
Valentina Cafolla entra nella storia
Monia Pasqualetto
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Mente lucida, nervi saldi, determinazione al raggiungimento degli obiettivi, prestanza atletica, un anno e mezzo di allenamenti intensivi. La 27enne apneista croata Valentina Cafolla ci ha creduto fino in fondo ed è riuscita in un’impresa sportiva che definire difficile sarebbe un eufemismo.
Nelle gelide acque del lago di Anterselva (Bolzano) ha stabilito in due giorni due record mondiali. Venerdì 23 febbraio il primo trionfo con il nuovo record di Apnea Dinamica con Monopinna sancito con una distanza di ben 140 metri. Una misura straordinaria che supera ampiamente i 126 metri della giapponese Yasuko Ozeki. Ieri, sabato 23 settembre, la replica con il nuovo record assoluto di Apnea Dinamica sotto il ghiaccio con doppia pinna, ufficializzato a 80 metri.
E’ la prima volta nella storia che vengono conquistati due record under-ice in quota nello stesso week end. La Cafolla, che ha scelto l’Italia sia come location per stabilire i primati che per le attrezzature, tutte all’avanguardia prodotte da un’azienda genovese, entra così di diritto negli annali dei grandi campioni dell’apnea e della subacquea.
Durissima la preparazione della campionessa, più volte premiata in passato e non nuova a record di categoria, sia dal punto di vista atletico che psicologico. “L’apnea è uno sport molto specifico e serve molto allenamento in acqua per sviluppare il diving-reflex (riflesso di immersione, ndr) nel migliore dei modi ma anche tanta palestra che prende una grande parte degli allenamenti – aveva dichiarato la campionessa qualche giorno prima dell’impresa – Nell’acqua non si riescono a sviluppare tutte le capacità motorie che servono nell’apnea e, dunque, il lavoro in palestra diventa fondamentale. Bisogna poi tenere conto che per fare immersione sotto il ghiaccio il corpo va abituato ad un ambiente totalmente estraneo. Gli allenamenti devono essere pertanto più intensi.”
Grande soddisfazione per il risultato raggiunto è stata espressa dal numeroso staff che segue e accompagna Valentina nel suo percorso sportivo, in primis dal club Croatia-Apnea. A rendere spettacolare la sfida è stata anche la stretta correlazione alla tematica ambientale da sempre all’attenzione della giovane apneista. “Credo che gli sportivi, che vengono presi spesso come esempi, dovrebbero parlare di più del riscaldamento globale e del cambiamento climatico – ha puntualizzato la Cafolla – Con le mie imprese spero di riuscire a sensibilizzare gli sportivi e soprattutto i giovani che in futuro potranno fare i cambiamenti necessari”. Una forte coscienza ambientalista che ha spinto l’apneista ad optare per attrezzature tutte Made in Italy, genovesi in particolare, che oltre all’elevata tecnologia rientrano in una linea produttiva completamente sostenuta da energia rinnovabile.
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