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Una regione sotto rete

28 Settembre 2023 - 11:54
Roberto Guidetti
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Roberto Guidetti

il lontano 1946 non è stato soltanto l'anno di nascita della Repubblica italiana ed il primo di pace dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale del Novecento, ma anche il momento della fondazione di Fipav, la Federazione nazionale di volley, una data ricordata durante la terza edizione della Festa della Pallavolo Veneta al Piccolo Teatro di Padova con la partecipazione di autorità ed atleti.

Un format dinamico e coinvolgente, guidato dal giornalista Massimo Salmaso, autentica autorità della pallavolo regionale e nazionale, che ha alternato i consueti momenti di premiazione delle realtà, protagoniste nell'ultima stagione, a fasi di confronto e dibattito grazie ad un vero e proprio talk show, che Salmaso ha creato e già sperimentato in alcune piazze italiane durante l'Estate con il coinvolgimento di donne e uomini, protagonisti della storia di questa disciplina sportiva.

Grazie alla visibilità garantita dai grandi risultati delle Nazionali maschile e femminile negli ultimi due anni, pur a fronte di un 2023, che ha portato soprattutto delusioni con la finale continentale-uomini persa contro la Polonia, il quarto posto delle donne nell'omologa manifestazione e la loro mancata, discussa qualificazione alle Olimpiadi con il conseguente cambio di coach (Velasco per Mazzanti), si è voluto comunque ricordare il glorioso nome del tricolore in ambito europeo ed internazionale grazie ad imprese, capaci di proporre nei decenni il nostro movimento pallavolistico tra i più importanti in senso assoluto.

Dopo il 2019 e il 2022 (con la forzata sospensione-Covid), è tornata la manifestazione, che ha voluto celebrare i fasti di una realtà regionale, seconda soltanto alla Lombardia in termini di cifre, anche se va considerato che i nostri vicini di casa ci superano notevolmente come numero di abitanti. Lo ha ricordato il presidente della Fipav del Veneto, Roberto Maso, che con il vicepresidente nazionale, Adriano Bilato, ha rappresentato la Federazione Italiana Pallavolo, mentre l'assessore allo sport del capoluogo euganeo, Diego Bonavina, ha portato il saluto della città, ricordando l'importanza della pratica di una disciplina (dall'alto dei suoi importanti trascorsi), ma anche la necessità di un sostegno alle tantissime realtà, grandi, ma soprattutto medie e piccole, fortemente danneggiate dagli anni della pandemia e, più di recente, da una congiuntura economica, che le ha colpite pesantemente dal punto di vista dei consumi energetici.

Sul palco, oltre alle citate autorità, sempre introdotte da Massimo Salmaso, alcuni “testimoni” del volley del recente passato come Giulia Pisani, pisana (di nome e origine) 31enne, oggi anche apprezzata telecronista sportiva, Simona Rinieri, ravennate di 46 anni, già compagna di squadra di Francesca Piccinini ed Elisa Togut e Samuele Papi, anconetano 50enne, appartenente alla cosiddetta “generazione di fenomeni”, che i non più giovanissimi ricorderanno nella gloriosa formazione pluricampione italiana ed europea di Sisley Treviso, dove militavano i vari Bernardi, Fei e Gardini (papà del Davide di Pallavolo Padova), nonché campione olimpico con la Nazionale.

Un autentico “parterre de roi” per ricordare uno sport davvero bello e spettacolare da vedersi e praticarsi, come hanno testimoniato anche le diverse realtà premiate, non solo società, giocatrici e giocatori, ma pure arbitri e designatori, altre categorie che, in Veneto, vantano una grande tradizione con cinque direttori di gara, premiati da Federica Sorgato.

Si è parlato di volley, di beach volley (disciplina giovane, ma in grande crescita), come ha ricordato il consigliere regionale referente, Andrea Garghella, senza dimenticare il sitting volley, introdotto dal tecnico federale Amauri Ribeiro, per sottolineare l'inclusività della pallavolo e – soprattutto – il grande appuntamento con gli Europei di specialità il 9 Ottobre prossimo a Caorle, litorale veneziano.

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Riconoscimenti alle rappresentative regionali di ragazze e ragazzi, mentre - tra le società premiate - non potevano mancare due delle protagoniste della stagione 2022-2023, entrambe femminili: la prima, Imoco Conegliano, allenata dall'onnipresente Daniele Santarelli, vincitrice di tutti i trofei nazionali, che ha ribadito la forza di un progetto in cui, nonostante l'addio della fuoriclasse Paola Egonu (protagonista – più o meno suo malgrado – in chiaroscuro dell'intera stagione...), ha dimostrato la validità di un progetto, capace di proiettare la cittadina trevigiana, da un triennio anche con il suo prodotto vitivinicolo impresso sulle divise di gioco, in ambito continentale e mondiale; la seconda, Nuvolì Alta Fratte Volley, espressione di una provincia (l'Alta padovana), in grado di lottare strenuamente per raggiungere il prestigioso palcoscenico della A-2, dove – lo ricordiamo – già milita la formazione vicentina dell'Unione Volley Montecchio Maggiore.

Senza dimenticare gli scudetti giovanili ancora di Imoco Volley, nell'Under 18 femminile e di volley Treviso nell'Under 15 maschile, più le promozioni di formazioni venete (delle province di Vicenza, Venezia, Verona, Padova e Treviso) in categorie minori a testimoniare il prezioso lavoro dei club nella crescita di generazioni per diffondere, grazie allo sport, valori quali gruppo e solidarietà.

Se – infine – vogliamo ricordare che il Veneto schiererà anche quest'anno due sestetti maschili nella Superlega come Verona e Padova, particolarmente impegnate ad attrezzarsi per alzare l'asticella della qualità e della competitività, chiudiamo il cerchio di un quadro estremamente edificante, in cui la regione diventa attrattiva anche per ragazze e ragazzi di altri territori del Paese, contribuendo a fortificare uno spirito di nazione molto più efficace di tanti proclami...

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