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A Stra brilla una stella del nuoto

25 Giugno 2023 - 16:53

 

Giancarlo Noviello
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Giancarlo Noviello

Chi ama il nuoto ama la bellezza. Il Team Veneto di Stra è considerata da sempre fucina di talenti. Mauro Gallo, Simone Cercato, Mattia Nalesso e Christian Galenda, componenti di una staffetta che ha raggiunto i vertici della Nazionale Italiana. Il “dream team” plasmato da Antonino Spagnolo, indimenticabile icona del movimento natatorio locale, ha una nuova giovane promessa: Gianmarco Foglia, classe 2004, portacolori del Team Veneto e allenato da Igor Santinello, appena rientrato da Merano dove ha partecipato a 8 gare (un pb nei 50 stile con un crono di 23.3 e un gran bel dorso dove ha vinto il Trofeo con 56.81). In questi giorni l’atleta di Campodarsego, alla sua prima partecipazione a un trofeo internazionale di questo livello, nella finale B nei 200 delfino ha centrato un nuovo pb con il crono di 2.00.35. Sta partecipando al Trofeo Sette Colli a Roma ed è proiettato con risultati promettenti al palcoscenico agonistico, in un progetto che in quattro-cinque anni, lo potrebbe portare verso una convocazione in Nazionale.

Una promessa che nuota, sotto lo sguardo attento del suo allenatore, con una grazia innata a velocità elevatissime nella corsia di una vasca. Osservarlo regala una sensazione di pace, di armonia e di bellezza. Gesti eleganti e ciclici con una sincronia che incanta. Un mondo d’amore per l’acqua, per la fatica e per il sacrificio. E gli occhi di Gianmarco, quando esce dall’acqua, sorridono e sognano.

Gianmarco, quando è iniziato l'amore per il nuoto?

Ho iniziato ad un anno grazie a mia mamma che decise di portare tutti a nuoto (siamo quattro fratelli) con la prima gravidanza. Da subito è iniziato un rapporto simbiotico con il nuoto e all’età di 12 anni, quando si avanza di categoria, mi sono trasferito alle piscine di Vigonza. Lì ho incontrato il mio primo allenatore Salvatore Piazzese, e prima ancora Antonino Spagnolo, che mi ha fatto crescere come atleta. Quest’anno a Salvatore è subentrato il mio nuovo allenatore Igor Santinello che, potendo contare sul lavoro fatto fino a quel momento, mi ha fatto compiere un notevole salto di qualità, sia in termini di preparazione che di risultati.

Qual è il tuo rapporto con l’acqua in questo periodo della tua vita e cosa provi quando sei in acqua?

In questo periodo mi sento più forte, sia fisicamente che mentalmente. Quando sono in acqua provo felicità, a volte timore per non riuscire a fare qualcosa, ma mi sento leggero e sicuro di me stesso.

Cosa ricordi delle tue esperienze sportive?

La gara “Propaganda” all’età di 5 anni, poi ho provato due mesi a praticare il calcio ma senza successo. Ritornavo a casa alla sera letteralmente distrutto, senza riuscire nemmeno a reggermi in piedi. Il ricordo più bello è abbastanza recente (Campionati Italiani giovanili di categoria a Roma nel 2022), dove ho conquistato il secondo podio nei 200 delfino con un tempo inaspettato. Diversamente, i Criteria Giovanili di Riccione, che di base sono stati una mia tappa principale nel passato, come contesto li ho sostituiti con i campionati assoluti primaverili che dal punto di vista organizzativo sono molto più coinvolgenti e di un altro livello.

Quanti sacrifici hai fatto e fai per ottenere brillanti risultati sportivi?

Allenandomi tutti i giorni soprattutto durante l’anno scolastico ho dovuto fare tanti sacrifici, organizzarmi con i compiti e rinunciare spesso alle uscite con gli amici. Devo andare a letto non troppo tardi perché il giorno dopo devo iniziare una giornata impegnativa, tra la scuola (frequento il quarto anno al Liceo Linguistico “Newton” di Camposampiero) con buoni risultati. Una vita diversa dagli altri adolescenti. Faccio anche sacrifici per quanto riguarda l’alimentazione. Infatti, seguo una dieta corretta ed equilibrata grazie ai consigli di un nutrizionista padovano, con proteine e carboidrati (pasta fredda e tiepida, tonno e piselli), soprattutto prima dell’allenamento. Sono riuscito ad ottenere risultati anche fisici modificando il mio corpo.

Di solito nel pre-gara gli atleti hanno una certa ansia. Come la vinci? Hai un portafortuna o un gesto scaramantico?

Per adesso non ho alcun gesto scaramantico o portafortuna. Vivo l’attesa semplicemente sapendo che quando sono in camera di chiamata e quindi sto per gareggiare mi devo concentrare, salire sul blocco della mia corsia e dare il massimo.

Ci sono giornate di riposo?

