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Giuliana Voltan e la sua rivincita sulla sclerosi multipla

23 Luglio 2024 - 18:04

 

Monia Pasqualetto
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Monia Pasqualetto

Una malattia invalidante e un grande sogno che diventa realtà. Sarà raccontata in un cortometraggio la storia di Giuliana Voltan, 55 anni di Treviso, da molti anni affetta da sclerosi multipla. Lo scorso maggio è riuscita a portare a termine un’impresa sportiva impensabile fino ad un paio di anni fa. E’ partita da Piazza del Grano (Treviso) e ha raggiunto in Kickbike, un incrocio tra una bicicletta e un monopattino, la località di Lio Piccolo (Cavallino-Treporti) costeggiando il fiume Sile e percorrendo una distanza complessiva di circa 80 chilometri.

Il progetto, denominato “Le uniche ruote che voglio” (in contrapposizione alle ruote della carrozzina, ndr), è stata possibile grazie alla grande forza di volontà di Giuliana e a Nicola Zamuner, campione mondiale di canoa e preparatore atletico, che ha creduto fin da subito in un’impresa che sembrava destinata a rimanere nel limbo dei desiderata.

“Giuliana due anni fa si muoveva grazie all’uso di stampelle – ha dichiarato il trainer trevigiano – Sognava di fare qualcosa di importante. Siamo partiti con tre mesi di fisioterapia e poi, gradualmente, abbiamo iniziato un blando allenamento posturale”.

Zamuner non è nuovo a sfide sportive importanti: dalle attraversate oceaniche in canoa alle Hawaii, a quelle nell’Adriatico fino all’ultima, la più lunga ed impegnativa, in Olanda dove ha percorso in sup 220 chilometri tra i canali della Fresia. Sapeva che con Giuliana poteva realizzare una grande impresa, prima ancora che in termini sportivi sotto il profilo della crescita personale. Ma doveva trovare il giusto percorso, anche dal punto di vista della preparazione atletica, e il mezzo più idoneo alle condizioni fisiche di Giuliana. E’ un grande esperto (allenatore e lui per primo atleta impegnato in gare internazionali) di canoa e sup ma ha escluso da subito queste discipline per Giuliana.

“L’equilibrio per le persone affette da sclerosi multipla è compromesso – ha precisato Zamuner – Le persone che soffrono di questa patologia possono avere problemi di vista e la capacità di movimento è limitata. Il rischio di caduta è dunque molto alto. Ho pensato pertanto di inventarmi qualcosa che fosse adatto al suo problema.”

L’idea della Kickbike ha iniziato, dunque, a prendere forma ma l’allenamento doveva partire dalle basi. All’inizio esercizi semplici ma mirati ad improntare il lavoro che poi Giuliana avrebbe fatto sulla kickbike. Il primo step, durato due lunghi mesi, ha previsto un chilometro alla settimana. Poi i chilometri sono via via aumentati a due, quindi a tre, quattro… “E’ stato un lavoro continuo non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico e basato molto sul carico dell’equilibrio” – ha ammesso il trainer.

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A fianco di Giuliana e Zamuner ha lavorato in realtà un team di persone, composto in primis da medici ed esperti (la stessa Ulss 2 Marca Trevigiana ha dato il patrocinio all’iniziativa) che hanno sempre tenuto monitorati vari parametri, non solo a livello cardiologico e respiratorio con strumentazioni hi-tech, ma anche con altri studi specifici.

“Ho capito che Giuliana poteva farcela – ha detto il coach – Abbiamo lavorato molto a livello psicologico per eliminare le barriere mentali che potevano ostacolare la realizzazione dell’impresa”. In quest’ottica, per dare un’iniezione di fiducia ed autostima, Zamuner ha pensato di iscrivere l’atleta ad una gara internazionale e in Repubblica Ceca Giuliana ha conquistato un secondo posto ai Campionati europei. Non è stata l’unica competizione, tant’è che la 55enne trevigiana ha vinto nello stesso anno anche il titolo italiano di Kickbike.

In collaborazione con lo studio legale di Enrico Amoroso, Zamuner ha deciso quindi che era giunto il momento di tentare l’impresa sportiva e ha dato il via a “Le uniche ruote che voglio”.

Giuliana due mesi fa è riuscita a completare un percorso di 80 chilometri, costeggiando il fiume Sile, partendo da Treviso e tagliando il suo personale traguardo a Lio Piccolo. Un traguardo che è una vittoria per Giuliana e un motivo di speranza e coraggio per tante altre persone che lottano ogni giorno contro la sclerosi multipla e altre malattie invalidanti.

Ad impresa conclusa e al di là delle medaglie e dei risultati prettamente sportivi, ciò che Zamuner porta nel cuore di questa esperienza è sicuramente il grande valore umano.

“Giuliana mi ha dato molto in termini sportivi ma anche e soprattutto come persona – ha concluso l’allenatore – La speranza è di essere riuscito anch’io a lasciare a lei qualcosa di altrettanto importante”.

Ora, è in fase di realizzazione un cortometraggio che sarà poi divulgato con l’organizzazione di una serie di serate informative e di solidarietà che andranno a sostenere la ricerca contro la sclerosi multipla. Oltre ai due protagonisti, parteciperà anche tutto il team che a vario titolo ha contribuito a raggiungere un risultato così straordinario.

Testimonial dell’evento saranno Sabrina Salerno e Red Canzian.

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