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Sport ”In”…Veneto, quando l’inclusione si realizza nei campi di calcio a cinque

30 Aprile 2023 - 08:56

 

Roberto Turetta
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Roberto Turetta

Veloci, tecnici, appassionati. Sono i ragazzi di Sport "In"...Veneto, squadra di calcio a cinque, impegnati in competizioni molto speciali: quelle per giovani e ragazzi con disabilità intellettiva, riuniti da un po' di sano agonismo ma soprattutto dalla voglia di stare assieme e praticare attività fisica.

Tutto è nato dalla volontà di Massimo Barzon, originario di Noventa Padovana, una vita da calciatore e dirigente sportivo nei campionati dilettantistici della zona, e di altre persone che credono nello sport inclusivo, in questo caso a beneficio di ragazzi affetti da autismo e sindrome di Down.

«Mio figlio è affetto da disturbi dello spettro autistico e da sempre ama il calcio –spiega Barzon-. Volevo offrirgli la possibilità di giocare. Mi sono messo in contatto con altre famiglie di ragazzi con questo disagio, che magari avevano fratelli calciatori e volevano seguire le orme di questi ultimi. Abbiamo istituito questa società nel 2011 a Pontevigodarzere, per poi metterci in contatto con realtà analoghe e costituire un vero e proprio campionato. Da tre anni ci siamo spostati nella parrocchia della Nativitas, di cui usiamo gli impianti al coperto e dove abbiamo istituito la sede».

Le compagini di Sport"In"...Veneto in realtà sono tre, a seconda del tipo di disabilità e della capacità sportiva. Prosegue Barzon: «Esistono più campionati, T20 per i disabili intellettivi e C21 specificamente per i Down. Noi abbiamo una terza squadra per i novelli. Man mano che progrediscono li dividiamo».

A coadiuvare Barzon un team di volontari che però sono professionisti del loro ambito di competenza. Innanzitutto i due tecnici Roberto Zen e Gianni Zazzarin, ex giocatori e allenatori in squadre di calcio e calcio a cinque composte da normodotati. Si allenano con i ragazzi speciali tutti i martedì e sabato. Quindi c’è lo staff per la preparazione atletica, dal fisioterapista Francesco Sciabica allo psicologo dello sport Jacopo Noviello, fino alla laureata in scienze motorie Carlotta Fontana, tutti con una formazione specifica e professionale alle spalle. E c’è pure la parte amministrativa, con la segretaria tuttofare Giovanna Berton. A cui si aggiunge il personale della società calcistiche Nativitas e Unione Cadoneghe. 

Quindi ci sono i tesserati. Riccardo, 24 anni, attuale capitano della nazionale Down, il veterano Stefano, 42 anni, da un decennio in forza al gruppo, Stefano, il portiere, Giovanni, l’attaccante. E tutti gli altri impegnati nei diversi ruoli. «Oltre a lavorare nella psicomotricità, nella percezione di squadra, puntiamo a renderli più autonomi: ora molti di loro raggiungono da soli le sedi dell’allenamento, è un traguardo per loro stessi».

Inoltre l’attività sportiva non si limita al calcio a cinque. «Alcuni di loro fanno pure basket, inoltre al giovedì organizziamo serate di zumba per coinvolgere le rispettive famiglie nonché le ragazze disabili. Tra l’altro siamo aperti alle adesioni al femminile sia per il calcio a cinque che per una futura sezione di pallavolo, ma finora non ne abbiamo ricevute. Speriamo in futuro». 

Nel presente ci sono intanto i tornei che proseguono, con le squadre di ogni girone interregionale che si incontrano nello stesso luogo nella stessa giornata almeno una volta al mese del torneo Special Olympics. Oggi, domenica 30 aprile, sarà proprio la palestra della Nativitas a ospitare le rivali del campionato Nordest. Si proseguirà il 28 maggio a Possagno (Tv), mentre le finali sono in programma il 10 giugno al Lido di Venezia. 

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