
Pallavolo Padova, il team prende forma
Roberto Guidetti
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Dopo due stagioni con il fiato sospeso, Pallavolo Padova sembra intenzionata a voltare decisamente pagina con l'allestimento di una squadra in grado di garantire (almeno sulla carta) una più che accettabile competitività.
Oltre alle conferme di Desmet, Gardini, Guzzo, Zoppellari e Crosato, la società del presidente Giancarlo Bettio ha salutato due ottimi elementi come il palleggiatore Saitta e l'opposto bulgaro Asparuhov, e registrato l'addio di capitan Volpato dopo ben 11 stagioni all'ombra del Santo, salutando anche l'“iconico” giapponese Ran Takahashi.
Ingaggiati però due uomini di assoluto valore tecnico: Marco Falaschi e Gabi Garcia Fernandes.
Falschi, palleggiatore toscano classe '87, nell'ultima stagione ha raggiunto la salvezza con Gioiella Prisma Taranto, dopo aver militato nelle fila di Civitanova, con cui aveva vinto Coppa Italia e scudetto. Ha girato l'Europa, conquistando titoli anche in Montenegro e in Polonia. Falaschi era già stato contattato in passato dalla società euganea, di cui ha sempre ammirato anche il tifo ed il pubblico caldissimo, oltre che quasi sempre numerosissimo alle uscite casalinghe della squadra.
Oltre a Falaschi, l'altro “colpaccio” di mercato è l'opposto Gabi Garcia Fernandes, pure con un passato marchigiano. L'atelta è stato compagno di squadra nella NCAA americana di Davide Gardini, dove – nel 2022 – è stato eletto “player of the year”, giocatore dell'anno. Ha un doppio passaporto, portoricano e statunitense.
Insomma, a Padova si stanno ponendo quei tasselli indispensabili a creare un gruppo capace di disputare la Superlega con la consapevolezza di potersela giocare con chiunque.
L'ultima, incredibile stagione è stata – tra l'altro – caratterizzata da un andamento incredibile con Perugia schiacciasassi per tutta la regular season, poi clamorosamente “sfrollatasi” sia nella fase finale di scudetto, che in Coppa Italia, non riuscendo neppure a conquistare la finale per il 5° posto, quindi esclusa dall'Europa nella prossima stagione.
Il massimo torneo italiano di pallavolo è secondo in Europa probabilmente soltanto a quello polacco e russo (“depennato” nell'ultima stagione dalle competizioni continentali per la guerra in Ucraina), quindi mantiene un considerevole livello di qualità di valori tecnici. Padova, come sta facendo Verona, si sforza di riportare il Veneto a valori assoluti in un Nord-Est, riuscito quest'anno nell'impresa di riconsegnare il tricolore a Trento, nobile decaduta ormai da troppe stagioni.
Mirabile anche lo sforzo economico delle realtà che sostengonoe Pallavolo Padova, per tenere il passo di “potentati” finanziari quali Perugia, Piacenza, la stessa Trento e Milano, senza dimenticare Modena e Monza, e garantire un roster che, nell'arco della stagione, possa puntare a qualcosa di più di una sospirata salvezza. Una piazza come Padova – crediamo – lo merita e questo biennio interlocutorio potrebbe essere stato un'anticamera per spiccare quel salto di qualità tanto atteso: ripartire dal quartetto Falaschi-Fernandez-Gardini-Guzzo può già costituire una “carta da visita” di tutto rispetto anche davanti alle più attrezzate e temibili “corazzate” della Superlega.
Anche per gli appassionati di questo bellissimo sport: nel corso delle partite giocate alla Kioene Arena il pubblico è accorso sempre in massa, portando ad un complessivo di 38.058 spettatori stagionali (oltre 2.500 di media a partita). Un numero eloquente, una conferma del calore e della passione che tifosi e città nutrono nei confronti della squadra.
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