
Domenica 3 settembre Padova capitale della grande atletica internazionale
Roberto Turetta
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Domenica 3 settembre Padova torna a essere il tempio dell’atletica leggera. Dalle 16 in poi è in programma il 36° meeting internazionale “Città di Padova” allo stadio Daciano Colbachini (piazzale Azzurri d’Italia 11), con cerimonia ufficiale d’apertura alle 18.
Un appuntamento consolidato visti il numero di edizioni raggiunti e l’organizzazione congiunta da parte di Assindustria, del Comune ospitante nonché di tutti gli sponsor. Ma che soprattutto può vantare un parterre sportivo di assoluto livello, attestato dalla presenza di 17 finalisti agli ultimi Mondiali di cui 7 medagliati iridati. Tra questi gli azzurri Leonardo Fabbri e Zane Weir per il getto del peso, argento ai Mondiali di Budapest il primo e campione europeo indoor nel 2023, le staffettiste Alexis Holmes e Tereza Petržilková, il giamaicano Tajay Gayle campione del mondo di salto in lungo nel 2019 e molti altri ancora.
«Siamo ripartiti dopo lo straordinario successo dell’anno scorso -ha spiegato alla presentazione l’assessore allo Sport Diego Bonavina -. Dal 2018 lavoriamo intensamente ogni anno per preparare l’evento. A fine ottobre sarà terminata inoltre la riqualificazione dello stadio Franceschini di Voltabarozzo». «Si tratta di una grande occasione per promuovere l’atletica e lo sport in generale, dando spazio anche alle competizioni giovanili e paralimpiche – gli ha fatto eco il presidente di Assindustria Roberto Gasparetto- «Si tratta di una grande occasione per promuovere l’atletica e lo sport in generale, dando spazio anche alle competizioni giovanili e paralimpiche –gli ha fatto eco il presidente di Assindustria Roberto Gasparetto- A questo proposito proponiamo per domenica biglietti a tariffe agevolate per permettere la visita di più persone possibili. Del resto il Meeting è sia un grande spettacolo che un volano: negli ultimi anni è cresciuta costantemente la richiesta di tesseramento da parte dei ragazzi, spinti anche dallo spirito di emulazione dei grandi campioni». E dal 1987 sono stati 89 i grandi atleti applauditi.
E Dino Ponchio presidente veneto del Coni: «Padova è ormai una città “degli sport” per la compresenza di tante discipline. Proprio in un momento in cui l’atletica italiana è forte e produce risultati». Soddisfatti e fiduciosi del buon esito della manifestazione anche gli altri presenti, dal vicepresidente della Provincia di Padova Vincenzo Gottardo al direttore finanziario del gruppo Alì Spa Marco Canella (uno dei principali sponsor), dal vicepresidente vicario di Fidal Sergio Baldo al presidente del comitato veneto dello stesso gruppo Fidal Francesco Uguagliati. Passando pure per Suor Albina Zandonà delle Cucine Economiche Popolari di Padova, presente allo Stadio Colbachini con un gazebo per una raccolta fondi e per la divulgazione di informazioni sull'attività svolta: dal 1882 le CEP si prendono cure delle persone che ne hanno bisogno attraverso pasti, prestazioni sanitarie docce e cambi vestiari. «Ho visto una sorta di connessione tra l’atletica e quello che noi facciamo con le persone in difficoltà economica - ha spiegato -. Perché noi cerchiamo di fare in modo che anche queste persone abbiano la possibilità di sviluppare le loro potenzialità».
La giornata di domenica è stata suddivisa in due scaglioni: dalle 16 alle 18 le gare per i più giovani; dopo la cerimonia inaugurale con la performance del soprano Stefania Miotto, alle 18.30 si parte con gli assoluti per il salto in lungo e si prosegue oltre le 20.25 con i 1500 metri femminili.
Da Padova si andrà in in diretta su Rai Sport dalle 18.30.
