
78 ettari, 27 buche e 780 soci: il Golf Club Padova compie 60 anni
Giovanni Pellecchia
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Sessant'anni fa la prima pallina bianca toccò l'erba del Golf Club Padova e percorse le 18 buche regolamentari. Fu la prima volta per la provincia di Padova. Oggi l'impianto si estende su una superficie di 78 ettari, offre 27 buche e conta 780 soci e 400 giocatori. Un traguardo che il Club di Valsanzibio festeggerà con una grande festa il 7 settembre.
Sono una ventina i campi a 9 o 18 buche nel Veneto, quattro nella provincia di Padova: oltre al Golf Club di Padova, ci sono il Golf “Della Montecchia” (nato nel 1988, campo a 27 buche rinnovato nel 2022); il Golf “Terme di Galzignano” (campo a 9 buche, inaugurato nel 1999) e il Golf Club “Frassanelle” a Rovolon (campo a 18 buche). A questi si aggiunge il Golf Club “Colli Euganei” a Teolo, con il solo campo di pratica. Tutti nella splendida area dei Colli Euganei e con numeri di soci in costante crescita. D'altra parte questo sport detiene il primato mondiale, tra tutti gli sport, per numero di giocatori praticanti iscritti al mondo: 70 milioni!
E in Italia? Secondo i dati raccolti dalla Federazione Italiana Golf, nel 2022 sono stati 94.046 i golfisti italiani tesserati, un numero certamente più basso rispetto agli altri Paesi, ma in costante aumento: nel 2021 erano 92.420. Nel padovano i giocatori tesserati sono 900, un numero destinato a salire, dal momento che si sta lavorando per rendere queso sport sempre più accessibile.
In che modo? E' stata ormai abbandonata dappertutto o quasi in Italia la "quota immobiliare" o "diritto di gioco" che veniva richiesta “una-tantum” ed al momento di diventare membro del Circolo, chew rappresentava da sola un forte ostacolo a chi voleva approcciarsi a queso sport: oscillava tra i 2.000 ed i 20.000 euro. Oggi la quota di iscrizione o abbonamento (come in palestra o in qualsiasi altra società sportiva) ha un costo annuo che può variare tra i 1.000 fino a circa 2.500-3.000 euro annui, per i circoli più importanti. Inoolre, il costo delle lezioni è di 18-20 euro per una lezione individuale da 30 minuti con un professionista "assistente", e giunge fino ai 30-40 euro con un professionista con qualifica di Maestro. Come una lezione di tennis.
«Primo percorso di golf a Padova – ricorda il presidente Alvise Arvalli -, il Golf Club Euganeo nacque nel 1962 su iniziativa dell’industriale Igino Kofler e di un gruppo di appassionati golfisti. Oggi il percorso, che dal 1964 è denominato Golf Club Padova, è considerato tra i 20 migliori club italiani. Comprende 27 buche all’interno di un ambiente naturalistico paragonabile a un orto botanico: composto di 8.000 alberi e cespugli scelti, percorsi d’acqua ed ostacoli di sabbia, dipanandosi tutto all’interno del Parco Regionale Colli Euganei, recentemente insignito del riconoscimento UNESCO con l'iscrizione nella Lista delle Riserve Mondiali della Biodiversità».
Negli ultimi 30 anni, il circolo ha ospitato Campionati professionisti e dilettanti ed Open internazionali. «Tra questi – continua il presidente – il “Martini Open” nel 1989, 1990, 1991, gli Internazionali d’Italia Femminili nel 1994 e diversi Campionati nazionali individuali ed a squadre (ultimi in ordine di tempo il Campionato nazionale Ragazze del 2017 e del 2022, ndr) All’interno del Club, inoltre, un ampio spazio è dedicato all’attività agonistica giovanile: con corsi dai 6 anni in su e le squadre delle categorie Ragazzi, Assoluti, Seniores. Attualmente sono tesserati 400 giocatori tra i quali le campionesse italiane a squadre 2022 Giulia Bellini, Silvia Ballini, Diana Casartelli, Anna Schiavon e Matilde Crema, la campionessa italiana individuale 2021 Benedetta Moresco di recente passata al professionismo, ed il campione italiano seniores 2022 Marco Bellini (63enne, ha chiuso 2° nel 2024, ndr)».
Atleti di punta e giovani promesse possono contare, tra l’altro, su uno staff tecnico di prim’ordine: l’istruttore Alex Senoner ed il preparatore atletico della squadra agonistica Filippo Zucchetti (appena rientrato dalle Olimpiadi di Parigi 2024) vestono, infatti, anche “l’azzurro” rispettivamente in qualità di allenatore della Nazionale Femminile Dilettanti e preparatore della Nazionale Italiana di Golf.
Futuro roseo... anzi “verde": obiettivo, diventare il primo circolo green in Europa
«Per il prossimo futuro, è previsto l’investimento dedicato al potenziamento del settore agonistico con un progetto di tipo strutturale – svela lo stesso Arvalli -: la realizzazione di una “Academy” con tecnologie all’avanguardia (ad es. il campo indoor virtuale, ndr); nonché la riqualificazione degli spogliatoi e della sala sacche, e l’implementazione della sala fitness per la preparazione atletica e l’area dedicata al recupero ed ai trattamenti masso-fisioterapici. Puntiamo a confermarci ai vertici del panorama golfistico nazionale. Tutto ciò è raggiungibile attraverso una pianificazione pluriennale, basata su crescita e valorizzazione del vivaio agonistico giovanile: al quale, già oggi, dedichiamo 800 ore di attività didattiche. Siamo a disposizione, inoltre, per dimostrare che questo sport è molto più economicamente accessibile di quanto si pensi».

«Tra gli interventi in fase di progettazione – continua il presidente – c’è l’implementazione di tecnologie “green”: in particolare, impianti fotovoltaici e robot tagliaerba che miglioreranno la qualità del campo riducendo i costi operativi. Gli impianti fotovoltaici, con batterie di accumulo, saranno installati in parcheggio e avranno la doppia funzione di produzione ed accumulo di energia che protezione per le automobili, senza consumo di suolo. E’ previsto un investimento di circa 600 mila euro. Con parte dell’energia ricavata, inoltre, sarà possibile realizzare colonnine di ricarica ed alimentare le pompe di calore per il riscaldamento e raffrescamento. Le macchine operatrici saranno sostituite, per quanto possibile, da modelli elettrici. L’obiettivo è diventare il primo circolo “green” in Europa: totalmente “autosostenibile” per quanto riguarda utenze, impianti idrici del campo, macchine operatrici».
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