il karateka padovano, infatti, ha scontato l’avvio di gara in salita; ma non si è mai arreso, ed anzi ha provato ad assumersi qualche rischio per tentare una difficile rimonta.

«C’è un po’ di rammarico per aver perso la finale - confessa Alvise - Ma penso di aver disputato delle belle eliminatorie. Non ho ancora realizzato di essere vicecampione del mondo. Ero conscio della mia forza e delle mie possibilità. La finale mondiale e la medaglia erano il mio obiettivo. Ciò comunque non cambia nulla, la vita va avanti. Non ho progetti a lungo termine, ma è chiaro che anche in futuro mi piacerebbe portare avanti la mia passione per il karate e vincere il più possibile».

Oltre e al di là del risultato, il percorso di Alvise Toniolo sul tatami del PalaTurismo di Jesolo è stato davvero incredibile. Il giovane karateka padovano, in forza alla società Germinal Sport Target di Castelfranco Veneto, realtà consolidata sul panorama nazionale e internazionale, è stato trascinato anche da una “torcida” del tifo composta dalla sua famiglia certo ma anche dai ragazzi, famiglie ed amici del gruppo Sport Target che assiepaano la tribuna.

“Alvin” è approdato alla finalissima sulla scorta di alcune gare entusiasmanti, futto del suo karate migliore: determinato e risoluto. Nel suo percorso, dopo un inizio un po’ contratto e “tattico” nel quale ha superato di misura lo statunitense Oliver Robinson (1-0), sempre nel girone eliminatorio si è imposto d’autorità anche sul russo Uladzislau Miskavetz (11-4) e sul bosniaco Ali Arnautovic (6-3); mentre nel tabellone ad eliminazione diretta, ha avuto la meglio sul giordano Aus Saif (10-2). Compiendo però un autentico “capolavoro” nella dura semifinale con il francese Hairiss Hierso, che era sembrato inizialmente poter avere la meglio: Toniolo, andato sotto 2-0, ha replicato colpo su colpo e piazzando anche un waza-azari (il secondo punteggio più alto che un atleta può raggiungere durante un combattimento, dietro solo l’ippon che quando assegnato determina la fine dell’incontro) si è portato sul 6-2; mentre nel finale, ha resisto con lucidità e nervi saldi al tentativo di rientro del transalpino, chiudendo vincitore 6-5.

«Sugli spalti c’era tutta la mia famiglia – rivela -: compreso mio nonno Camillo, che è stato il primo a spingermi a praticare il karate. Vedere tutta la squadra che fa il tifo per te è stata una grande emozione. È stato davvero bello. Mi hanno detto in tanti che ero supportato dalla miglior tifoseria in assoluto. Sicuramente è stato un incentivo a dare ancora di più sul tatami».

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«Tutto è nato dal fatto che mio nonno si era stancato di vedere i propri nipoti che facevano nuoto – spiega - Voleva che intraprendessi uno sport che mi permettesse di imparare a difendermi, così mi ha accompagnato ad un allenamento per provare il karate. Ho iniziato, quasi per scherzo, in una sede distaccata di Sport Target a Ca’ Onorai, Cittadella. Poi a 7-8 anni mi sono spostato, allenandomi in maniera stabile a Castelfranco Veneto. Non si aspettava nessuno che diventasse una cosa seria… ma al nonno ho già detto di prepararsi: punto a regalargli ancora tante emozioni e diverse medaglie».

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