Prima delle gare dei big sarà riproposta quella che è stata una delle intuizioni vincenti degli ultimi anni, vale a dire l’apertura dedicata al settore giovanile, a quello master e al movimento paralimpico, in modo da far diventare il Meeting una vera e propria festa per il territorio.
Nel carnet 50 Esordienti, lungo Esordienti, vortex Esordienti, 4×100 Ragazzi/e, 4×100 Cadetti/e, giavellotto Allievi, 100 U23 maschili, 100 U20 femminili, 100 Master (maschili e femminili) e 100 Fispes (maschili e femminili). Da segnalare che il giavellotto allievi varrà per la terza edizione del Trofeo David Cittarella, voluto per ricordare l’atleta del settore giovanile delle Fiamme Oro venuto a mancare improvvisamente a nemmeno 17 anni nel 2019: prova, questa, che sarà affiancata da una gara assoluta in cui figurano anche RobertoBertolini (Fiamme Oro) e Mauro Fraresso (Fiamme Gialle).
Per il programma dettagliato: www.meetingcittadipadova.it
Di seguito, gara per gara, un prospetto delle altre sfide più interessanti in programma.
Uomini
100. Sulla carta è una sfida tra due sprinter da 9”96: lo statunitense Kyree King e il plurimedagliato olimpico e mondiale canadese Aaron Brown. La gara presenta ai blocchi anche tre campioni nazionali: quello americano dei 60 indoor J.T. Smith, il tedesco Yannick Wolf e il belga Kobe Vleminckx. E per l’Italia c’è Andrea Federici.
400. I migliori primati personali sono quelli dell’atleta del Botswana Baboloki Thebe (44”02, bronzo a Tokyo con la 4x400 del suo Paese) e dell’americano Michael Cherry (44”03), che a Tokyo è stato oro olimpico con la 4x400. Occhio allo spagnolo Inaki Canal, argento ai Mondiali indoor 2022 con la 4x400 e al nigeriano Dubem Nwachukwu (44”81). A rappresentare i colori azzurri il finalista della 4x400 ai Mondiali EdoardoScotti e Brayan Lopez.
800. Il più atteso è sicuramente l’atleta di casa, il padovano Catalin Tecuceanu, portacolori delle Fiamme Oro di stanza a Trebaseleghe, semifinalista ai Mondiali di Budapest, dove ha realizzato il suo personale in 1’44”79: un risultato, questo, che lascia ipotizzare un attacco al record del Meeting, l’1’44”72 di un altro padovano, Andrea Longo. Sulla sua strada l’azzurro Francesco Pernici, il bosniaco “veronese” Amel Tuka, medaglia di bronzo ai Mondiali di Pechino 2015 e d’argento a Doha 2019, un eccellente primato di 1’42”59 sul doppio giro di pista. Ma attenzione anche al britannico Elliot Giles, bronzo europeo nel 2016, e all’americano Bryce Hoppel, finalista a Budapest. Saranno due le serie degli 800, con la seconda interamente composta da atleti italiani, guidata dal vicentino - e già campione italiano - Enrico Brazzale.
1.500. I migliori tempi appartengono allo spagnolo Igancio Fontes (3’33”27), finalista a Eugene, e al campione nazionale belga Ruben Verheyden (3’33”77). Attenzione all’azzurro Ossama Meslek, primatista italiano indoor.
110hs. Il personale migliore appartiene all’americano JamalBritt (13”08). Per l’Italia c’è il poliziotto Hassane Fofana, nove volte campione italiano, semifinalista a Budapest.
