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La "rivelazione" Alétheia sul Listòn

19 Ottobre 2023 - 17:12

 

Giovanni Pellecchia
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Giovanni Pellecchia

Buon vento, Alétheia!
E' stata varata venerdì scorso davanti a Palazzo Moroni (a pochi passi dal Bo', sede dell'Ateneo), alla presenza del prorettore con delega alla Didattica dell'Università di Padova Marco Ferrante, del direttore di dipartimento Fabrizio Dughiero, e di Bruno Cacciavillani presidente Commissione consiliare V del Comune - Politiche del territorio, infrastrutture e mobilità, la nuova imbarcazione... made in Università di Padova.


Si chiama appunto Alétheia (nome greco della sorella di Zeus dea della Verità, che si può tradurre rivelazione) ed è l’ultimo scafo progettato dal team Mètis Vela Unipd: un gruppo multi-disciplinare che riunisce oltre 50 studenti nella progettazione e costruzione di barche a vela performanti, sostenibili ed innovative.

Progetto, o meglio una riuscita e virtuosa sinergia, che gode della supervisione del professor Andrea Lazzaretto ma è affidato a gli studenti: «Con un progetto beatmap, dal basso verso l'alto – spiega Andrea Dragonetti, studente di Termoli e responsabile logistica – nel quale le piccole idee possono portare ad una soluzione innovativa ed in cui funziona bene il recruiting per le nuove leve ovvero, trattandosi di progetto universitario, il passaggio di testimone delle competenze».

Tra la progettazione, realizzazione dello stampo e costruzione Alétheia, barca lunga 4,60 metri e dotata di una vela di 33mq, ha richiesto ben tre anni di lavoro: appartiene alla classe R3, la categoria ideata per competere nella 1001 Vela Cup competizione universitaria che dal 2005 porta a sfidarsi imbarcazioni progettate e condotte da studenti delle università europee (obbligo di realizzare lo scafo con almeno il 75% dei materiali impiegati di origine naturale, bio, riciclati). L'ultima progettata dall'Università di Padova presenta straordinari elementi di innovazione che hanno permesso una notevole riduzione del peso (da 90 a 50 kg): per lo scafo, è stata utilizzata l’innovativa fibra di lino prepreg; mentre la coperta e le strutture interne realizzate con composito “sandwich” di alluminio e PET, che sostituisce analogo materiale in carbonio e PET, per ridurre l’impatto ambientale.

«La fibra di lino (che durante il ciclo produttivo non impatta ma ha addirittura “impatto negativo” sull'ambiente visto il sequestro di anidride carbonica durante la crescita della pianta, ndr), già utilizzata da tempo nelle macchine di Formula 1, è stata per la prima volta in assoluto usata per le barche a vela – conferma Marco Pitteri, team leader del team Mètis Vela UniPd –: solitamente, ha la controindicazione di richiedere un'elevata percentuale di impregnazione con la resina, che è inquinate; per limitarne il più possibile l’utilizzo, invece, in questo caso è stato fatto un processo di laminazione prepreg in autoclave, che ha consentito la realizzazione di compositi con performance superiori ai metodi tradizionali. La struttura sandwich con il pet, in pratica quello delle bottiglie di plastica riciclate, consente inoltre una notevole riduzione del peso».

Nel recente Trofeo Challenge Vela Cup 2023, da imbarcazione esordiente, Alétheia timonata da Francesco Viel con prodiere Emanuele Zampieri ha chiuso terza ottenendo però il premio “Mainaldo Maneschi” quale miglior combinazione tra risultati e migliore progetto. «Ed anche le performance sono destinate a diventare decisamente più alte – specifica Pitteri -: questa volta, visto il tempo impiegato nella realizzazione, avevamo alle spalle soltanto pochi test».

Trofeo Challenge VelaCup 2023: trionfo per Ate
Il team padovano Mètis Vela Unipd, che partecipa dal 2007 a 1001 Vela Cup, nel corso degli anni è stato portato avanti con grande passione da centinaia di studenti che hanno creduto nel potenziale formativo di un'iniziativa diversa da normali forme didattiche universitarie (la collaborazione ad un progetto così complesso e multi-disciplinare) ed a molti ha dato anche delle opportunità lavorative di prestigio. La squadra è composta da una quarantina di studenti, suddivisi nei reparti: Elettronica, Management e Logistica, Progettazione, Social Media e Communication.

Nella regata internazionale che si è conclusa il 1° ottobre nel bellissimo Golfo di Mondello, e che ha visto protagoniste in totale le 11 imbarcazioni progettate, costruite e condotte da studenti delle università di Karlsruhe (Germania), Federico II Napoli, Palermo, Trieste e Politecnico di Torino, l'Università di Padova era presente con tre scafi: oltre ad Alétheia, infatti, c'erano Aura e la veterana Ate (come da tradizione, ogni imbarcazione del team è battezzata con nome greco che inizia con la lettera alfa). Questa, composta al 75% da materiali green e condotta da Marianna Peditto al timone e Leone Tuci prodiere, ha trionfato.

«Ci alleniamo nei fine settimana della bella stagione, a partire da aprile-maggio, sul Circolo del Lago di Garda – spiegano Peditto studentessa veneziana e Tuci studente mantovano -: sul versante veronese, Brenzone, ed in quello bresciano, Gargnano. Ogni volta, allenamenti di due-tre ore nei quali proviamo andatura, giri di boa, virate, etc.; ovviamente, trattandosi di “prototipi”, non abbiamo lo “storico” delle prestazioni precedenti. A fine luglio, inoltre, andiamo in ritiro cinque-sei giorni con l'intento di preparare al meglio la regata internazionale». «Vi partecipiamo da quindici anni – rivendica il professor Andrea Lazzaretto - a partire dalle prime due imbarcazioni che erano ancora in legno, passando per quelle in fibra di lino e balsa, fino alle ultime in resina tecnoplastica. L'abbiamo vinta tre volte; anzi, per la verità, soltanto in due occasioni non siamo saliti sul podio. Quest'anno, però, abbiamo addirittura vinto tutte e sei le gare in programma: 6 su 6, non era mai successo».

Gli studenti dell’Università di Padova alla competizione:
team leader Marco Pitteri; Francesco Viel ed Emanuele Zampieri a guida di Alétheia; Marianna Peditto e Leone Tuci su Ate; Carlo Moretti e Marianna Iraci su Aura; per la parte logistica ed organizzativa, Andrea Dragonetti e Pietro Salata; per la parte elettronica, Edoardo Dalla Zuanna, Luca Galeazzo, Pietro Galiazzo e Matteo Carnelos; cantieristi Luigi Giacomelli, Arturo Bevilacqua, Giovanni Antonio Lorenzi, Alberto Abiti, Elena Cibin, Stefano Pieretti, Leonardo Rensi.

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