
“Momento nero” per il Basket Padovano
Giovanni Pellecchia
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Anno nuovo, vita nuova. Al di là dell’Alama San Martino, che ormai da un decennio rappresenta un’isola felice e nel campionato di serie A1 Femmininile ha chiuso il girone d’andata al 5° posto (a pari con Ragusa e Sesto San Giovanni, bilancio 7 vinte e 5 perse), l’adagio non sembra adattarsi alle altre tre principali squadre del basket padovano.
Virtus Padova in B Nazionale, Guerriero Ubp Petrarca in B Interregionale e Wave Thermal Abano in A2 Femminile (tre squadre che, per le gare interne, condividono il PalaBerta di Montegrotto), infatti, hanno iniziato anche l’anno solare così come avevano chiuso il 2023: ovvero con una sconfitta.
Per i neroverdi di Riccardo De Nicolao e le biancoverdi, nel frattempo affidate al 76enne esperto coach di passaporto italo-americano Luigi Cesari (subentrato agli inizi di dicembre allo storico allenatore Davide Franceschi, che la scorsa stagione ha riportato le aponensi in A2 dopo ben 25 anni), è coincisa con l’ultimo turno di andata. Può essere l’occasione, quindi, per provare a tracciare un primo bilancio. Che per entrambe però, inevitabilmente, non può che essere negativo.
La Virtus Padova, tra le formazioni venete “veterana” della terza serie nazionale (seppur passata in estate attraverso una rivoluzione, vedendo il numero di squadre ridotto da 54 a 36 divise in due gironi), ha chiuso l’andata inanellando una sola vittoria nelle ultime nove giornate. Ed è scivolata al penultimo posto: alla pari con Vicenza e Lions Bisceglie (avendo perso, però, con entrambe gli scontri diretti); due punti sopra Cus Jonico Taranto ed Ozzano. In quattro di queste sconfitte, tra l’altro, ha subito oltre 90 punti…

«La situazione non è felice – sottolinea il direttore generale neroverde Nicola Bernardi che con papà Gianfranco, storico presidente, rappresenta la continuità societaria - Siamo sotto almeno due vittorie: una situazione che, personalmente, non mi aspettavo. La nostra, però, come dimostrato negli anni, non è una società solita fare sceneggiate o colpi di teatro (l’esonero dell’allenatore, ndr). Non è mistero, invece, che nell’allestire la squadra avevamo lasciato libero lo “spot” del comunitario: confidavamo, infatti, di poter integrare il budget a nostra disposizione con un main-sponsor. Dico però che se qualcuno, nella prima fase, si era illuso di poter puntare ai play off, ora non siamo nemmeno da ultimo posto. Abbiamo una squadra con un buon quintetto e giovani che, quando chiamati in causa, tengono il campo. Come ribadito più volte, puntiamo alla salvezza». Nella prima parte di stagione, in effetti, capitan Schiavon e compagni sono stati capaci di “colpi” importanti: le belle vittorie al PalaBerta con Faenza e nel derby regionale con Mestre; e la “corsara” a Fabriano. Torneranno quei tempi?
Perfino peggiore, se possibile, la situazione in casa Wave Thermal Abano. Chiusa l’andata, infatti, con 13 sconfitte in altrettante gare. Pagando evidentemente - come società, staff e squadra - uno “scotto” forse più grande del previsto al salto di categoria.
«Guardare alle scelte societarie, quando si era scelto romanticamente di premiare il nucleo che ha vinto la serie B, o nello specchietto retrovisore di un girone d’andata disastroso, non ha senso – sottolinea il tecnico Luigi Cesari, chiamato al capezzale - La squadra si sta allenando con una voglia e una frequenza da A1: puntiamo a vincere 4-5 partite, mettendo nel mirino le avversarie che possiamo agganciare (retrocede direttamente soltanto l’ultima classificata, ndr); per poi poterci giocarci tutto ai play out. Mi era già successo tre anni fa a Carugate: subentrai sullo 0-9 e la squadra perse altre tre gare; poi ne vinse cinque. Quell’anno retrocesse San Martino di Lupari e noi ci salvammo ai play out. Speriamo che la storia si possa ripetere. La squadra ci crede: obiettivo è togliersi la scimmia dalla spalla. Ci stiamo solidificando: integrando nel nucleo base le nuove».
Va dato atto alla società aponense, con il suo presidente Paolo Cavallini e la team manager Cristina Baldan oltre al ds Tullio Coccia, di non aver lasciato nulla di intentato per risollevare la situazione. Oltre al cambio di guida tecnica, sono arrivate appunto tre nuove giocatrici ad integrare la rosa: Sofia Dell’Olio (con i suoi 192 cm l’atleta italiana più alta della categoria); la guardia francese Carla Bremaud (in sei gare disputate, miglior marcatrice della squadra a 13 punti di media); e nei giorni scorsi, la play-guardia italo americana Madeline Nicole Hatch. Basterà?
Passando ai campionati regionali, il Guerriero Ubp Petrarca che seppur con una rosa giovane (ed allestita all’insegna della “padovanità”, con ben 9 elementi su 13 espressione del settore giovanile) era partito con ben altre ambizioni, è penultimo in serie B: due punti sopra il fanalino di coda Virtus Murano ed alla pari con Jadran Trieste sul cui campo disputa domenica uno spareggio-salvezza. Ai bianconeri, reduci da sei sconfitte consecutive (di cui tre maturate in volata, con uno scarto di 2 punti), non basta evidentemente avere il miglior attacco della categoria se poi subiscono altrettanti punti: 1.182 segnati e 1.183 subiti (quasi 79 di media), per la precisione.
Va decisamente meglio, invece, a Welsea Roncaglia in C maschile e Melsped Gattamelata in serie B Femminile che nel fine settimana chiudono il girone d’andata in vetta e da “campioni d’inverno” nei rispettivi campionati: per le ragazze di Michele Tomei, 14 vittorie su 14 fin qui, potrebbe trattarsi di un giro di boa addirittura da imbattute.
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