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Il boom dell'arrampicata sportiva: una palestra d'eccellenza per il Boulder a Padova

21 Ottobre 2024 - 14:26
Giuliana Valerio
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Giuliana Valerio

In questi ultimi mesi l’arrampicata sportiva sta vivendo un momento di grande visibilità e successo, grazie soprattutto alle Olimpiadi di Parigi ma non solo: è una attività accessibile a ogni età, che richiede poca spesa, e che attira moltissimi giovani.

Ed è proprio a Padova che si trova una delle palestre più attrezzate e frequentate d’Italia, gestita da Intellighenzia Project A.S.D, la società sportiva che promuove il Boulder, una delle tre discipline di arrampicata sportiva. La palestra, da poco ampliata fino a raggiungere 1.500 metri quadrati di spazio e 12 settori in parete, è frequentata dai 5 mila iscritti, ponendo così la società ai primi posti in Italia per numero di praticanti.

Cosa sta facendo la fortuna di questa disciplina? Ne abbiamo parlato con il Presidente di Intellighenzia Project, Maurizio Camporese.

Presidente, siete partiti da molto lontano e registrate da anni numeri impressionanti.
Siamo nati nel 2004 e proprio quest’anno abbiamo festeggiato i 20 anni di attività. Eravamo una ventina di appassionati e avevamo costruito una piccola palestra nel garage di casa con piccoli percorsi di tre metri per tre. Non potevamo allenarci tutti insieme e così abbiamo deciso di prendere in affitto una porzione di un capannone.

Nel 2013 abbiamo fatto il primo ampliamento, seguito nel settembre scorso da un ulteriore intervento, che ci ha portato ad avere una palestra di 1500 metri quadrati. Uno spazio che ci premette di dare la possibilità di allenarsi a tutti i nostri 5.000 tesserati, con una frequenza in contemporanea di circa un centinaio di persone, che si fermano in media un paio d’ore, per un totale di 250 passaggi al giorno. Con l’ultimo intervento abbiamo voluto offrire non solo un luogo dove si fa sport, ma anche un ambiente accogliente, con un bar e spazi dove le persone si fermano a socializzare, chiacchierare e, perché no, studiare.

Sono numeri importanti…
Certo, infatti nel 2023 siamo stati premiati come l’associazione col maggior numero di tesserati in Italia, e continuiamo a crescere. Tra i nostri iscritti contiamo maschi e femmine in eguale misura, bambini dai cinque anni e anziani. Abbiamo due tesserati rispettivamente di 78 e 80 anni che si allenano regolarmente, e offriamo corsi di avvicinamento all’arrampicata, che introducono in maniera morbida, attraverso il gioco, l’attività per bambini e bambine dai 5 anni in su. La maggioranza dei pratIcanti sono giovani, nella fascia di età tra i 20 e i 35 anni, tra loro moltissimi studenti Erasmus. Ci tengo a sottolineare che siamo l’unica palestra in provincia di Padova e tra le pochissime nel Veneto.

Chi può accostarsi a questa disciplina?
Tutti, non sono necessarie particolari doti. L’arrampicata sembra uno sport di forza, ma fino ad un determinato grado è solo tecnica: se fai fatica e usi solo la forza è perché non hai imparato bene la tecnica. È uno sport ‘total body’, dove si utilizza ogni muscolo e ogni tendine, in armonia.Ci si basa su schemi motori di base, che insegniamo ai principianti. Applicandoli in sequenza si arriva ad avere una certa fluidità di arrampicata, acquisendo grazie alla tecnica grazia e leggerezza.

Cosa intende per schemi motori?
Sono dei movimenti che si fanno per risolvere una situazione che comporta un dispendio energetico troppo alto: stratagemmi, posizioni, sempre basati sulla percezione di sé nello spazio, sull’equilibrio e sulla conoscenza del proprio corpo. Insomma, bisogna imparare a scaricare il proprio peso e utilizzare la propria forza in modo equilibrato. Come si fa? Ci sono delle tecniche particolari: il piede va messo in un determinato modo, i movimenti vanno fatti in un determinato modo, il passaggio da un appiglio a un altro deve essere fatto in un determinato modo.

Si accennava al fatto che l’arrampicata sportiva comprende tre discipline.
Certamente. Ci sono lo Speed, la Lead e il Boulder, che al momento è l’unica che pratichiamo nella nostra palestra.
Lo Speed consiste in una gara di velocità su una parete verticale di 15 metri, con un percorso di 40 prese uguale in tutto il mondo. Da quest’anno è diventata disciplina olimpica e il record maschile appartiene allo statunitense Samuel Watson: 4,75 secondi.
Il Lead si pratica con corda, imbrago e moschettoni su pareti indoor alte dai 10 ai 18 metri. L’obiettivo è di arrivare alla fine del percorso, diverso ogni volta, nel minore tempo possibile. Vengono assegnati punteggi, con penalità.
Infine, c’è il Boulder, quella che pratichiamo noi. Le pareti sono alte fino a 4,5 metri, con un materasso di protezione alla base e si pratica senza imbrago o protezioni, c’è la libertà più assoluta. Non a caso il Boulder è la disciplina che ha più “appeal” tra i bambini e i giovani.

È uno sport costoso?
No, come detto non occorrono casco, imbragatura o ganci. Le uniche cose che servono sono un paio di scarpette, che possiamo anche fornire a noleggio e il magnesio, a disposizione gratuitamente in palestra.  Il boulder tra le discipline di arrampicata sportiva è la più immediata, la più facile da approcciare, e la più sicura: quando impari a cadere, ed è la prima cosa che insegniamo nei nostri corsi, non hai bisogno di imbraghi, che possono mettere un po’ a disagio. Inoltre parliamo di altezze … basse, che non creano problemi.