Non ho giornate di riposo. Ci sono i periodi di scarico programmati; con la collaborazione del mio allenatore, da settembre abbiamo deciso di aumentare le sedute settimanali anche alla mattina introducendone una alle 6.30 Un lavoro che ci proietterà nel mese di aprile verso il terzo anno di obiettivi che ci siamo prefissati. Poi, l’anno prossimo, dovrò affrontare anche l’esame di maturità.

Continuerai a studiare?

Mi piacerebbe entrare in un gruppo sportivo militare, che mi permetterebbe autonomamente di iscrivermi all’università senza dipendere dai miei genitori, altrimenti continuerò solo a nuotare. Mi piacerebbe scegliere una facoltà possibilmente sportiva, come Scienze Motorie, oppure un secondo indirizzo sempre nel campo sportivo.  Nel frattempo mi concentro sull’esame di maturità.

Per quali motivi consiglieresti ad un ragazzo/a di iniziare a praticare nuoto?

Direi loro di provare a nuotare perché in acqua è diverso che al di fuori. Sei tu e l’acqua, uno degli elementi naturali che a mio parere ti permette di fare cose soprannaturali ed è un’emozione unica. Ma in questa disciplina è richiesto molto sacrificio e i giovani oggi ripiegano su altri sport.

Quando è arrivata la tua prima delusione sportiva?

Sicuramente gli assoluti dell’anno scorso, perché eravamo in un periodo di carico e stavamo preparando gli italiani estivi giovanili, perché generalmente gli assoluti arrivano prima dei campionati italiani in estate.  Avevo il morale sotto i “tacchi”, ma grazie al mio coach e soprattutto grazie a me stesso, son riuscito a riprendermi.

Ti sei mai ispirato a qualche collega nuotatore?

A qualche nuotatore in particolare no. Seguo ogni tanto il vicentino Thomas Ceccon, perché sta raccogliendo risultati straordinari; quando non avevo You tube non lo conoscevo, gareggiavo ancora a livello giovanile. Cerco piuttosto di osservare qualche peculiarità importante laddove se ne ravvisasse la necessità. Non è mai sbagliato estrapolare qualche piccola sfaccettatura di un forte atleta per migliorare sempre di più in gara.

Cosa ti ha tolto il nuoto?

Le amicizie nello sport e i miei compagni di squadra riesco a gestirli tranquillamente; molto meno invece sono le amicizie che riesco a costruire fuori dal mio ambiente sportivo. Io sto cercando di diventare un atleta professionista, perché il mio obiettivo primario è quello di arrivare in Nazionale. Per fare questo, ovviamente, è necessario fare molti sacrifici, quando i miei coetanei vanno a fare festa in giro. Io non vedo sempre l’ora di ritornare a casa per riposare.

Quali sono i risultati che sei riuscito a portare a casa da quando nuoti?

Tre argenti individuali nei 200 delfino, due a Riccione e uno a Roma. Un paio di medaglie d’oro nelle staffette, oltre alle medaglie di bronzo e argento.

Mi parli un po' del tuo allenatore?

Igor è una persona molto amichevole, determinato, e crede molto in quello che fa. Durante la settimana riesce a gestire in vasca quattro/cinque lavori per ogni tipologia di atleta.  Siamo in trenta e abbiamo spesso uno spazio molto ristretto di sei corsie per due metri. Appena due compagni nuotano delfino, in questo stile diventano ingestibili i movimenti. 

Come lo vedi il tuo futuro? Come t’ immagini da grande?

Vorrei raggiungere la Nazionale, e vedere magari il mio nome a fianco ai grandi nuotatori. So che la strada è ancora lunga e dovrò fare ancora tanti sacrifici ma mi piace sognare e immaginare che grazie al nuoto si possa parlare di me. Il progetto che sta portando avanti il mio allenatore è ambizioso. Lui mi porta avanti sempre l’esempio di Antonino Spagnolo: “Cerca di ascoltare il proprio corpo e di conservare sempre la fiducia che il risultato arriva quando arriva”. Con Igor mi piacerebbe arrivare in Nazionale, analizzando anche la mia struttura fisica/biologica, pensando a come posso crescere in termini di forza. Stiamo cercando di lavorare molto sulla tecnica e la qualità. Ci manca la medaglia d’oro, quel metallo che mi farebbe fare finalmente un salto di qualità.

Lo consiglieresti il nuoto ai giovani?

Non a tutti, perché molti ragazzi non comprenderebbero il grande sacrificio che richiede questo meraviglioso sport. Ma purtroppo non tutti siamo uguali. 

Hai dediche e ringraziamenti da fare per i tuoi successi nel nuoto?

Alla mia famiglia sicuramente che mi sostiene anche a livello mentale quando magari sono giù di tono. Ringrazio, poi, il mio allenatore Igor Santinello  che ha sempre creduto in me e mi ha sempre spronato a dare di più” , senza dimenticare Salvatore “tore” Piazzese, perché se sono arrivato a questi livelli è anche merito suo

 

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