
Campodarsego Calcio Under 17, avanti con il gruppo e la testa dei singoli
Roberto Turetta
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Tre campionati consecutivi vinti e dal prossimo fine settimana il torneo nazionale a Merano (Bz). Loro sono gli Under 17 del Campodarsego Calcio, che sabato 13 maggio hanno portato a casa il titolo regionale: la vittoria per 1 a 0 in casa della diretta concorrente Giorgione ne ha sancito il primato nel girone.
Ora li attende la competizione nazionale con le prime classificate degli altri gironi, in ulteriori cinque gironi da quattro squadre ciascuno: si parte domenica 28 alle 16 fuori casa con il Bolzano, poi a seguire con le altre due (una compagine trentina e una friulana) in una gara ciascuna; le prime classifiche e le migliori seconde disputeranno i quarti di finale, con la finalissima prevista il 18 giugno a Cesena.
«Davvero una bella soddisfazione, è il frutto di un lavoro partito da distante - esordisce il loro tecnico Emanuele Pellizzaro, un passato da calciatore professionista in molteplici realtà tra cui il Calcio Padova -. Non è un caso il fatto che ci fossimo imposti nettamente anche nelle scorse stagioni. In una però si è tutto bloccato anzitempo per il Covid. Mentre in quella successiva eravamo Under 16 e per quella fascia d’età non sono previsti ulteriori titoli oltre a quello regionale. In ogni caso adesso c’è l’opportunità del grande salto, con una squadra che è rimasta nel tempo quella collaudata. Aspettiamo di conoscere i nostri avversari».
Quando si chiede a Pellizzaro gli “ingredienti” di tutti questi risultati, lui risponde con una schiettezza disarmante: «Si tratta principalmente di avere testa e affiatamento di gruppo. Per testa intendo la motivazione, che con il passare del tempo differenzia il giocatore mediocre da quello di livello. Nel dettaglio si traduce nel dare il massimo ad ogni allenamento, nel volersi migliorare in ogni occasione curando tutti i particolari. Come pure nel non avere atteggiamenti di sufficienza, come quando abbiamo perso in caso con squadre di bassa classifica rischiando di compromettere il campionato. Sono tutti fattori particolarmente importanti alla loro età, proprio perché si trovano in una fase fondamentale della crescita. Da parte mia cerco di tirare sempre fuori il meglio da ognuno; non deve però mai mancare lo sforzo individuale, per questo può capitare che parta in panchina qualcuno con grosse potenzialità ma che non ha dato abbastanza durante la settimana. Il resto lo fa il collettivo, ma tanto si conoscevano già tutti».
I suoi ragazzi sono per la maggioranza 2006, ma non mancano 2007 promettenti che giocano stabilmente da titolari.
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