
Calcio e inclusione sociale: Pallalpiede ha “ospitato” il Venezia ed il Crv FIGC
Giovanni Pellecchia
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Lo sport, e nel caso specifico il calcio, può svolgere un ruolo fondamentale di inclusione e “recupero” sociale.
Ne è convinta Polisportiva Pallalpiede che quest'anno festeggia 10 anni di vita, un progetto, a suo modo unico in Italia e reso possibile dal sostegno delle istituzioni (civili e sportive) e degli sponsor, che ha visto nascere un’Asd all’interno del carcere Due Palazzi di Padova per disputare il campionato di Terza categoria provinciale.
Questa squadra di calcio, il 20 febbraio è stata celebrata da… una “visita” speciale. Ha ricevuto, infatti, il Venezia Fc di serie B (attualmente terzo in classifica, in piena lotta per la promozione in A) e una delegazione del Comitato regionale veneto Lnd della Federazione italiana giuoco calcio. La società lagunare ha consegnato una fornitura di palloni, come aveva promesso nel novembre scorso alla presenza del presidente nazionale Giancarlo Abete.
«Il coraggio, la forza, la costanza e, aggiungo, il quarto: la resilienza – sintetizza l’obiettivo del progetto la presidente Lara Mottarlini - Che dire? E’ un'esperienza bellissima, partita dieci anni fa alla grande. Ora però la difficoltà più grande è quella di mantenere in piedi un progetto che ha bisogno di risorse umane e risorse economiche (lo scorso campionato, forse il più importante arrivando dopo due anni di stop causa Covid, è stato reso possibile solo dall’intervento di Fabio Campagnolo della Fratelli Campagnolo, ndr). Abbiamo sempre bisogno di persone, di aiuti, quindi non lasciateci soli! Ringraziamo tantissimo la direzione del carcere, la FIGC e il Comitato Regionale Veneto nella persona di Bepi Ruzza e dei delegati di Padova: continuate a credere in noi, non lasciateci da soli perché veramente il calcio fa miracoli!».
«Il pallone è il nostro strumento del gioco e del divertimento - ha evidenziato Gianluca Santaniello, business director del Venezia FC - Siamo impegnati nelle iniziative sociali per la comunità e abbiamo raccolto l'invito al presidente regionale della LND Bepi Ruzza che accompagniamo sempre con piacere quando ci sono iniziative sul territorio; in questo caso anche al di fuori della Città metropolitana di Venezia, ma proprio a simboleggiare come il calcio non abbia confini».
Oltre alla consegna dei palloni, emozionante il momento dello scambio dei gagliardetti e delle maglie: quando Nunzio Lella, centrocampista dei lagunari, ha consegnato quella del bomber finlandese Joel Pohjampalo (attuale capocannoniere della B con 13 reti), con l'augurio che possa essere di buon auspicio per entrambe le compagini.
Una classifica...speciale
In realtà, l’Asd Pallalpiede non può essere promossa in serie superiore (Seconda categoria). La sua è una classifica speciale (con l’asterisco, fuori classifica): per ragioni di sicurezza deve disputare tutte le gare in casa, con un pubblico composto dai detenuti di un determinato settore del carcere e i collaboratori della Polisportiva. Ma la squadra, comunque, ha già vinto: più che per i risultati sul campo, dove un anno (stagione 2018-19) vinse il campionato ed in questo è a ridosso della zona play off, proprio per il suo “messaggio”.
In sette delle stagioni fin qui disputate, si è aggiudicata la Coppa Disciplina: che la Federazione assegna per il fair play e l’atteggiamento; e nel settembre scorso, ha ricevuto anche il prestigioso Fair Play 2023 Panathlon Padova (come recita la motivazione: «testimonianza concreta non solo di un traguardo sportivo ma anche del risultato di un sistema che ha per fondamento il rispetto delle regole e del Fair Play»).
«Il progetto è importante e lungo – ricorda, a tal proposito, il presidente del Comitato Regionale Veneto Giuseppe Ruzza -: perché, ininterrottamente dal 2014, credo sia l'unica squadra in Italia riconosciuta ufficialmente della FIGC e che svolge il campionato con la Delegazione provinciale di Padova. Vincendo quasi sempre la Coppa Disciplina. Al di là del pubblico, anche i giocatori sono sempre corretti: nessuna squadra ha protestato: vengono tutti volentieri perchè, questo ci fa piacere, la solidarietà nei confronti di chi è secondo paga sempre».
«La Coppa Disciplina è per noi la vera Champions League – aggiunge il dirigente e factotum della Polisportiva Andrea Zangirolami - Le regole del gioco sono anche “le regole della vita”: quindi rispetto dell’altro e delle regole, accettare le decisioni dell'arbitro che spesso non si condividono; rispettare l’avversario e incontrare un mondo civile che il sabato entra qui, in casa di reclusione, per disputare una partita».
Le esperienze con l'esterno
L’apertura all’esterno (il cosiddetto mondo civile appunto) e la libertà sono l’altro “messaggio” alla base del progetto. Quella con il Venezia, infatti, non è stata un’iniziativa isolata: Pallalpiede, che in un futuro potrebbe far nascere anche la formazione femminile all’interno del Due Palazzi e spera di potersi “gemellare” con le due principali realtà vicine (Padova e Cittadella), ha già incontrato nel recente passato squadre di professionisti e non: a maggio scorso, le tre amichevoli con AIA Associazione Arbitri sezione di Padova, Postini e Frati del “Messaggero di Sant’Antonio”; a fine settembre, invece, l’allenamento con l’Union Clodiense Sottomarina.
Anche se, inevitabilmente, le complicazioni non mancano: il “mercato” della squadra, che si allena due volte a settimana, resta sempre “aperto” tra arrivi e partenze o meglio, si spera, addii (almeno una volta al mese); e durante la stagione – visti i colloqui con avvocato e familiari – problemi di formazione possono sorgere all’ultimo momento.
Anche per questo, sono fondamentali la passione e l’entusiasmo di chi da ben otto anni è il “nocchiero” di questa squadra: Fernando Badon, padovano di Saonara, 60 anni il prossimo agosto, ex calciatore professionista. «Questo sport è la cosa più democratica che ci possa essere: perché nello spogliatoio, qualsiasi sia la categoria e il luogo, è sempre una squadra di calcio con l’obiettivo della vittoria o dello stare assieme. Noi giochiamo sempre in casa, nel nostro piccolo “San Siro”: qui le squadre arrivano agguerrite, sia all’andata che al ritorno. Speriamo che un giorno questi ragazzi possano assaporare il gusto di andare in trasferta. In questa che io definisco una “città nella città”, con 6-700 detenuti, Pallalpiede è diventata la mascotte dell’istituto. Se vinciamo o perdiamo ci sono gli sfottò, ma è un motivo valido per parlare non solo di pene, magistrati, avvocati e cose dolorose, ma anche d’altro».
Foto di Matilde Bicciato
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