Lungo. Sei atleti con un personale sopra al muro degli 8 metri. Palmares alla mano, non può non spiccare la presenza di Tajay Gayle: il giamaicano è uno dei più attesi di questa edizione. E non potrebbe essere altrimenti, visto che parliamo di un lunghista da 8.69 metri, campione del mondo a Doha nel 2019 nonché medaglia di bronzo ai Mondiali di Budapest. Ci sono anche il pluricampione nazionale sloveno Marko Ceko (8.27), l’americano Will Williams (8.23), finalista a Budapest, il campione nazionale australiano Liam Adcock (8.15), il campione nazionale transalpino Tom Campagne (8.12) e il suo connazionale Erwan Konate (8.12).
Peso. Leonardo Fabbri, splendida medaglia d’argento ai Mondiali di Budapest - che torna su una pedana già capace di premiarlo più volte in passato, a partire dalla vittoria colta agli Assoluti del 2020 - contro il campione europeo indoor Zane Weir, finalista olimpico e mondiale, nonché recordman italiano indoor. Basterebbero i loro nomi a nobilitare la gara, ma ci sono anche Lorenzo Del Gatto, terzo alle loro spalle agli ultimi Tricolori e, soprattutto, il grande JoeKovacs, bronzo a Budapest, ma anche due volte campione del mondo e altrettante argento olimpico, forte di un personale stratosferico di 23.23 metri, il migliore fra quelli degli atleti in gara. Il getto del peso, a Padova, sarà per palati raffinati.
Donne
100. La stella è lei, Sha’Carri Richardson (10”65), ma tutta la gara sarà di livello siderale. A chiarirlo bastano i nomi diTwanisha Terry (10”82), compagna di staffetta di Richardson a Budapest; Briana Williams (10”94), oro con la 4x100 giamaicana ai Giochi Olimpici di Tokyo; la sua connazionale Jonielle Smith, oro a Doha con la staffetta veloce, e Anthonique Strachan (10”92), sesta nei 200 agli ultimi Mondiali.
400. La campionessa olimpica con la 4x400 a stelle e strisce Kaylin Whitney (50”29); la sua connazionale Alexis Holmes (50”32, oro con la 4x400 mista a Budapest); la ceca Tereza Petržilková, medaglia di bronzo della 4x400 mista nella kermesse magiara; le staffettiste azzurre finaliste a Budapest Anna Polinari e Alessandra Bonora, dove era presente anche la francese Camille Seri, e la primatista portoghese (50”59, 15 volte campionessa del suo Paese) Catia Azevedo. Signore e signori, un gran giro di pista.
800. Sfida tra l’americana Sage Hurta-Klecker (1’57”85) e la slovena Anita Horvat (1’58”73), argento agli Europei indoor 2023. Occhio all’irlandese Ciara Mageean, quarta a Budapest nei 1.500 ma forte anche negli 800 (il suo 1’59”27 è il record del suo Paese), alla tedesca Christina Hering (1’59”41) e alla primatista danese Annemarie Nissen. Per l’Italia c’è Eleonora Vandi.
1.500. Due le serie, concorrenza nutrita e tanta Italia, con al via con la finalista olimpica Nadia Battocletti, Sintayehu Vissa, Federica Del Buono, Elisa Bortoli, l’azzurra di casa Assindustria Sport Laura Dalla Montà e la sua compagna di squadra Chiara Silvia Meroi. Il miglior tempo è però della ceca KristiinaMäki, primatista del suo Paese in 4’01”23.
100hs. La nipponica Mako Fukube vanta il miglior riscontro cronometri in 12”73, record del Giappone. C’è anche un’ostacolista ucraina, Anna Plotitsyna (12”89), mentre l’Italia sarà rappresentata da Elena Carraro, Giada Carmassi e Veronica Besana.
Alto. Favori del pronostico per l’ucraina Yuliya Levchenko, forte di un personale di 2.02 metri. Ci sono anche le azzurre Alessia Trost, Idea Pieroni e l’altista di Assindustria Sport Rebecca Pavan.
Lungo. Miglior misura di accredito per la nigerina Ruth Usoro (6.82). Per l’Italia la stellina di casa Veronica Zanon, in pedana con Veronica Crida e Arianna Battistella.
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