
Campodarsego calcio, spazio ai giovani
Roberto Turetta
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Attenta alle nuove generazioni, se non proprio trainata da queste ultime. Il Campodarsego calcio conferma anche quest’anno la propria cura per il settore giovanile e i risultati lo confermano: non solo la prima squadra -che impiega spesso i nati nel 2005 e nel 2006- milita nelle zone alte del proprio girone di serie D, ma ben tre compagini giovanili hanno ottenuto ottimi piazzamenti. Si tratta degli Juniores, vincitori del rispettivo campionato con due giornate d’anticipo, nonché degli allievi Under 16 e Under 17, in entrambi i casi secondi nei propri gironi.
«Siamo molto soddisfatti, il lavoro fin qui fatto ha dato i suoi frutti -commenta Maurizio Bedin, allenatore degli Juniores come pure responsabile di tutto il settore giovanile-. I miei ragazzi inizieranno a maggio gli scontri diretti per il titolo nazionale,mentre gli Under 17 risultano migliore seconda e disputeranno comunque degli ulteriori tornei».
Le ragioni alla base stanno, secondo Bedin, in precise scelte societarie. «Innanzitutto cerchiamo di garantire un ambiente sereno alle spalle, soprattutto per i più piccoli: la negatività influisce molto sul loro rendimento e tanti rischiano di perdersi per strada. Pertanto occorre pazienza da parte di chi li segue, dando loro sostegno e facendoli maturare».
Bando alla competizione selvaggia, quindi. Ma senza impedire che ci sia una selezione nel corso del tempo. «Quando passano da esordienti a giovanissimi cerchiamo di valorizzare i più promettenti creando una squadra d’elite. A questo si affianca un’intensa attività di scouting». Uno dei casi più eclatanti è stato il passaggio al Bologna a gennaio 2022 di Mattia Cupani, attaccante del 2004, ritornato per questa stagione tra i biancorossi padovani. In ogni caso non mancano altri esempi passati nelle serie superiori. Il resto, per Bedin, lo fa lo staff. Continua lo stesso: «I due team di allievi hanno rispettivi allenatori di livello, Franco Gabrieli ed Emanuele Pellizzaro, formatisi in campionati professionistici (hanno militato nel Padova ai tempi della serie A) e in grado di infondere la giusta grinta visti i propri trascorsi. Ringrazio comunque il presidente Daniele Pagin, tutto lo staff tecnico e il nostro psicologo dello sport: le nuove generazioni hanno una scarsa autostima, si abbattono facilmente e certe figure professionali li aiutano a superare i momenti difficili. Vogliamo che considerino l’errore una cosa normale nel calcio, l’importante è reagire nel modo giusto».
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