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Boulder: lo spettacolo dell'arrampicata sportiva

26 Febbraio 2024 - 11:25
Giovanni Pellecchia
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Giovanni Pellecchia

Dopo il lungo stop invernale, ha preso il via la nuova stagione del Boulder 2024.

L’arrampicata boulder o Bouldering (in inglese masso), è un’arrampicata sportiva legata ad una sfida fisica e mentale. Forza e coordinazione vanno di pari passo. Gli esercizi si basano su pochi movimenti.

Già dagli anni ‘30 gli alpinisti si allenavano indoor per migliorare il loro livello tecnico delle scalate; durante gli anni ‘70, invece, è divenuta un’attività sempre più diffusa e praticata, progressivamente arricchitasi di difficoltà. Nel 2020 ha fatto il suo esordio anche alle Olimpiadi di Tokyo.

In Italia, a seguito della prima competizione di arrampicata sportiva nel 1985 a Bardonecchia, nacque l'embrione della FASI Federazione Arrampicata Sportiva Italiana  che nel 1990 ha ricevuto il riconoscimento di disciplina associata al Coni. Sotto l’egida italiana, nel 2007 è nata poi la Federazione Internazionale IFSC che oggi conta 74 federazioni nazionali.

La prima tappa della Coppa Italia, in parete canpionesse e campioni

Nel fine settimana del 10 e 11 febbraio, il “Crazy Center” di Prato ha ospitato una Coppa Italia Boulder emozionante e ad alto tasso di difficoltà.

Dopo le qualifiche, le 24 semifinaliste hanno esibito le “carte” migliori. Tra le sei finaliste, è stato un “testa a testa” tra Federica Papetti (Rock Brescia Asd) e Giulia Medici (Ssd Sport Promotion). Papetti, che dopo gli ottimi risultati in azzurro giovanili (3° posto ai Campionati Europei di Helsinki, 8° ai Mondiali di Seoul) è approdata in Nazionale senior dove l’anno scorso ha vinto un oro, un argento ed un bronzo in Coppa Italia (chiudendo seconda assoluta), è salita sul gradino più alto.

Sabato 17 febbraio, invece, al centro “Big Walls” di Brugherio (Milano) partenza “col botto” per la Coppa Italia Speed.

La prima “tappa” ha visto oltre sessanta atleti provenienti da tutta Italia: 37 velocisti e 26 velociste. La “punta di diamante” della velocità azzurra, Matteo Zurloni, che campione del Mondo e già qualificato per le Olimpiadi è un modello di riferimento per tutti gli agonisti nella Speed, nella finale per il terzo posto - dopo l’inciampo in semifinale - ha emozionato i presenti facendo registrare con 4.95” il nuovo record italiano (prima volta in Italia sotto i 5 secondi!) che ritocca il suo precedente, a soli 5 centesimi dal record del mondo.
Anche altri suoi compagni della squadra Elite ambiscono alla qualificazione olimpica; tra loro: Ludovico Fossali (Esercito), ex campione del Mondo 2019 che ha disputato alle Olimpiadi di Tokyo; Gian Luca Zodda (Fiamme Oro), campione italiano 2022, che ha vinto la medaglia d’argento dietro Rontini; ed Alessandro Boulos (Gruppo Rocciatori Piaz).

E nel femminile le due “punte rosa” dell’arrampicata veloce azzurra che hanno animato la finale: Giulia Randi (Esercito), vice-campionessa italiana nel triennio 2021-2022-2023 e mondiale giovanile 2021, a Brugherio vincitrice; e Beatrice Colli (Fiamme Oro), campionessa del Mondo giovanile 2021 e 2022 oltre ad essere campionessa italiana 2021-2022-2023 e bronzo agli Europei di Cracovia 2023, detentrice della Coppa Italia assoluta e del record italiano femminile, che invece è caduta.