Quanto ci vuole per sentirsi a proprio agio in parete, e cominciare a divertirsi?
Pochissimo tempo, poche settimane. Noi consigliamo sempre di seguire un corso che aiuti ad applicare gli schemi motori. Di solito sono sei lezioni di un’ora e mezza, due volte a settimana. Insomma, dopo due mesi si è già in grado di arrampicare con soddisfazione. Quasi tutti, alla fine del corso, chiedono di fare subito un corso avanzato, ma noi lo sconsigliamo e li invitiamo a fare pratica. La pratica è importantissima e aiuta a costruire la parte tendinea che manca. Abbiamo 15 istruttori, che seguono sempre e comunque le persone in parete, consigliando le prese migliori, come dosare la forza… Insomma, se sai come comportarti, allora hai la strada spianata, se inizi per conto tuo è molto più difficile progredire, quindi bisogna iniziare, come per ogni sport, con il piede giusto.

La tecnica che si fa “indoor”, si può applicare in esterno, nelle pareti in montagna o sui Colli?
Il Boulder e la Lead si possono ‘tradurre’ anche nell’arrampicata su roccia. Fino a qualche anno fa si frequentavano le palestre indoor solo per allenarsi e prepararsi all’outdoor, e quando le pareti esterne non erano accessibili: quando piove, quando fa freddo non si può arrampicare. Insomma, per non perdere la forma e per migliorare la prestazione si arrampicava in palestra. Poi, da qualche anno, è cambiato tutto. Il 70% delle persone che vengono qua non sono mai andate e non andranno mai a scalare in parete. Vengono qui, si divertono, fanno potenziamento fisico, imparano delle tecniche. Certo, possono essere tecniche utili per fare delle ferrate, ma non è detto che questo sia lo scopo. È uno sport fine a se stesso, come fare pesi, solo che è molto più divertente, perché hai sempre nuovi percorsi.

I “boulder”, cioè l’insieme di prese, vengono spostate una volta alla settimana. Ogni “boulder” è composto da un set di prese, tutte della stessa marca e dello stesso colore. A quei blocchi si dà un grado in base al tipo di tracciatura, che viene fatta da un tecnico specializzato. Entriamo nei particolari con Edoardo Franco, Tracciatore da arrampicata sportiva per Intellighenzia Project, una delle figure più importanti all’interno della palestra, tanto quanto l’allenatore o l’istruttore.
Le pareti vengono divise in settori, ogni settore comprende un insieme di vie, di “boulder”. Le prese sono di diversa tipologia, di diverso colore, di diverse marche. Quando viene tracciato un “boulder”, viene creato un percorso che comprende obbligatoriamente una o due prese di partenza, quindi le prese del percorso dello stesso colore che identificano la via da percorrere, fino ad arrivare in cima alla parete dove c’è l’ultima presa, chiamata “top”, che si deve toccare con due mani. Prima dell’ampliamento qui c'erano sei settori, ora sono 12 e in una parete di 2,5 metri arriviamo a creare fino a 3.000 percorsi diversi. Le variabili sono infinite: la tipologia di presa, la difficoltà di tenuta della presa… A volte su gradi difficili si sposta di un solo centimetro, si gira di poco la presa, si cambia l’inclinazione della parete e cambia tutto. C’è una marea di possibilità.

 

Presidente Camporese, avete anche una sezione agonistica?
Certo, ci sono atleti che gareggiano nelle competizioni regionali e nazionali e una ragazza, una nostra promessa di 14 anni, è stata chiamata a fare parte della Nazionale giovanile, dove, due anni fa era entrato anche un nostro ragazzo. C’è poi un quindicenne, che si sta impegnando molto e sta andando molto bene. Ma per noi è solo l'inizio. Fino alla stagione scorsa, non avendo questi spazi, non potevamo offrire tanti corsi per i più piccoli perché non avevamo gli spazi per poterli fare lavorare in sicurezza. Ora invece ci stiamo lavorando, il vivaio si coltiva partendo dai bambini.

Torniamo alla nuova struttura. Non comprende solo le pareti, ma offre spazi di aggregazione, un bar, una palestra…
Negli anni abbiamo constatato che il nostro è uno sport molto aggregante e abbiamo voluto creare un luogo dove l’arrampicata è uno solo dei motivi perfrequentare la palestra. La sala Boulder, come noi la intendiamo, è più un parco giochi, dove fare una sfida con se stessi, o competizioni tra amici, dove anche se non ci si conosce, si chiacchiera, ci si scambia consigli, si creano gruppi. Moltissimi ragazzi si fermano qui a studiare o si incontrano, semplicemente.
Poi abbiamo una sala fitness, dove allenarsi e potenziare le abilità. Anche se ripeto che la maniera più facile per progredire nell’arrampicata è la pratica in parete, non l’utilizzo di macchine per diventare più potenti. Infine, un piccolo bar, con tavolini, e angoli dove si può sostare, leggere, studiare…

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Progetti per il futuro?
Abbiamo un grande obiettivo, cui stiamo lavorando assieme al Comune di Padova: la costruzione di una palestra di eccellenza, a livello nazionale, molto più grande di questa, con diversi servizi, e dove si potranno praticare tutte e tre le discipline: Lead, Speed e Boulder. Siamo ad uno stadio avanzato, abbiamo trovato i finanziatori e se tutto va bene tra due o tre anni avremo qui a Padova un nuovo palazzetto dedicato esclusivamente all’arrampicata sportiva.

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