
"Padova è pallavolo": una serata con appassionati, squadre e speaker d'eccezione
Roberto Guidetti
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Davvero una città nel segno della pallavolo, Padova, come ha confermato la serata, coordinata e presentaa dal giornalista Massimo Salmaso e promossa dalla FIPAV Padova alla Kioene Arena l'11 settembre scorso, in vista della ripresa della stagione agonistica.
Un movimento impressionante, quello espresso da capoluogo e provincia euganee, forte di 2070 ragazzi ed oltre 6300 ragazze per un totale di oltre 80 società e più di 1300 tecnici ed allenatori, che certificano il "peso" di una realtà tra le prime in Italia, come ha confermato lo stesso presidente della Federazione Nazionale del volley, la Fipav, Giuseppe Manfredi, tra i partecipanti al talk, alllestito nel palco, creato a favore della tribuna, affollata di atleti ed appassionati.
Perchè un momento significativo è stato dedicato alla presentazione delle diverse società del territorio, con cui il capoluogo ha ribadito il forte legame nel segno di una passione ed una voglia di rappresentare quest'area del Veneto e del Nord-Est fortemente ammirata nel resto della penisola.
Ma la serata, intitolata "Padova è...pallavolo", ha significato soprattutto il ricordo dell'impresa della Nazionale Femminile di Julio Velasco alle Olimpiadi di Parigi e dell'importanza di un movimento che, a livello nazionale ed internazionale, è sempre rimasto ai vertici negli ultimi 30 anni (a livello maschile) grazie anche al contributo di una Padova dove sono cresciuti grandi atleti della specialità.
Ma dove è soltanto "transitato" un altro degli ospiti della serata alla Kioene Arena, Andrea Zorzi, originario di Noale (Ve), alfiere di quella "generazione di fenomeni", capace di vincere tutto, ma arrivata soltanto a sfiorare però il titolo olimpico, autentica "maledizione" per una espressione sportiva, che rimarrà probabilmente inarrivabile.
Zorzi, da anni apprezzatissimo giornalista e commentatore televisivo per Sky, ha posto l'accento a proposito di aspetti sportivi cruciali come quella, che ha definito "cultura tossica della performance" a minare la salute fisica e mentale della giovane e del giovane, praticanti discipline sportive, vanificando quel ruolo educativo ed inclusivo che lo sport dovrebbe sempre avere.
"Zorro", il soprannome che gli è rimasto addosso anche non più da atleta, ha riconosciuto la necessità di una selettività, che però non diventi discriminatoria, nel senso che vincente e perdente non devono mai diventare due distinte categorie per esaltare e mortificare l'individuo.
A Zorzi, abbiamo chiesto cosa ne pensa della nuova Sonepar Padova.
Importante celebrare - in fase post-olimpica - i fasti di un movimento, acclamato in tutto il mondo quest'anno al femminile, e cercare di spiegare il deludente quarto posto dei ragazzi di Fefè De Giorgi a Parigi 2024. Ma non bisogna dimenticare un altro vincitore: Andrea Giani, della celebrata generazione dei fenomeni e compagno di squadra di Zorzi, che ha portato per mano la squadra francese maschile alla conquista dell'oro olimpico.
Sul palco della Kioene Arena, oltre a Manfredi e Zorzi, anche Luca Porro, rivelazione del volley italiano 2023-2024, fresco di Olimpiadi parigine, che, pur richiesto da squadre ben più blasonate, ha voluto rimanere per un'altra stagione all'ombra del Santo, e l'assessore comunale allo Sport, Diego Bonavina, già professionista nel mondo del calcio, il General Manager di Sonepar Padova, Stefano Santuz, ex-vecchia gloria della pallavolo cittadina e Jacopo Cuttini, alla quarta stagione da allenatore in prima della squadra euganea, militante in Superlega, al quale si deve l'indubbio merito di aver risollevato e mantenuto ai massimi livelli una formazione, che soltanto qualche stagione prima, aveva vissuto momenti estremamente difficili.
Cosa signnifica Padova per Jacopo Cuttini?
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