I prossimi appuntamenti con l’arrampicata, dopo il  24-25 febbraio alla “Deva Wall” di Ferrara per la Coppa Italia Boulder dove hanno trionfato Michael Piccolruaz e Giulia Mediciil 9-10 marzo alla Vertikale di Bressanone, cui seguirà il Campionato Italiano Boulder, alla Monkey Island di Roma, il 23-24 marzo. Per la seconda tappa di Coppa Italia Speed a Casalecchio di Reno bisognerà attendere il 27 aprile. Da lì in poi si apriranno le competizioni internazionali di Boulder: Coppa Europa in Francia, Coppa Europa Giovanile a Curno (BG) e Coppa del Mondo in Cina.

Il Boulder a Padova

La città del Santo può contare due società di boulder.

La “storica” Asd Arrampicata Sportiva Padova, nata nel 1997 ed affiliata FASI, ha sede in via Pelosa 74 (zona Aeroporto) nell’Impianto sportivo “Filippo Raciti” – Parco Brentella.
La società del presidente Andrea Gabrielli promuove, sia indoor che outdoor, l’arrampicata sportiva e più in generale lo sport come “mezzo di trasmissione di valori per socializzare, crescere e confrontarsi con i propri limiti. Organizza corsi per tutte le età (ragazze e ragazzi dagli 8 anni) e – grazie ad un gruppo di volontari appassionati – gestisce l’unica parete artificiale per l’arrampicata sportiva all’aperto.
Ed Intellighenzia Project in Corso Tre Venezie 20 (zona Arcella). Da vent’anni (2004), come rivendica con orgoglio, “la migliore palestra di arrampicata sportiva a Padova”. Una struttura indoor che, un po’ alla volta, è stata migliorata (nuovi pannelli, nuova prese e spazi) di pari passo con la crescita di questo sport e della stessa associazione. Dispone di quasi 600 mq arrampicabili ed è possibile allenarsi su blocchi o circuiti, nella zona per l’allenamento “a secco” che vanta anche – di recentre costruzione –: pan Güllich, zona travi e Moonboard con kit-led.

Cos'è il Boulder

Il sassismo, detto all’italiana, è un’attività libera (e forse per questo in costante crescita!), svolta su una parete non troppo alta di 4-5 metri da giovani agonisti, studenti, e climbers veterani. L’obiettivo non è tanto la cima, bensì la tecnica: contano perciò molto sia la coordinazione che (perchè no?) un po’ di furbizia… Altre doti necessarie per le sfide sono: bilanciamento, forza e fluidità.

Diversi i vantaggi che questa pratica sportiva comporta: oltre a far bruciare calorie, infatti, tonifica gambe e glutei; aumenta flessibilità e coordinazione; aiuta a migliorare l’attenzione e la concentrazione. In generale, dunque, fornisce un giovamento complessivo: non solo a livello fisico, ma anche mentale.

Si può praticare appunto indoor, senza caschetti o imbracatura, ma occorrono: scarpe specifiche, materassini di protezione situati a terra sotto la parete (detti “crash pad”), la magnesite per eliminare il sudore delle mani ed aiutarsi nelle prese, e possibilmente un orologio da fitness (per monitorare il corpo) e l’assistenza di un “paratore”, un altro scalatore che segue l’attività aiutando ad evitare cadute.
I blocchi sulla parete o “prese”, per rendere più facile il loro riconoscerli, sono tracciati con colori differenti (alla partenza, tra l’altro, sono segnati da un cartellino che reca informazioni generali: grado, colore, tracciatore e data) secondo una scala di gradazione semplice e immediata. Le difficoltà indicate dalle lettere dell’alfabeto: i blocchi più facili sono gli A, poi i B e così via; in palestra si possono trovare quasi 100 blocchi di differenti difficoltà. Si inizia con lo start e si finisce con il top, blocco che si considera chiuso dopo che è stato tenuto con entrambe le mani per un tot di secondi. 

Foto: Federclimb

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