Vai al contenuto principale

Saints, la bandiera patavina del football americano in Italia

22 Marzo 2023 - 16:55
Roberto Turetta
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Roberto Turetta

Il campionato di football americano è appena cominciato e i Saints di Padova sono pronti a scalare la seconda divisione.

Dopo le due stagioni annullate per il Covid e la difficile ripartenza nel 2022, l’unica società patavina a praticare questa disciplina si è attrezzata al meglio: un organico (“roster”) rinforzato per la prima squadra e l’Under 18, la prima volta di una sezione femminile e presto anche di un’Under 15. L’obiettivo è di crescere continuamente come tesseramenti e risultati.

«La pandemia ha danneggiato tanti sport “minori” come il nostro –spiega il presidente Simone Breggié-. Ciò nonostante, quest’anno abbiamo ampliato il numero di giocatori della prima squadra, ora una quarantina, fondamentale per affrontare un campionato senza essere in emergenza. Oltre che aprire alle ragazze interessate e ai giovani, per un totale di un centinaio di tesserati».

Il team principale attualmente gareggia nella seconda delle tre divisioni nazionali e punta ai playoff, dopo essere partiti con due vittorie e una sconfitta.

«Lavoriamo molto sul gruppo. Inoltre cerchiamo di farci conoscere nelle scuole e aggregare nuovi atleti. Non è facile, anche perché a Padova c’è la concorrenza del calcio e di discipline affini come il rugby».

Breggié parla non soltanto da dirigente apicale, ma da vero e proprio rifondatore dei Saints nel 2006. «Questa realtà partì nel 1984. Era un periodo florido per il football in Italia, i Saints peraltro stavano per vincere nella massima serie. Ma sul finire tutta la federazione subì un tracollo. Io mi avvicinai a questo sport nel 2004 con una decina di amici, volevamo farla ripartire. Dopo due anni l’abbiamo iscritta ai campionati di categoria e da allora proviamo a crescere».

Non è facile portare avanti il football tra la pandemia, le scarsa conoscenza della disciplina in Italia, le trasferte molto lunghe dovute alle poche società presenti (una sessantina). Oltre, appunto, alla necessità di rose molto lunghe: se da una parte si gioca in undici contro undici come nel calcio, con lo scopo di fare più punti dell’avversario avanzando nel terreno (lungo poco più di 90 metri), non c’è limite ai cambi, che possono avvenire in qualsiasi momento della partita; i ruoli peraltro sono tanti e complessi ed è facile che un intero reparto (attacco e difesa) venga sostituito simultaneamente nell’arco dell’ora complessiva. Mentre i criteri con cui sono stabiliti i punti sono principalmente di 6 per i touchdown (meta), di 3 per il field goal (una sorta di punizione) e di 1 per il safety (quando si attacca senza sfondare ma trattenendo la palla). Quindi le classifiche vengono assegnate in millesimi in base al numero di vittorie complessive.

Tutte queste difficoltà oggettive e regole molto caratteristiche non hanno fermato comunque certe pedine fondamentali dei Saints. Una di queste è Davide Turioni, classe 1995 residente da sempre nella città del Santo, di ruolo linebacker (seconda linea di difesa). «Da dieci anni gioco per i Saints e faccio parte di questo mondo –spiega-. Entrai grazie a un compagno di scuola che si voleva iscrivere, non ne sapevo nulla. Ma pian piano il football americano mi ha conquistato, migliorandomi caratterialmente come persona: sono diventato con il tempo più aperto e fiducioso verso il prossimo, meno timido e più determinato. Del resto in pochi sport il gruppo e la collaborazione sono così importanti, e io ne avevo passati tanti, calcio, nuoto, judo... Nel football americano gli schemi sono fondamentali, se non ti fidi a sufficienza dei tuoi compagni e non conosci il loro modo di agire, non combini nulla. Inoltre serve tantissima preparazione in palestra e con esercizi mirati, altrimenti gli infortuni arrivano».

Nonostante si parli di una disciplina a contatto pieno e con molte protezioni, per Turioni gli infortuni non sono così numerosi. «Ci sono sport come il calcio a cinque che sono molto più rovinosi da questo punto di vista. Certo, negli scontri le botte si prendono. Ma poi ci si abitua». Non lo spaventano neppure i viaggi troppo lunghi per disputare i match. «Alla fine rinforzano lo spirito di gruppo. Quest’anno la più distante è Chiavari (Ge), in passato abbiamo fatto trasferte pure in Sicilia».

Le partite casalinghe si svolgono nello stadio del Plebiscito, solitamente la domenica pomeriggio. L'ingresso è gratuito e il calendario è disponbile nella pagina Facebook della squadra. Gli allenamenti si svolgono martedì e venerdì dalle 19.30.

E' possibile provare questo magnifico sport presentandosi al Campo Sportivo Petron, in Vicolo San Massimo, 17/A, a Padova.

 

© chesport.infoTutti i diritti riservati

Le più lette

Il 28enne padovano si è laureato in Scienze Motorie ed è stato celebrato dalle Fiamme Gialle per il titolo del 2025

In sedia a rotelle per un rovinoso incidente ha riscoperto la magia della danza con prestigiosi podi

"Dopo la seconda laurea il Cammino di Santiago, il viaggio dei miei sogni. In Galizia un'infezione terribile ed è cambiata la mia vita"

Un corretto regime nutrizionale per correre più forte, i consigli del nutrizionista di Valeria Straneo

Il racconto della vita calcistica: dal Cittadella-Padova all'Inter e al Milan, poi l'incidente che gli costò la carriera

Un film che nasce dallo sport e grazie allo sport riscopre arte, natura e storia della civiltà del Brenta