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Tennis: in Veneto quasi 500 tornei all’anno

29 Luglio 2024 - 10:59

 

Giovanni Pellecchia
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Giovanni Pellecchia

Per la prima volta nella sua storia, nel più suggestivo dei “grande slam”, l’Italia del Tennis ha raggiunto le semifinali sia nel tabellone maschile (Musetti) che in quello femminile (Paolini, sconfitta in finale). Ed a testimonianza dell’ottimo momento, passando dai campi d’erba londinesi a Parigi, i “colori azzurri” seppur privi della loro “punta di diamante” Sinner (ha dato forfait a causa della tonsillite, ndr) si candidano ad essere protagonisti anche alle Olimpiadi al via in questi giorni.

Spostiamoci dalle nostre parti. A metà luglio, praticamente in parallelo proprio a Wimbledon, i campi in terra rossa della Canottieri Padova hanno ospitato la 17. edizione del Torneo Itf maschile, montepremi 25.000 dollari e ripreso anche dalle telecamere Rai Tv e del canale monotematico SuperTennis.

Il torneo, con 32 tennisti nel tabellone di singolare (“Trofeo Alì”) e 16 coppie nel doppio (“Hdi Assicurazioni”), ha visto protagonisti alcuni “big”. Compreso un nutrito gruppetto di italiani: tra cui, oltre al 29enne sanremese Gianluca Mager ex numero 62 della classifica Atp (attualmente intorno al 300. posto) che ha vinto il “Canottieri Padova Open”, c’erano Enrico Dalla Valle (247), Federico Gaio (387), Giovanni Oradini (399) e Jacopo Berrettini (512) “fratello d’arte” del più noto Matteo.

L’attenzione di tutti i tifosi e gli appassionati padovani (presenti numerosi), però, era rivolta ai “beniamini di casa” punti di forza della Canottieri Padova in serie A2: Kirill Kivattsev, russo di nascita ma da diversi anni in città, ed il padovano doc Luca Giacomini, cresciuto nel vivaio sui campi del circolo di via Polveriera (zona Voltabrusegana). Quest’ultimo, complice un sorteggio non benevolo, è uscito al primo turno in singolo (con lo slovacco Martin, ex n. 93 Atp), ma si è riscattato nel doppio: dove, in coppia con Oradini, è approdato alla finale, tutta italiana, poi persa contro la coppia Noah Perfetti-Gianluca Cadenasso (6-3, 6-4).

Alle premiazioni di questo importante torneo internazionale erano presenti il presidente Canottieri Andrea Massaggia,  il vice-presidente della Fitp Veneto Alessandro Zambon, ed i tre direttori (del torneo Stefano Paiaro, tecnico Fabrizio Ciralli e della sede del circolo Rossano Galtarossa).

«Un torneo di grande livello con giocatori che non si sono risparmiati ed hanno lottato fino all'ultimo – rivendicava con una punta d’orgoglio il presidente della Canottieri -: questa edizione testimonia l'impegno del circolo nell'organizzare manifestazioni di questa portata. Nel cassetto abbiamo un “sogno”, qualcosa di ancora più grande per la 18. edizione dell'anno prossimo».

«Complimenti alla Canottieri perché non è da tutti arrivare alla 17. edizione di un torneo – ha ribadito Zambon –: un ringraziamento per quello che ha fatto, che sta facendo e che farà». Proprio con il vicepresidente regionale Alessandro Zambon, delegato per la nostra provincia e responsabile dell’attività dei tornei, abbiamo provato a tracciare un bilancio generale sullo “stato di salute” del Tennis in Veneto e, più nello specifico, di Padova e provincia.

«Il movimento in regione va davvero alla grande – evidenzia soddisfatto -: dal Covid in poi (il tennis era stato tra i pochi sport non costretti a fermarsi durante il lockdown, ndr), tra tennis e padel, il numero totale di tesserati ha avuto letteralmente un’esplosione passando da 40 a 50mila tra non agonisti e agonisti. Di questi ultimi, attualmente 9.500 sono nel tennis e 1.800 circa nel padel, sport ancora giovane ed in ascesa data la sua maggiore “semplicità”. Per un totale di 44 società con diritto di voto, un dato aggiornato proprio in questi giorni in vista delle prossime elezioni nazionali del 1° settembre a cui seguiranno quelle regionali, e che non tiene conto delle società riaffiliate più di recente».

Numeri testimoniati anche dal volume di tornei che si tengono in Veneto… «Ormai quasi 500 l’anno, siamo un “cantiere sempre aperto” – conferma Zambon -: se prima avevamo fissato a fine novembre-inizi dicembre la data di scadenza per farne richiesta, abbiamo dovuto dimostrarci più… elastici. Credo che, anche se forse altre regioni non tengono un vero e proprio elenco, il Veneto sia ai primi posti con Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte. Organizzare il Calendario, tra l’altro, risulta sempre più complicato e difficile; rappresenta un autentico “rompicapo”: dobbiamo dedicarci tanto tempo, anche per evitare le sovrapposizioni che, inevitabilmente, costringerebbero gli atleti a dover fare delle scelte. Padova ed in parte Vicenza, tra l’altro, vista la “posizione strategica” viene preferita quasi sempre per le manifestazioni a carattere regionale: nello scorso mese di maggio, abbiamo organizzato i Campionati Regionali 2024». Nello specifico: ad Este, quelli Under 13-14-15-16; a Maserà, invece, per Under 10-11-12 maschili e femminili (142 atleti).

All’orizzonte, visto tutto questo “volume”, si scorge qualche “campioncino”? «A livello padovano sono tre le società più strutturate: la Canottieri ed il Tennis Club Padova, che a livello senior partecipano rispettivamente con una loro prima squadra al campionato di serie A2 maschile (nel 2014 raggiunta anche dal Tennis San Paolo, ndr) ed A1 femminile; più l’Accademia Tc Plesbiscito, che a livello giovanile quest’anno ha vinto più titoli ed alle Final four di Verona del 29-30 giugno scorsi si è aggiudicato il titolo regionale e la “Coppa Bertagna” (quarto anno consecutivo grazie al titolo regionale U14 maschile e U16 femminile più il terzo posto U12F, ndr). Ragazzi bravi ed interessanti ce ne sono: preferisco non fare nomi anche per non dimenticarne o fare torto a qualcuno… Ma, va detto, quando partecipiamo come Rappresentativa Veneta non andiamo mai oltre il 5°-6° posto. Mi basterebbe salire sul podio! Campioni come Sinner e la Paolini all’orizzonte non se ne vedono; anzi, bisogna risalire ai tempi della Garbin e di Furlan (rispettivamente 25° nella classifica Atp femminile nel lontano 2011 e 19° in quella maschile nel 1996 ed attuale allenatore della stessa Paolini, ndr). Questo, obiettivamente, rappresenta l’unico vero rammarico: anche perché strutture, risorse economiche e bravi maestri in regione di certo non mancano... Diciamo che ora confidiamo in un po’ di fortuna e qualche “gene” buono».

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