
La violenza di genere è “espulsa” dal parquet
Giovanni Pellecchia
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Il basket padovano (ma, per fortuna, non solo) ha saputo fare “fronte comune” contro la violenza di genere. La mattina di sabato 20 gennaio, sul parquet del Palasport di Monticello Conte Otto, provincia di Vicenza, è andata in scena una bellissima festa dedicata ai valori dello sport. Protagonista la formazione degli Irriducibili Basket Padova, la squadra “over” più social tra Padova e dintorni (che, non a caso, ha seguito anche questo evento con diversi interventi “live” in diretta sui suoi canali) nata nell’alveo della Virtus principale società provinciale, che ha affrontato la Nazionale italiana Over Sport Italia 65/70/75 presente con due squadre (nella quale, tra staff tecnico e parco giocatori, militano anche diversi padovani), in uno speciale triangolare di solidarietà: tre partite da 20’ ciascuna.

Obiettivo dell’evento era tenere accesi i riflettori sulla tematica della violenza di genere, purtroppo di costante attualità, e dare una risposta decisa – e appunto compatta – all’increscioso recente episodio accaduto a Camin. Nel corso di una partita del campionato giovanile Under 17, infatti, una giovane arbitra padovana era stata presa di mira dagli spalti da parte di un genitore: con una serie di offese pesanti ed anche una agghiacciante minaccia («Devi fare la fine di quella di Vigonovo» con chiaro riferimento alla povera Giulia Cecchin). L’esito è noto: “MaVì” la giovane arbitra, figlia proprio di un giocatore degli Irriducibili, è tornata nel frattempo a dirigere le partite; mentre quell’“ultrà” (usando un eufemismo) non potrà più assistere a partite di basket per cinque anni, essendo stato raggiunto da un Daspo ordinato dal Questore di Padova.
Lo stesso Comitato regionale della Federbasket, attraverso l’iniziativa “Tifa e Taci”, ha nel frattempo richiamato tutti all’ordine: giocatori, allenatori ed appassionati. «Da sempre, per noi Irriducibili – rivela il presidente Luca Moreale - il basket rappresenta un linguaggio di inclusione e di rispetto, prima di ogni cosa. Possiamo metterci l’anima, in campo, e sfidare gli avversari con la giusta dose di agonismo. Ma un attimo dopo siamo pronti a condividere una birra ed una sana risata. È questo che vogliamo testimoniare con il nostro atteggiamento ironico e prendendoci poco sul serio, in ogni occasione. Ma sulla violenza di genere non si scherza e mai dobbiamo abbassare la guardia: parlandone e mettendoci la faccia, come in questa occasione».
«Chi gioca a basket, sa che deve tenere gli occhi bene aperti, e guardare contemporaneamente in più direzioni – ribadisce il vice-presidente di Oversportitalia Guido Lorenzetti, atleta classe 1938 - Questa “visione periferica”, noi anziani di Oversport la utilizziamo anche per vedere cosa succede al di fuori del nostro mondo sportivo: vogliamo essere in prima linea nel denunciare le disuguaglianze, le ingiustizie, le prepotenze che, purtroppo, si verificano anche nel nostro paese. Tra queste, una fra le più odiose è la violenza contro le donne, che va combattuta con tutti i mezzi. Siamo qui a testimoniare il nostro impegno contro questo male assoluto del nostro tempo, manifestando la nostra solidarietà alla giovane arbitra insultata da un energumeno».

Alla presenza, tra gli altri, del sindaco di Monticello Conte Otto, Damiano Ceron, e del presidente della Fip provinciale Flavio Camporese, sul campo i protagonisti si sono affrontati con il giusto spirito agonistico (la sfida è stata gestita da una rappresentanza dei giovani arbitri della Sportschool Dueville, con il coordinatore Luca Stragapede) ma, tra sorrisi e ironia, soprattutto con la voglia di condividere momenti di amicizia e divertimento.
Molto apprezzati anche gli intermezzi musicali di Veronica Callegari, che con la sua voce ha accompagnato la mattinata a partire dall’Inno d’Italia (cantato prima della contesa), e le esibizioni delle giovanissime cheerleader dello Star Team Dueville. Mentre l’associazione Donna Chiama Donna, che gestisce il centro anti-violenza comunale, ha distribuito le scarpette rosse portachiavi per raccogliere fondi.
Tra il pubblico, particolarmente divertito ed appassionato prima dell’immancabile “terzo tempo”, tanti amiche e amici delle squadre (compresi Nicola Garbinato, atleta dell’Olympic Basket Verona serie B basket in carrozzina, ed i dirigenti della Pall. Vicenza di serie B nazionale). E soprattutto, giunta a metà mattinata, accompagnata dal suo papà, emozionata e sorridente proprio la stessa “MaVì”.
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